Breve presentazione del libro “Puoi fidarti di te” al Maurizio Costanzo show dell’ 8 novembre 2009.
Tag: costanzo show, libri, presentazione, psicologia, Puoi fidarti di te, Raffaele, Raffaele Morelli, saggio, TV
Breve presentazione del libro “Puoi fidarti di te” al Maurizio Costanzo show dell’ 8 novembre 2009.
Tag: costanzo show, libri, presentazione, psicologia, Puoi fidarti di te, Raffaele, Raffaele Morelli, saggio, TV
caro dottor morelli.le faccio i complimenti per il nuovo blog. trovo di una verità unica ,le parole del suo ultimo libro, chi come me la segue da anni e ha assistito a come la può migliorare la qualità della propia vita se solo ci affidiamo al nostro istinto; saluti e complimenti a tutto il suo staff; anna marina rizzo;
Gentile Dott. Morelli, desidero ringraziarla per la vera verità che lei scrive e di cui sempre parla. Ho ritrovato me stessa dopo mesi di malessere. Grazie mille.
caro dr. Morelli, ho regalato il suo prezioso libro a Natale, al mio amore e spero trovi il tempo per leggerlo e raccogliere suggerimenti e stimoli, per trovare fiducia in se stesso. io ho letto la prefazione e alcune pagine, debbo dire che già dalle poche righe che mi ricordo, ci sono spunti di riflessione e confronto davvero fonadamentale per chi, possiede un basso livello di autostima.
grazie e complimenti
Ferry
Buongiorno caro Dott.Morelli, mi dicca una cosa, in questo momento di forte crisi
economica, il lavoro che scarseggia, siamo piu propensi a sentirci demoralizzati
ma pensa che l’ascoltare il disaggio di non sapere come andare avanti aiuti a qualcosa, ci puo veramente aiutare a trovare delle motivazioni per continuare a vivere senza preoccupazioni???, in antemano la ringrazio per la sua risposta grazie.
Egregio dott. Morelli,
sono felicissima di questa nuova possibilità di comunicare con Lei, che seguo da molti anni. Il Suo ultimo libro “Puoi fidarti di te” mi è stato utilissimo e ci penso sempre se mi capita qualche problemino disturbante.
Il suo invito alla spontaneità è una cosa meravigliosa.
Grazie
nelly
che bello!sono davvero felice del blog e di poter dialogare con una persona che nn sale sul pulpito x dare lezioni di vita e condannare!(posso darti del “tu” prof Morelli vero?).Ho letto molti dei tuoi libri e la cosa che mi ha sorpreso di piu’ è stata la concordanza di visione nell’approccio con se stessi e la vita,tanto da suscitare in me la domanda…”ma sto Morelli ha letto i miei pensieri?”E ,nonostante alcune incongruenze,a mio avviso,sono davvero contenta di poter imparare a guardare me stessa e la vita da un angolo visuale inusuale.Infine,ma nn ultimo,la “cosa” che adoro di piu’ nei tuoi scritti è l’importanza della “creatività” e che ,ahimè, temo di aver perso da un po’ di tempo a questa parte .Spero davvero di poter “vampirizzare” dai tuoi scritti e cosi ritrovarla,grazie,ciao prof morelli.
Buon giorno, vorrei raccontarle come sono arrivato al libro “Puoi fidarti di te”.
Io non avevo mai letto nulla di lei e la conoscevo solo per qualche apparizione televisiva.
Sono entrato un giorno, un pò depresso, in libreria e mi sono messo a cercare un libro con le modalità che sempre fatto da 40 anni: cerco, leggo la copertina, penso, ci ragiono, decido.
Ma dopo qualche minuto mi è spontamente venuta un gran voglia di buttare via questo sistema ed ho vagato senza meta per gli scaffali, seguendo idealmente la mia mano destra aperta, davanti, che anticipava i miei passi.
E sono arrivato diritto-diritto senza tentennamenti a Puoi fidarti di te. Che di primo acchìto mi sono detto, mah…proprio un libro di uno scrittore sulla cresta dell’onda dei mass media… E invece si, caspita ! SI! … SI !
un caro saluto
Renato
Fidati di te:si ma come si fà,quando tutti o quasi tutti intorno a te si sono dileguati,questo per alcuni miei errori,come si fà,quando nn ti è rimasto nessun amico vero,quando i sensi di colpa ti distruggono.Come si fà,quando in un paese piccolo come il mio tutti ti giudicano,e tu ti rinchiudi in te stesso.Grazie comunque professor Morelli.Mi sarebbe davvero gradita una sua risposta.
dottor morelli i suoi libri e i suoi consigli sono davvero una luce nel buio…grazie davvero
E’ un dono questa nuova possibilità di dialogo nella quale Lei si offre. Un interlocutore che “legge” l’anima, è il massimo che si posssa chiedere. Grazie.
Buon giorno dr. Morelli, vorrei farle un complimento grande per i suoi pensieri che ci dona attrraverso i libri e Riza psicosomatica….Concordo con quello che Lei dice sull’accoglimento di ogni emozione e l’accettazione del disagio anche se non sempre riesco a mettere in pratica ciò, ma le volte in cui la mente lascia spazio al vuoto riesco a capire pienamente le sue parole….è veramente l’unico modo per stare meglio….Rileggo spesso i suoi libri che per me hanno un denominatore comune ma ogni volta che ne rileggo uno aprendolo a caso mi lascia dentro sempre qualcosa in più rispetto alla prima lettura…
Grazie
caro dottor Morelli sono felice di poter avere un minimo contatto con lei.
Quando per la prima volta lessi un suo libro, ebbi la sensazione che tutto in me si fosse modificato,e da ansioso e depresso che ero, diventai piu’ tranquillo e ottimista perche il mio sguardo era quasi completamente immerso nel presente.
Purtroppo ora a distanza di qualche anno questa sensazione e’ venuta meno ed e’ aumentato il senso critico su quanto afferma.Ogni tanto mi chiedo perche’ dovrei non reagire mai a qualsiasi cosa e accettarmi in tutte le manifestazioni del mio Io giuste o sbagliate che siano.Perche’ non dovrei avere uno sguardo su cio’ che potrebbe succedere nel futuro,e limitare il mio sguardo all’imminente .Col suo ragionamento anche un malvivente potrebbe essere portato ad accettarsi,e a farsene una ragione del suo comportamento delinquenziale.Insomma se da un lato vorrei completamente abbandonarmi al suo pensiero,dall’altra c’e’ tutta una serie di pensieri che mi blocca.
Grazie comunque Dott. Morelli per quel magnifico periodo che ho trascorso
Buonasera dott.Morelli grazie per i suoi libri,
calcoli che il primo l’ho comprato il giorno prima che mio papa’ avesse un incidente che poi l’ha portato alla morte. I suoi libri sono stati piu’ che una lettura nelle lunghe notti di veglia in ospedale.
Attualmente mi sono innamorato di una collega a cui molto probabilmente manco dispiacevo, pero’ come al solito quando una persona mi piace sono una frana e ho rovinato tutto. Quella donna mi piace ancora moltissio ma non
voglio essere ne’ patologico ne’ ossessionante.
Ta l’altro lei e’ reduce da una storia strana ed io sono single da una vita.
Cosa mi consiglia di fare ?
grazie di tutto
Roberto
Dott. Morelli,
le sue parole m’illuminano. Mi hanno aperto gli occhi in un momento della mia vita davvero difficile. Ama e non pensare è stato il primo suo libro che ho letto e devo dire che è stata una scoperta meravigliosa. Ho potuto constatare sulla mia persona che quello che lei dice è verità anche se non riesco sempre a seguire le sue teorie. Grazie di esistere. Spero di poterla conoscere un giorno, presto, di persona.
Chiara
Salve Dottor Morelli,
pur concordando in linea teorica sul fatto che fidarsi di Sé possa essere una soluzione validissima rispetto alle scelte che la Vita prospetta, non credo affatto che sia così facile farlo. Tutt’altro. Spesso e volentieri, infatti, ci si mette in mente un percorso assolutamente illusorio, un percorso che tutto sommato può essere un alibi per sfuggire alla realtà della vita. Sogni, aspirazioni, obiettivi impossibili…tutto per non affrontare il vissuto reale.
Che significa fidarsi di Sé? Come si può riconoscere se è, per adoperare le parole di Jung, “quell’altro da noi che è dentro di noi” a guidarci o se è un nostro condizionamento?
Ritengo che adoperare parole come “Fidati di Te” possa essere molto, molto pericoloso.
trovo molto interessante la sua rivista che sto leggendo da poco…
acquistero’ anche l’ultimo libro, sto facendo da mesi un percorso con una dottoressa molto brava….anche se e’ dura..tanto dura…
grazie!!!
Gentile Dott. Morelli, il “lavoro” di ASCOLTO delle ns profondità, che io ritengo essere la “voce dell’anima” scevra dagli schemi mentali, per me rappresenta il vero grande approdo nel porto della pace interiore. Tanta analisi psicologica porta a questo transito necessario e per me Lei, infatti, con le sue “illuminazioni”, rappresenta il superamento della psicologia stessa.
Per ASCOLTARE è indispensabile sistemare prima la “PAURA”, che solitamente interferisce fastidiosamente e negativamente con la voce dell’anima e Lei sa bene che farla tacere è già un enorme traguardo!!! Affinando la “tecnica”, si riesce a volte di rado e poi più spesso, a dare spazio a questa prezosa “voce interiore”. Io la riconosco perchè mi conduce dove ritiene opportuno, senza alcuna difficoltà. Tutto diventa facile e soddisfacente senza ostacoli . Ovviamente ho imparato a non contrastarla poichè sono consapevole che Essa sa ciò di cui ho bisogno. Lei Dott. Morelli, mi ha traghettato dai limiti inevitabili della psicologia, (che già tutto mi aveva dato), a questo porto successivo che “non vedevo”.E difficile trovare le parole per spiegarsi…..Nonostante ciò, il percorso da compiere è ancora lungo e articolato. E’ così bello interloquire con una persona che so che capirà! Un caro saluto.
QUELLO CHE HA DETTO E’ SEMPLICEMENTE STUPENDO!!! Io abbraccio questa sua teoria da un pò…da quando, leggendo la sua rivista ho trovato la forza,soprattutto nei momenti critici della mia vita,di comprendere che le scelte che stavo prendendo,anche se non erano accettate,condivise, anche se ho dovuto lottare…le ho sempre sostenute sapendo che in me c’era solo la voglia di ESSERE ME…e nient’altro….sapevo che dentro me c’era una “pianta” che stava prendendo forma…non sapevo dove sarebbero arrivati i miei rami e che forma avrebbero preso, ma nonostante tutto sapevo che dovevo continuare a crescere senza paura,perchè finalmente…IO C’ERO….con me e in me….
Grazie di tutto.
Laura C.
Egregio dott. Morelli,ogni persona è unica è irripetibile, prima ci accorgiamo di questa differenza sostanziale, prima miglioreremo il nostro stato mentale evitando le cosidette seghe mentali.Mettersi in discussione attraverso dei soliloqui a mio avviso affinerebbe di più la nostra capacità di autocritica e forse aumenterebbe la nostra autostima,siamo molto bravi a giudicare gli altri che ci dimentichiamo che noi sbagliamo allo stesso modo e non ci sono scuse e paragoni che tengano in quanto a ognuno piace l’autocommiserazione perchè secondo noi giustifica il nosto comportamento per quanto ci è accaduto.La verità è e chiudo, che dovremmo smetterla di voler vivere la vita degli altri e imparare finalmente a considerare la nostra.Grazie di cuore, la saluto con stima Maurizio A.
“Qualcosa” dentro di me, in questi ultimi tempi, mi ha fatto improvvisamente comprendere che la SERENITA’ interiore, la si trova a PRESCINDERE DA …… e non come conseguimento di obiettivi mentali raggiunti. Fino a non molto tempo fa ritenevo che….. SE AVESSI superato i miei disagi….( sarei stata felice), che SE AVESSI portato e termine determinate finalità, (sarei stata felice), che SE AVESSI….. chissà cos’altro, (sarei stata felice), ecc. ecc. Ora so che posso sentirmi serena indipendentemente e accompagnata anche da tutto ciò che non ho conseguito come e nella misura in cui il mio “mentale” lo pretendeva. E’ ciò che dice Lei Dott. Morelli, filtrato dalla mia anima. Se lo vedo solo ora, sono propensa a credere che ADESSO e non in alcun altro momento, sono stata PRONTA ad accorgliere “il frutto” che Lei semina da anni. I TEMPI li scandisce la nostra anima in base alla ns evoluzione. VIVERE questo costantemente è tutt’altro che facile, ma possibile. Un saluto.
Complimenti ,
Auguri .
Lei ha avuto una spendida “idea” .
Grazie di “esserci”,
Ela
Egregio Dottor Morelli,
vorrei confessarle che leggere il suo pensiero mi ha concesso lentamente di dare una svolta alla mia vita. Diverse esperienze, accadute in passato, che un tempo chiamavo sbagli, mi avevano gettato in in profondo sconforto, un senso di insicurezza e di inadeguatezza perenne. La rabbia accumulata prima per la separazione dei miei genitori e poi per la fine del rapporto più importante della mia vita, mi stava logorando. Poi, finalmente, le prime parole di un suo libro hanno acceso una scintilla nel buio totale che mi attraversava. E per miracolo ho cominciato a guardare la mia vita e me stessa con occhi diversi. Ho imparato ad amare le mie paure, le mie fragilità, ma soprattutto ad ascoltare il silenzio e ad accogliere il vuoto. Sento di poter ancora fare molti passi verso la serenità, ma ora non mi concentro più in modo ossessivo sugli obiettivi, piuttosto cerco di restare immersa in ogni attimo del presente.
Il dono della vita è unico, inestimabile, ed anche il valore della nostra libertà. Non dobbiamo permettere a nulla e nessuno di far vacillare la fiducia nelle nostre risorse profonde e nella nostra capacità di decidere secondo un istinto primordiale, troppo spesso dimenticato.
Ho capito, sulla mia pelle, quanto è preziosa la vita, con tutti quelli che chiamiamo sbagli e tutte le contraddizioni. Ogni respiro è sacro. Anche i disagi vengono a trovarci per colorare la nostra anima e portarle un messaggio. Prima si accolgono, prima vanno via, come per miracolo.
Grazie per avermi ricordato qualcosa di importante. Il libro lo avevo letto con passione ma a volte nelle agitazioni si dimentica quello che si è imparato oppure forse l’anima vuole così per farci vivere qualcosa che ci farà crescere. In questo caso mi ha portato qui.
Leggendo i vari commenti mi accorgo di quanto bisogno abbiamo di essere considerati dagli altri e di quanto stiamo male per questo.Siamo figli di altri figli a cui è stato insegnato di vivere una vita abitudinaria e meccanica dove pochi si distinguono e la maggiorparte si mortifica perchè insodisfatta.Abbiamo bisogno di espandere la nostra anima oltre misura per liberarla dalle nostre inibizioni che ci allontanano dal significato del vero senso della vita, che non è l’attacamento, il possedimento o la pianificazione esistenziale ma una concentrata attenzione su di noi e su ciò che ci circonda affinchè possiamo assorbirne l’essenziale attraverso la consapevolezza che la nostra vita non ci appartiene ma ci è solo concessa.Complimenti per il suo blog e auguri.
Caro Maurizio non condivido le parole con cui chiudi il tuo intervento. Cosa intendi dicendo che la vita non ci appartiene ma ci è solo concessa? Concessa da chi? E se concessa allora ha uno scopo, un significato che trascende il singolo nell’attimo in cui vive, uno scopo che può rimanere oscuro, ma che in fondo ci spinge a cercarlo al di fuori di noi stessi. E questa ricerca può essere davvero frustrante se non si abbraccia una qualche fede…. Insomma essere il frutto di una “concessione” ci manleva da perecchie responsabilità verso noi stessi però non spiega perché ad alcuni è “concessa” una vita molto più fortunata ( quanto meno dal punto di vista economico-biologico-funzionale) rispetto ad altri…. Insomma mettersi in una posizione tanto passiva porta con sé, fra le varie cose, anche un atteggiamento remissivo, rinunciatario..ben lontano da quello suggerito nel libro di Morelli.
Io ritengo che la VITA sia un grande privilegio donatoci per compiere un”VIAGGIO” di conoscienza. Il libero arbitrio di cui disponiamo ci uniforma TUTTI su uno stesso piano e le modalità con cui decidiamo di vivere le esperienze segnano il progresso della ns evoluzione proiettata verso “IL TUTTO UNICO”. Solo così riesco a spiegarmi le dinamiche della vita come Il dolore, la frustrazione, ma anche la gioia e l’appagamento e quant’altro. L’ASCOLTO, il VUOTO, l’ACCETTAZIONE CONSAPEVOLE MA TACITA, la semplice OSSERVAZIONE delle ns profondità, di cui sempre ci racconta Lei Dott. Morelli, possono apparire atteggiamenti passivi solo a chi non ha provato ad immergersi in tutto ciò. Essi sono quanto di più ATTIVO e VITALE una persona possa compiere. E’ un salto così qualitativamente elevato Dottore, da porLa come LUCE per MOLTI.
Salve a tutte/i,
sono appena rincasata e mentre ascolto un po’ di musica, mi e’ venuto il desiderio di scrivervi. Leggo da diverso tempo la rivista riza e i consigli di Raffaele e mi hanno aiutato enormemente.Stasera, pero’ ho voglia di raccontarmi.
Ho 53 e da 26 lavoravo come infermiera presso un ente pubblico, da diversi hanni ho pensato di lasciare il lavoro, infatti la scorsa settimana ho deciso e mi sono licenziata-
L’angoscia e la fatica che mi accompagnava tutti i giorni, insieme alla frustazione di non avere potere decisionale e voce mi ha negli anni stancato e nauseato.
Ho fatto di tutto, cambiato reparti, cambiato modi di vedere le cose, ma alla fine delusa e stanca, ho deciso. E’ stato veramente faticoso, oggi si parla fortemente di crisi e sembra che l’unico lavoro sicuro sia presso gli enti pubblici.
Ma cavolo! Non riuscivo più ad accontentarmi, io voglio un posto dove poter decidere, essere creativa e soprattutto dove i tempi siano i miei oppure concordati non imposto dagli altri. Un luogo dove assieme parole e silenzio, siano un carmineo ritmo.
Buona nottata a voi
claudia da Bologna
Salute a Voi. SCEGLIERE, nella vita, è quasi sempre pesante e difficile, anche nelle modalità che possono sembrare più facilmente “realizzabili” e prive di conseguenze, come scegliere di RIMANERE (per il tempo necessario ) NEL PROPRIO DOLORE, oppure semplicemente scegliere di OSSERVARE la paura che ci distrae e ci confonde….. (Dott. Morelli). SCEGLIERE però diventa più semplice quando è la ns anima ad indirizzarci. Allora i tempi sono maturi per il salto e dietro di noi non rimangono nè dubbi nè rimpianti. Si tira il fiato e …SI SALTA!!! Si APRIRA’ qualcosa di più opportuno. Io detesto IL CAMBIAMENTO e se potessi rimanere nella tana lo farei volentieri, anzi ci provo costantemente, ma quando l’anima ha deciso, per me arrivano, metaforicamente parlando,calci continui. Per questo non mi preoccupo più di scegliere un obiettivo, una direzione o un’altra, aspetto che sia l’anima a decidere e a partire. Per usare il luminoso concetto del Dott. Morelli, IO NON SCELGO PIU’ e lascio lo spazio al “mio profondo” perchè si adoperi nel modo adeguato. Ma quanta fatica resettare un sacco di schemi mentali ed AFFIDARSI!!!!! Quante resistenze ancora!!!! Sarà mai più semplice???!!! Saluti.
dott. Morelli, ho comprato il suo libro “puoi fidarti di te”, mai fatto migliore investimento in vita mia. Intanto le dico che in una notte ho letto tutto il libro, e paggina dopo paggina mi ha trovato sempre più preso dall’argomento. Personalmente è capitato tutto in un momento particolare della mia vita in cui tutto ciò che ho dato per scontato è crollato… Io all’inizio non sapevo cosa fare per evitare tale dolore. Dopo il libro ho fatto senza pensarci un sogno e mi ha dato una momentanea sensazione di pace che cerco di coltivare e mi sforzo di cercare ancora in me. Ma vorrei dirle che la conoscevo poco anche se l’ho vista in tv. Con questo libro ho veramente apprezzato e capito il lavoro che svolge. La ringrazio e in futuro spero di poterle dare altre buone notizie sul mio percorso.
Gentile Dottor Morelli,
Ho ascoltato il suo video sul tema” puoi fidarti di te”.
Non poteva esprimere meglio il concetto che condivido totalmente.
A volte la vita di ogni giorno ci mette a dura prova e spesso l’ultima persona a cui noi pensiamo come nostro consigliere siamo proprio noi.Io ci sono arrivata dopo anni di duro lavoro fatto su me stessa,dopo avere cercato le soluzioni ai miei problemi in persone di cui mi fidavo, persone in gamba ricche interiormente,e un paio di loro sono state fondamentali per la mia rinascita,ed è grazie a loro se oggi ho compreso che ” devo fidarmi di me perchè io sono il miglior maestro di me stessa “. Non fraintenda Dottore, non è mancanza di umiltà la mia, ma consapevolezzo di ciò che sono.Una persona matura ( di età ), che ha sofferto tanto, ma che ringrazia DIO per aver imparato dalle lezioni dure, a volte insostenibili, che dentro di noi c’è una potenza incredibile a cui affidarsi, evitando inutili elucubrazioni mentali,o cercando fuori, esteriormente, quello che esiste già in ognuno di noi,e questo discorso in fondo ci porta alla mancanza di autostima, di star bene con se stessi……..e tutto si lega e tutto ci riporta ad imparare ad AMARE CIO’ CHE SIAMO.
Un caro saluto, Luisa
caro prof. Morelli,
forse ha ragione, quando siamo in balia della confusione interiore c’è uno spiritello che ci guida e che dice come muoverci o come non muoverci. io sono in un periodo triste perchè ho 48 anni e non trovo lavoro, con un marito che pressa continuamente.grazie all’aiuto di un counselor sto ritrovando la mia autostima e ho imparato ad ascoltarmi e a rispettarmi. spero di farcela a trovare la mia strada…spero!
Salve dott Morelli..ecco..io mi son fidata di me….e credo di aver fatto un totale disastro…x farla breve,sono sposata da 11 aani, con una meravigliosa bimba..il menage matrimoniale era il solito, ma rassicurante, con alti e bassi, momenti di noia, di litigi incredibili, un marito sempre via x lavoro, sempre o quasi assente anche quando c’era…nn mi sentivo amata..avevo bisogno di aveere AMORE…(mi ha sempre amata ma a modo suo…adesso lo so) comunque un bel giorno…ritrovo un nostro conoscente molto vicino a noi..me ne innamoro e lui di me…mi promette mari e monti..mi illudo, rovino la mia famiglia, e questìultimo sparisce…senza farsi più sentire!!!!!! crisi totale..sono stata all’inferno…ma poi riemergo..e..capisco che quello di cui ho bisogno..è quello che avevo da tempo scelto..mio marito, le sue aatenzioni..il suo esseere imperfetto, ma con attenzioni che avevo dato x scontate e cha adesso mi mancano..vorrei poter tornare in dietro..apprezzare quello che avevo e che nn vedevo più..sto tentando di avvicinarmi ancora a lui..ma è molto ferito, arrabbiato con me…anche se dice di amarmi ancora…e ho paura di perderlo definitivamente..anche xchè ne ha un’altra..(anche se, a detta sua, nn è importante) mi dice che è indeciso..nn sa cosa fare, ha paura di sbagliare..ecco..mi domando:ho fatto poi bene a fidarmi del mio istinto??? mi ha fatto solo sbagliare….!!!vorrei solo essere felice..tornare ad essere felice…e nn so che strada prendere..
trovo bella questa frase.. io spesso nn mi fido di me .. e nn so il perche’.. sento che posso fidarmi ma poi nn lo faccio.. accidenti che due scatoleeeeeeeee
mi sento una ragazza (non ancora donna forse) di 40 anni con 3 figli meravigliosi e un marito altrettanto speciale il mio incubo sono i soldi lavoro troppo per riuscire a godermi tutti loro ma se non lo faccio come faccio .Soffro di paure di tutto mi sento la testa come ovattata ,lei dice che quando vengono gli attacchi di panico lasciarli entrare dentro di noi senza dare spiegazioni io non ci riesco la mia testa deve controllare tutto cosi’ mi irrigidisco e alla fine giornata sono cotta cotta. Gia’ domani penso che andro’ a prendere il suo libro perche’ spero mi dia aiuto quello che ho bisogno in questo momento grazie a tutti voi e buona vita
GENTILE DOTT. MORELLI, MI CHIAMO MICHELA SONO UNA RAGAZZA DI 34 ANNI CON DUE FIGLI ED UNA QUASI SEPARAZIONI, MI SONO PERSA E NON RIESCO PIU’ A RITROVARMI, IL DUBBIO MI PERSEGUITA IN TUTTO CIO’ CHE FACCIO PRENDO UNA DECIONE POI MI FERMO A META’ STRADA SEMPRE CON LA PAURA DI SBAGLIARE VIVO ETERNAMENTE FERMA AD UN BIVIO, ANCHE CON QUESTA SEPARAZIONE NON RIESCO AD USCIRNE SIAMO SEPARATI LEGALMENTE PERCHE’ MI SENTO DI NON AMARE PIU’ MIO MARITO DA MOLTO TEMPO MA VIVIAMO NELLA STESSA CASA PERCHE’ NON RIESCO A CHIUDERMI QUESTA PORTA ALLE SPALLE SAREBBE PIU’ FACILE PER ME SE LO FACESSE LUI MA HA CAPITO IL MIO PUNTO DEBOLE E NON LO FARA’ MAI, QUESTO COMPITO SPETTA A ME COME ANCHE GIUSTIFICARMI CON I BAMBINI. MI SENTO UNA PERSONA INCONCLUDENTE COMINCIO TUTTO SENSA FINIRE NULLA, FACCIO CONFUSIONE TRA IL CIO’ CHE E’ GIUSTO E IL CIO’ CHE VOGLIO, E’ VERO CHE NELLA VITA PER ESSERE UN PO’ FELICI BISOGNA ANCHE ESSERE UN PO’ EGOISTI?? MA IO RIESCO AD ESSERLO SOLO CON ME STESSA A VOLTE MI SEMBRA CHE VOGLIO IDENTIFICARMI IN UN RUOLO CHE MI SONO COSTRUITA SU MISURA , UNA MAMMA, UNA MOGLIE ,UNA BELLA CASA UN LAVORO PER NIENTE GRATIFICANTE MA CHE COMUNQUE TI DA’ UNA SICUREZZA A FINE MESE, IL MUTUO DA PAGARE E L’ILLUSIONE CHE FORSE QUESTA E’ LA VITA DI TUTTI CHE BISOGNEREBBE ACCONTENTARSI DI CIO’ CHE SI HA.. MA IO HO QUESTO SENSO SI INSODDISFAZIONE CHE MI PERSEGUITA LA PREGO IO LEGGO CONTINUAMENTE I SUOI LIBRI A VOLTE ANCHE LO STESSO PER MESI, PER PAURA CHE MI SIA SFUGGITO QUALCOSA DI ESSENZIALE CHE IN QUEL MOMENTO NON SONO RIUSCITA A COGLIERE MA POI MI RENDO CONTO CHE VORREI SOLO CHE QUALCUN ALTRO MI DICESSE COSA SIA GIUSTO PER ME PERCHE’ IO ”NON RIESCO PIU’ A FIDARMI DI ME” DISTINTI SALUTI E GRAZIE IN ANTICIPO PER IL SUO TEMPO
Io credo che il concetto di FELICITA’, al quale tutti facciamo riferimento in quanto META e SPERANZA del ns razionale, vada rielaborato in STATO DI SERENITA’ ed EQUILIBRIO. Questa è la mia idea di FELICITA’. Precisato questo, ritengo che l’errore fondamentale che un po’ tutti commettiamo è quello di una PREMESSA errata proprio di partenza. Errata è la prospettiva con cui GUARDIAMO alla vita. Io mi sento in PACE con me stessa per ciò che riguarda il mio vissuto. Ho commesso tanti errori,ma ho compiuto anche gesta generose che hanno contribuito a nutrire quel rispetto per me stessa che ho costruito in MILLENNI!!! Ho compreso la mia personale essenza umana, con i suoi limiti e le sue infinite possibilità. Non ho rimpianti, ma il futuro ancora mi spaventa. Mi sento SERENA sotto tanti aspetti, dopo tanto “LAVORO” personale, eppure in un attimo mi pare che questa LUCE INTERIORE si spenga!!!! Quando??? Quando in un momento qualsiasi di un giorno qualsiasi sia riaffaccia prepotente la PAURA. SPAVENTOSA,IRRAZIONALE, faticosamente gestibile, ….. e così mi ritrovo sgomenta a scappare ancora e ancora….. Allora ci sarà sempre la possibilità che TORNI??? La Paura limita molto le mie relazioni umane e la mia possibilità di esprimermi nel sociale, purtroppo. Così mi isolo inevitabilmente. La vita è bellissima cmq, quando la mattina apro la persiana e mi inonda un bagno di sole, quando i merli cantando vengono a darmi il buongiorno sulle acacie del giardino, quando i miei gatti mi portano per regalo le lucertole che catturano, quando soprattutto risuona la VOCE DI MIO FIGLIO….. così la mia LUCE INTERIORE sia riaccende e la PAURA anche questa volta è passata. Grazie per l’ASCOLTO, Dott. Morelli. Le auguro una splendida giornata.
Gent.mo Dott.Morelli,
credo che l’idea di questo blog sia davvero bellissima, entrare e leggere tante vite, tante riflessioni mi ha fatto sentire meno sola.
Adoro ascoltarLa perchè le Sue parole rendono sempre tutto semplice, tanti momenti e disagi che io vivo con estrema difficoltà e addirittura tragicità per Lei devono solo essere ascoltati, accettati ed infine il flusso vitale dovrebbe sgorgare come da una fonte, senza alcuna difficoltà ma con naturale spontaneità.
Ecco, io credo di essere negata! o di non far parte di questa natura…
Ho trascorso una parte di vita a cercare di costruire e dar vita a sogni e desideri, con la persona che mi ha amata, seguita e viziata…. e poi ho rovinato e buttato tutto! In un modo pauroso e vergognoso. Sono caduta talmente in basso che da ormai dieci anni mi faccio solo schifo! Fidarmi di me stessa? no, ho paura di me stessa e mi detesto. Non sono più riuscita a fare niente di buono ma solo del gran pianto. Ho ferito e tradito la persona che più di ogni altra si fidava di me e non lo meritava assolutamente. Ho ascoltato il mio dolore, lo faccio ogni giorno fra la quattro mura in cui mi sono chiusa per “scontare una pena”? per evitare di fare e farmi ancora del male? perchè i miei sensi di colpa mi stanno uccidendo e non aspetto altro che una benedetta fine.
Ho cercato aiuto anche ad uno psicoterapeuta che ha riscontrato problemi caratteriali e non depressivi ma sono rimasta senza lavoro già da qualche mese e non posso più permettermi questa spesa.
Le amicizie sono poche e molto superficiali ma capisco, non è facile nè bello stare in mia compagnia, non so divertirmi ed il solo atto di vestirmi per uscire è per me una violenza… non sopporto nemmeno specchiarmi.
Perciò capirà che quando Le ho sentito dire che “bisogna fidarci di noi stessi, di chi sennò?!”, mi è venuto il panico!
Amo e ammiro tante persone che come Lei sanno sempre trovare un motivo per vivere, una luce che illumini la strada da percorrere.
Scusandomi se ho approfittato di questo spazio per un mio sfogo La saluto con tanto affetto
buongiorno dott., non so se questo è lo spazio giusto, ma contestualmente alle mie considerazioni sul suo libro, mi piacerebbe chiederle anche un consiglio. ho letto il suo libro e devo dire che mi ha lasciato il segno in maniera decisamente positiva. è stato un pò come fare della psicoterapia, come quella che sto’ facendo da circa un anno ( ora faccio anche terapia di gruppo ). ho ritrovato, in ciò che scrive, tante analogie con la psicoterapia che sto’ appunto facendo e questo mi fa apprezzare ancora di più il mio terapeuta. lei nel libro scrive che i brutti pensieri che talvolta, in maniera ossesiva, ci vengono alla mente, sono da considerare dei segnali importanti che ci fanno capire che la nostra parte più interiore ha un disagio. bene, ma come bisogna fare quando questi brutti pensieri che ti vengono in mente riguardano i propri figli, e, parlo in prima persona, cosa dovrei fare quando mi vengono dei pensieri orribili come poter perdere il controllo di me stesso e far male ai miei figli, a mia moglie, alle persone che più amo al mondo ( ad es. mi fa star male quando in tv si sentono storie orribili)? quando mi vengono questi pensieri mi sento ovviamente uno straccio ( anche se non lo do tanto a vedere), talvolta non dormo, anche se mi rendo conto di essere lontano anni luce dall’intenzionalità di fare certi gesti. per ora comunque trovo ancora la forza per sopportare questi pensieri, quindi, per concludere, a questo proposito ho acquistato il suo libro, perchè il titolo riassume un pò quello che io non stò facendo ora, cioè fidarmi di me. se è possibile, mi può dire qualcosa in merito? grazie .
un saluto
caro dott.Morelli vorrei che m’insegnasse una tecnica x non pensare…………il pensare alle persone che mi sono intorno mi sta distruggendo la cosa + importante che ho ……………la mia VITA. la ringrazio in anticipo e spero tanto in una sua risposta. Giuditta……….l’araba fenice
Mi hanno spiegato che la terapia psicologica aiuta a fare luce sui propri traumi e a “sanarli”,pur lasciando inevitabilmente delle cicatrici indelebili degli avvenimenti traumatici.
Io credo che l’espressione “delle cicatrici” non dia un’esatta immagine di ciò che “rimane” sulla persona.
Immagino meglio delle “ustioni”, di profondità ed ampiezze direttamente proporzionali alle “dimensiononi” dei traumi vissuti e “superati”. Con un pò di fortuna si guariscono le ferite, che rimangono cmq testimoniate da deturpanti tracce eternamente visibili. E poi mi riferisco a quel ristretto numero di perso fortunate che ce l’hanno fatta!!!! Non esiste alternativa che io conosca , per cui va bene così. Perchè l’illusione di “guarigione” va sfatata, o meglio, ridefinita nei giusti termini. In effetti non saprò mai da quanto ulteriore dolore mi abbia “salvata” l’analisi psicologica e magari le “ustioni” sono un piccolo prezzo da pagare!
gentile Dr. Morelli, voglio ringranziarla per aver scritto Fidati di te. Sono arrivata al libro in modo del tutto casuale, in un periodo in cui mi chiedevo con insistenza cos significava amarsi? perchè questa domanda? come tante affrontavo storie sbagliate che finivano tutte con le stessa frase……..sei una donna speciale ma l’amore non è arrivato. Poi è arrivato il Reiki, che pian pianino mi ha fatto capire che la chiave stava in me. Nella ricerca è arrivato il suo libro che mi ha fatto capire che amarsi significa rispettare e ascoltare il nostro essere interiore. Lui sa perfettamente il meglio per noi e come realizzarlo con naturalezza.
30 anni, sposata, spenta.
leggendo il suo libro sto sperando che esista veramente Qualcosa in grado di darmi un posto nel mondo. Ma ho il terrore di non trovarlo mai.
non ho chissà quali garvi problemi, ma soffro molto perchè non ho la più pallida idea di quale sia un lavoro adatto a me, e desidero sempre di trovarmi al posto di chiunque un lavoro ce l’ha che gli riempie la vita. Io mi ritengo incapace di svolgere decentemente un qualsiasi lavoro (sono laureata in giurisprudenza ma non mi chieda il perchè!); ho paura che non proverò mai la sensazione di GUADAGNARE; odio confrontarmi con gli altri sul piano degli studi che ho fatto; sono diventata una casalinga con l’alibi dell’attesa del concorso notarile.
La prego, se può, in qualche modo, MI AIUTI.
Come faccio a fidarmi di me stessa se io stessa mi tradisco ogni gg mangiando e vomitando tutto questo va avanti da tantissimi anni ero adolescente ora sono quarantaquattrenne .
“PUOI FIDARDI DI TE” …… Affidarsi!!!! !A qualcuno, ancora meglio a se stessi…,ma quanto è difficile???!!!!! Mi viene in mente, a tal proposito, un esercizio corporeo che abbiamo eseguito spesso nell’ambito di un corso di “ginnastica posturale”; funziona così: le persone si dispongono a coppie e una gira la schiena al compagno che rimane invece in posizione frontale, poi si conta fino a 3….. e la persona girata (che quindi non vede), si abbandona, si lascia cadere alla cieca , tra le braccia del compagno pronto a sorreggerla. Sembra semplice eppure un gran numero di persone si trovano incapaci a lasciarsi cadere dovendosi fidare esclusivamente della collaborazione attenta del compagno di coppia! E’ indicativo, mi pare!!! Io non ho difficoltà in questa esecuzione e mi sono chiesta il motivo. La risposta che mi sono data è questa: quando nella vita si è toccato più e più volte il fondo, cosa rimane da perdere? Cosa può accadere di peggio di quanto non si è già affrontato? Spesso è proprio dalla rinuncia al” controllo” che nascono nuove soluzioni, MI VOGLIO FIDARE! …..e così mi butto! Forse il compagno mi prenderà o forse cadrò malamente a terra e mi rialzerò un pò ammaccata, ma che importa, avrò tentato. Si chiama SPERANZA????!!!! Dietro “tutto questo” c’è un grosso allenamento di anni ,”a gestire i miei disagi umani” con la speranza di trovare sempre nuove possibilità di migliorare la qualità della vita. Penso sempre che un giorno scriverò un libro-diario,(dalla parte del “paziente”) in cui racconterò i sottili meccanismi del pensiero che si celano dietro “una vita conflittuale”, quali le vere difficoltà ecc. ecc. Niente di nuovo, ma poichè ogni percorso umano è sempre unico, sarà un altro tassello per fare luce sui disagi che angosciano tante persone. PIU’LUCE, PIU’ CHIAREZZA, PIU’ COMPRENSIONE, MAGGIORI POSSIBILITA’ DI “AIUTO”. Un affettuosissimo saluto a Lei Dott. Morelli.
Sto leggendo il suo libro “Puoi fidarti di te”. I suoi testi da parecchi anni mi accompagnano nella vita, mano nella mano. Lei è la “persona” che dalla psicoterapia tradizionale a cui mi sono sottoposta per anni, mi conduce oltre….. , ad “altro” ancora. Quando si dice che il MAESTRO giusto per quella data fase della tua vita, arriverà quando sarai pronto per comprenderlo, così è. Mi piacerebbe tanto conoscerLa, ma mi appare una possibilità così lontana!!!! Forse per la sua fama?! Mi consente di spezzare una lancia in favore della psicoterapia? Vede, nella mia vita, quest’ultima ha avuto un suo ruolo importante. La considero (quando esercitata da persone competenti e responsabili), una “presa di coscienza”. A me ha dato il coraggio di FERMARMI A GUARDARE, di DIVENTARE CONSAPEVOLE, mi ha insegnato a non SCAPPARE dal tumulto di emozioni che mi terrorizzavano. Mentirei se dicessi che l’analisi non mi fosse stata d’aiuto. Oggi, anche con l’apporto di questa, posso andare oltre…. Perchè vero è, che ancora l’ansia e il panico vengono a trovarmi, condizionando e limitando le mie possibilità relazionali e la mia capacità di espressione, ma non sono più destabilizzanti come un tempo. Lei Dott. Morelli, ha dotato la psichiatria di spiritualità, e per questo io La vedo come una LUCE suuccessiva , piu COMPLETA e più PROFONDA. Sarebbe un dono poter ascoltare di persona , dalla sua viva voce, “la storia delle immagini originarie” che ci portiamo dentro dalla nascita e magari capire in quale modo sto ancora tradendo la mia?! Magari un giorno accadrà. Le auguro un buon lavoro Dottor Morelli.
Mi vergogno un pò ad essere “la più costante” fruitrice del suo blog!!! Forse l’idea delle vacanze allontana lo spettro dei disagi nella maggior parte delle persone?! Leggo e rileggo i suoi libri perchè mi danno pace. A volte l’intervallo tra le letture è più o meno lungo mentre in altri periodi necessito deii suoi richiami in modo più pressante. Si spengono “le lucette” interiori, è possibile? Ricado nella difficoltà quotidiana e questo è il segnale che mi fa riprendere in mano un suo libro. Non assimilo quanto dovrei? 4 anni fa ho conseguito presso l’università di Milano, la laurea in naturopatia. E’ stato un importante proseguimento del mio percorso, dopo gli anni di psico- terapia a cui mi ero sottoposta. Questo per dirLe che proprio in tale contesto, durante le lezioni di anatomia, ho appreso della “memoria cellulare”. Lei dice che il passato ci zavorra, ma ciò che sta scritto nelle mie cellule e che mi induce a rispondere alla vita così come ho imparato nel tempo,come riesco a resettarlo? Certo non è a livello di coscienza, ma nulla cambia del mio bagaglio. Mia madre si è ammalata di “depressione grave” alla mia nascita (21 anni) e tra ricoveri vari e psicofarmaci a vita ha raggiunto i suoi 70 anni e la sua ovvia (così mi hanno spiegato gli psichiatri), demenza senile. Io ho trascorso l’esistenza nel tentativo di decifrare quanto, del suo DNA, fosse “passato” nel mio. Non mi sono mai ammalata della sua malattia, ma della paura di averla ereditata senz’altro!!! Che differenza fa Dottore, tra l’ avere una malattia psichica oppure temere di averla? Come dimenticare le manifestazioni tragiche e devastanti della malattia di una madre per la quale, io bambina, sono stata l’unico ancoraggio con la vita?! Ne conseguono certamente “il “panico”, “l’ansia”, “l’angoscia”, ecc ecc. ma non la sua malattia. Ancora oggi, credo che ciò che mi costringe ad una vita solitaria e riservata, sia il timore che in me, gli altri possano vedere quelle manifestazioni terribili della malattia di mia madre. Questo blocca ogni mia iniziativa fuori dal “guscio” protetto di casa mia. Memoria cellulare? Se la psico terapia ha risolto l’aspetto razionale, forse rimane solo quello irrazionale da sollevare? Ancora mi chiedo come sono riuscita a frequentare le lezioni universitarie per 3 anni. Per la verità lo so….. con un’infinita soddisfazione (anche per il mio bellissimo 110 e lode) e una fatica immensa di cui gli altri non si sono praticamente mai accorti!!! Si diventa ottimi mistificatori Dottore, anche se questo purtroppo non LIBERA. Un saluto.
Confesso non ho ancora letto il libro. Ma mi dica come posso fidarmi di una me stessa che fa costantemente errori sul lavoro (banali, ma pur sempre errori). No non mi fido. E quindi sono in balia degli altri. Di loro mi fido e li ammiro perchè mentre io sono tonta ,loro ,tutti miei colleghi sono svegli. A volte spero che la mia tontaggine sia frutto di una mia paranoia ,ma quando mi rendo conto delle cavolate che faccio mi ci sento realmente .Questo stato mi fa sentire inadeguata e inadatta specialmente in un lavoro “maschile” (faccio il tecnico luci in teatro ormai da vent’anni e ne ho 55). A volte lavoro in squadra ed è qui che faccio acqua, ed ogni volta che torno a casa finito il lavoro faccio il rapporto a me stessa e mi rendo conto che gli errori che faccio sono prevalentemente di distrazione e mancanza di testa. No non posso fidarmi. Senza contare il disagio che provo quando i miei colleghi (anche molto più giovani ) si accorgono del mio errore. Torno a casa a pezzi e sempre più preoccupata per l’indomani. Cosa combinerò domani?
Sono a pezzi.
Leggendo il suo libro, e immaginando l’altra donna che mi abita, all’inizio mi sono messa in competizione con lei, che il mio modo abituale di rapportarmi a una donna che ammiro, ma poi ho capito che avevo solo bisogno di imparare da lei, visto che possiede le qualità che mi mancano. Grazie!
Annalisa
Gentile dott. Morelli,
a proposito di fidarsi di se stessi, ieri giravo per negozi in cerca di
due tute da ginnastica per mio figlio di cinque anni, e gia’ che c’era, ho dato uno sguardo a qualche vestino per bambina (un po’ per il piacere di guardare, un po’ per degli eventuali regali). Be’ lei non ci crederra’, ma mi sembrava di guardare in un guardaroba di una sedicenne: pantaloni neri aderenti, maglie con inserti di pizzo, stampe di magliette con bambine quasi ammiccanti……e pocchissimi colori nelle fantasie (nero, bianco, grigio e viola). Chiedo alla proprietara
se la collezione fosse gia’ al completo, e lei serafica mi dice di si e che
le bambine non vogliono piu’ vestirsi da bambole ma da grandi.
Non ho replicato, ma la domanda era: ma sono le bambine a volersi vestire ma grandi o noi genitori a volerle come delle vallette con tanto di calze a rete e scarpe decollete’?
Forse la signora mi avrebbe presa per l’ultima bigotta di turno, ma
io non ci sto’ a comprare vestiti da grandi con misure per bambini!! nemmeno i vestiti per maschietti era tanto diversi, niente colori, forme severe. Ma dove sono finiti i colori, le belle fantasie e
l’estrosita’ che tanto si appropria ad un bambino e al suo magico
mondo?
Be’, stavolta mi fido di me, comprero’ quello che ritengo essere vestiti adatti a un bambino/a e non quello che propina una cultura
del vestire che vuole omologare non solo il gusto di noi acquirenti
ma anche le varie fasce di eta’.
Scusi lo sfogo.
GRAZIE E BUON LAVORO
Gentile dott. Morelli,
a proposito di fidarsi di se stessi, ieri giravo per negozi in cerca di
due tute da ginnastica per mio figlio di cinque anni, e gia’ che c’ero, ho dato uno sguardo a qualche vestino per bambina (un po’ per il piacere di guardare, un po’ per degli eventuali regali). Be’ lei non ci crederra’, ma mi sembrava di guardare in un guardaroba di una sedicenne: pantaloni neri aderenti, maglie con inserti di pizzo, stampe di magliette con bambine quasi ammiccanti……e pocchissimi colori nelle fantasie (nero, bianco, grigio e viola). Chiedo alla proprietara
se la collezione fosse gia’ al completo, e lei serafica mi dice di si e dopo aggiunge ( forse avra’ notato la mia espressione del volto) che
le bambine non vogliono piu’ vestirsi da bambole ma da grandi.
Non ho replicato, ma la domanda era: ma sono le bambine a volersi vestire ma grandi o noi genitori a volerle come delle vallette con tanto di calze a rete e scarpe decollete’?
Forse la signora mi avrebbe presa per l’ultima bigotta di turno, ma
io non ci sto’ a comprare vestiti da grandi con misure per bambini!! nemmeno i vestiti per maschietti era tanto diversi, niente colori, forme severe. Ma dove sono finiti i colori, le belle fantasie e
l’estrosita’ che tanto si appropria ad un bambino e al suo magico
mondo?
Be’, stavolta mi fido di me, comprero’ quello che ritengo essere vestiti adatti a un bambino/a e non quello che propina una cultura
del vestire che vuole omologare non solo il gusto di noi acquirenti
ma anche le varie fasce di eta’.
Scusi lo sfogo.
GRAZIE E BUON LAVORO