Abbiamo perso la spontaneità. Siamo poco disponibili a voler conoscere ciò che capita dentro di noi. Spontanei vuol dire che dobbiamo avere cura delle emozioni che non ci piacciono ma che abitano la nostra interiorità…
Questo articolo è stato pubblicato il Thursday, 28 January 2010 alle 14:37 e classificato in Raffaele Morelli, Spontaneità. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
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27 Commenti a “Essere spontanei aiuta a vivere meglio”
Caro dottore sono d’accordo con lei abbiamo perso la spontaneita,ci siamo chiusi in noi stessi nei nostri pensieri,che come lei dice sono la rovina di tutto,io per esempio non riesco ad essere spontaneo da molti anni ho il problema dell’eritrofobia,ovvero arrossisco per niente mi provoca degli enormi disagi perchè non riesco in compagnia ad essere me stesso. ho provato ad accettare il problema ma le assicuro che non è affatto facile,perche è una cosa visiva che notano tutti e io continuo a collezionare una serie di figure di m………non riesco a mangiare seduto in compagnia,in un ristorante preferisco stare da solo,e tutto cio penso sia un grave peccato in quanto credo di essere una persona interessante e di compagnia ma certe situazioni mi bloccano completamente.
caro dott. morelli sono katia di 29 anni ed e da 8 anni che conosco un ragazzo della mia età. siamo stati fidanzati poi ci siamo lasciati e ripresi un sacco di volte. o io o lui tornavamo. il fatto e che personalmente non so stare senza lui mi viene il panico del solitudine, e lo richiamo e lui mi accetta. ultimamente mi sono accorta che e mammone la madre e sempre tra noi, anche perche a comprato una casa in cui sta da solo. e stato educato a pensare solo al denaro. io sento cosi di essere poca cosa perche non ne ho.lui del resto ascolta solo lei e io mi sento non calcolata e lei poi entra anche nella casa nuova e va a vedere dappertutto. odio queste cose per lui vorrei sopportarle/affrontarle ma non ce. pero non riesco a non pensarci mi manca. credo che avrei bisogno di un suo consiglio. saluti katia.
Buongiorno,
ho seguito il suo video e sono d’accordo con Lei che stiamo perdendo quella spontaneità che un tempo ci aiutava a capire gli altri ed anche noi stessi.
Io personalmente adoro la spontaneità soprattutto quella che, spesso mi induce a dire le cose che sento dentro ed esternarle in maniera semplice e diretta.
Questo, però, mi provoca una serie di reazioni di ritorno! E allora cosa fare?
Un cordiale saluto
Paola
Buongiorno.,
he cosa è per lei la spontaneità, è per caso il ridere in continuazione, il sentirci
bene con gli altri , accettarli senza giudizi, l’essere semplici, non artefatti, vorrei capire il concetto di spontaneità, perchè non lo capisco, bene io ho un concetto nella mia testa ad esempio l’altro giorno guardavo la tv, e mi ha sorpreso tantissimo il comportamento di una giovane conduttrice Brasiliana, chiamata Giuliana Moreira, per me lei è una ragazza spontanea, mi piace un sacco, a volte anch’io
sogno di essere come lei, sempre sorridente e disponibile.mi dicca la sua.
questo caro dott.morelli è un periodo per me difficilissimo(mi sto separando),i suoi libri mi aiutano tanto
dopo tanto ho ritrovato la mia vera natura,ho ritrovato me stessa,la mia creatività,il mio fare arte,disegnare,amare quello che faccio ma il nodo del mio essere è in un evento che mi è capitato. ho ritrovato una persona che nella mia vita è stata un grande amore,l’uomo della mia prima volta e di riprovare per lui gli stessi sentimenti,anche se ci dividono due continenti,forse è una situazine che vivo solo io,ho riscoperto me stessa attraverso le sue parole, e ho ritrovato dentro di me sentimenti forse mai passati e dire che dopo averlo lasciato mi sono fidanzata e poi sposata e adesso separata,anche lui si è separato da poco,ma le chiedo è possibile che tutto ciò avvenga,che dopo tanti anni bastino poche parole a risvegliare tanto Amore,io mi sto separando in questi giorni e l’unico pensiero che mi fa sentire bene è lui,non ci sentiamo spesso anzi direi raramente,ma dentro di me c’è l’ardore,ho la necessità di vederlo,e ancora non l’ho mai rivisto,infatti sarà difficilissimo in quanto èmolto lontano,ma sento di aver necessità di lui.
è sano continuare o dovrei cercare di farmi forza e lasciar perdere tutto.leggo i suoi libri con avidità,e mi ha molto colpito una frase dove parla del grande amore che ha bisogno di “Vuoto”vorrei che mi spiegasse meglio questo concetto,mi interessa molto,sento una forma di innamoramento molto strana,che non riesco a definire mi darebbe una mano a capirci qualcosa?
non vedo questa persona da 15 anni io ne ho 38 lui 44 siamo due adulti,ma io mi sento una ragazzina al primo innamoramento,che mi succede?
scusi lo sfogo, la stimo tantissimo
spero a presto
Spontaneità per me è il segreto della creatività.
Purtroppo non sempre ci si riesce perchè i condizionamenti esterni sono ogni giorno più invadenti. Ho iniziato il mio lavoro da ragazzina come autodidatta e mi ero creata un mio metodo. Ad ogni nuova commissione per sapere come dovevo realizzarlo e quale idea scegliere, fra le tante giuste o sbagliate che fossero, mi concentravo sulle caratteristiche del progetto da rappresentare e mi chiedevo “io come lo vorrei?”. quelle volte che riuscivo ad ascoltarmi sono stati i miei lavori più belli e apprezzati anche dai clienti.
Essere spontanei..non è cosa semplice…essere spontanei è “essere se stessi sempre”senza sentirci frenati,bloccati dalla morale,dai giudizi altrui e dalla paura di essere diversi…sentirci parte integrante di un modello di pensiero,di un modo di fare e di essere, ci fà sentire forze più forti,ma ci toglie il gusto di ESSERE CIO’ CHE SIAMO VERAMENTE!! E questo spesso lo ignoriamo…
In un film che ho visto un pò di tempo fà (ma di cui non ricordo il titolo) ho sentito una frase che riassume il tutto molto bene…
“RIUSCIREMO AD ESSERE COME TUTTI GLI ALTRI, SOLO QUANDO CI RENDEREMO CONTO DI ESSERE DIVERSI…” Non sò se sono riusicta a esprimere bene il senso….
Un saluto a tutti….
Vedendo il filmato del dr. Morelli sulla spontaneità e leggendo i vari post sull’argomento, mi chiedo quanto possano essere dannose per l’anima le varie bugie o verità deformate che racconto ogni giorno un pò in tutte le situazioni private o di lavoro.
Cioè raramente quello che dico coincide con la mia verità che provo dentro; per tutta una serie di motivi legati alle circostanze, le persone, l’ambiente, tutto un inseme di cose dettate dai regolamenti sociali.
Ovviamente tutto ciò non è spontaneo e quindi fa male.
Ma mi chiedo anche quanto giusto possa essere, soprattutto nei confronti degli altri, l’essere veramente spontanei, per le inevitabili conseguenze che produce.
Forse la spontaneità premia nel lungo termine ma non nel breve ?
Non so.
Cosa significa aver cura delle cose che non piacciono di sè?
Reprimerle, migliorarsi, modificarsi…?
Io posso anche accettare alcuni aspetti del mio modo di essere che non mi piacciono, ma non è automatico che, poichè io li accetto, anche gli altri di conseguenza debbano riuscirci e magari mi trovino pure simpatica.
Esprimersi con sincerità rende felici!
Non sempre.
Quando va bene si passa per ingenui.
Se c’è una cosa che mi sono sempre sentita dire da tutti è:”sei troppo impulsiva”",hai un brutto carattere” ,ma sopratutto “fai male a dire in faccia agli altri cio’ che pensi,devi essere piu’ diplomatica altrimenti resterai sola”.E io,per anni,me ne sono sempre fatta una colpa ( anche gli altri nn perdevano occasione x farmela sentire).Io cercavo ogni volta di “migliorarmi”,secondo i parametri altrui ,mi arrovellavo a pensare e ripensare a quanto avevo sbagliato nel dire quella frase,o ad avere avuto quel comportamento sia con amici che con colleghi di lavoro. Mi dicevo”lidia sbagli,devi correggerti,te lo dicono le persone che “ti vogliono bene”,che ti sono “amiche”,che lo dicono “per te”.Intanto gli anni passavano e io mi dicevo”io sono cambiata,adesso sono piu’ diplomatica,per quanto posso conto fino a 100 prima di parlare,di mandare al diavolo qualcuno,cerco di protestare il meno possibile se una cosa nn mi va,in poche parole “meno spontanea”.E allora perchè non ne ho tratto nessun giovamento, ma anzi mi sono sentita “un’altra donna”? nel senso peggiore della frase,cioè nn me stessa?Risultato: mi sono rotta di essere “un’altra lidia”,nn ho piu’ amici o per meglio dire ,nn ho piu’ intorno tanta zavorra inutile.Le “amiche care” si son rivelate delle “vampire di energia “che mi stavano intorno solo x lamentarsi e farsi aiutare nel momento del bisogno,per cui paradossalmente mi han fatto un favore a togliersi di torno.Certo ritrovarsi a 54 anni senza amici a molti puo’ sembrare un “fallimento”,forse molti mi compiangono e mi compatiscono anche perchè nn ho una relazione stabile e nn sono sposata,nn ho neanche un lavoro stabile,a volte la solitudine mi pesa, a volte vorrei fare delle uscite goliardiche ma nn trovo nessuno disposto a farlo.Insomma ci sono tutti i presupposti per chè gli altri pensino e dicano: “guarda lidia,poveretta è una fallita in tutto”,forse….e allora perchè nn mi sento una fallita?perchè del giudizio altrui mi importa poco e se mi importa è solo perchè ogni tanto cado nella trappola del senso di colpa?Certo,ogni tanto mi viene lo sconforto di sentirmi un’aliena perchè nn riesco a essere accettata x come sono,poi mi passa e mi dico” lidia sei quella che sei,sbagliata o giusta,bah…chissà ..forse il tuo destino è stare sola.”Avevano ragione ” le persone che mi volevano bene”?
A Lidia.
Non vorrei essere cinica, ma penso che le persone che ci stanno intorno a volte, forse il più delle volte , ci manipolino …cosa non si fa per essere accettati!
La cosa peggiore è sentirsi anormali solo perchè non ci si adegua al gruppo .
A scuola, al lavoro…il senso di solitudine è opprimente, non sono mai riuscita a trovarvi degli amici veri.
Ci si vanta della propria libertà, ma non ci siente completamente autonomi e sicuri di sè.
A differenza di te io dò ancora importanza a quello che pensa la gente…anche se poi mi isolo.
A volte penso di essere proprio antipatica, perchè se manifesto la mia fragilità a tutti, spontaneamente, mi trovo intorno il vuoto.
E’ proprio necessario piacere, avere consensi esterni, sentirsi parte del gruppo, essere popolari..?Oggi sembra di sì.
Se ti giri trovi solo questionari di gradimento…sono stufa dei paragoni, …e mi dispiace di non piacere a molti, ma sinceramente vorrei smetterla di farne un problema.
Invece sono qui a parlarne, quando per interrompere le paranoie potrei fare quattro passi fino al parco.
Adesso ti saluto Lidia, e se ti può conosolare: pure la mia vita sembra un fallimento ai più.
Io sono a volte perplessa quando leggo certi concetti sul giornale e non riesco a crederci fino in fondo perchè mi sembrano contraddittori.
Ho come l’impressione che si prenda in esame la persona che si ha davanti in quel momento e che non si tenga conto del fatto che i principi, se validi, valgono anche per tutti gli altri.
Ovvero, se io devo essere me stessa senza curarmi di quello che pensano gli altri mi sembra evidente che gli altri possano allegramente infischiarsene di quello che penso io.
Spesso si dice “tu vai bene come sei” ma poi si fanno un sacco di discorsi sulle persone manipolatrici, su quelli che ci criticano o che ci sminuiscono da cui è bene difendersi. Ma se IO sono una di queste persone e se gli altri per star bene devono stare alla larga da ME come posso andare bene come sono?
Una volta mi ricordo di una donna che è stata elogiata perchè aveva schiaffeggiato un marito che la sminuiva. Ma se io sono quel marito e mi devono schiaffeggiare per farmi smettere, come posso andare bene così come sono? Impossibile immaginare che tra coloro che leggono il giornale non ci siano anche questi tipi di persone, forse addiritura tutti noi critichiamo e sminuiamo quello che non ci piace. Va bene per gli altri ma non per me?
ma come si deve essere???!!!!! se sei spontanea, vieni considerata spregiudicata, se sei frenata , sei considerata ipocrita, eccc….. io ho imparato che tutta la gente che mi circondava e mi dava”sani consigli x il mio bene” , in verita era solo gente invidiosa della mia solarità e spontaneità………..va bene coe si è, cmq si è………..
essere spontanei aiuta noi a non “remarci contro” ma spesso capita che questo sia come un boomerang perchè gli altri non lo accettano e ne subiamo le conseguenze…
caro dottor morelli,questo è un argomento che mi sta molto a cuore.anche adesso che le scrivo faccio una gran fatica ad essere spontanea xchè ho un reale problema ad esprimere qello che sento e sa xchè?perchè è da anni ormai che indosso una maschera,i miei comportamenti sono letteralmente falsati dall’ideale di persona che mi sono messa in testadi essere.in ogni situazione mi comporto in modo da attirare l’attenzione ed essere considerata una bella e brava persona,come a voler “comprare” la stima di tutti.sono una sua profonda estimatrice e so cosa mi direbbe se potesse rispondermi.la profonda insicurezza che ho sta minando ogni ambito della mia esistenza,che scorre piena di laentele e frustrazioni,di panico e ansia,senso di inadeguatezza e ciò che è peggio di paura di perdere il controllo che si manifesta con delle immagini che l’anima mi manda x curarmi ma che io ho radicato dentro di me x anni con milioni di ragionamenti.tuttociò che ho soppresso mandando alle ortiche la mia spontaneità,che era la cosa di cui ero più fiera,la mia adorata anima prepotentemente e impetuosamente mi ricorda che è proprio quella la mia vera essenza.sa mio caro dottore,sono anni che convivo con l’emetofobia,cioè la paura di vomitare(spero sempre che lei prima o poi ne parli nei suoi editoriali o nei suoi libri) e con altre immagini che solo leggendo le sue parole,ne ho colto il significato.sono immagini che mi fanno sentire l’energia del panico,della tachicardia, in quanto rappresentano tutti gli ambiti della mia vita che sono rimasti li ,ad aspettare il ritorno della vera me stessa,della persona che sono.sono mamma da 5 mesi,e mai come ora sento la necessità di farmi inondare dai miei disagi affinche mi indichino la strada x ritrovare la claudia spontanea,fiera di essere l’unica al mondo,non la persona omologata e piena di luoghi comuni che sono.so che sarò un esempio xmio figlio e voglioche lui cresca sereno e sempre fiero di quello che è,senza nessun compromesso.la stimo moltissimo xchè lei ha avuto il coraggio di divulgare che siamo persone con una sapienza straorinaria,che le nostre parti oscure sono la nostra vera unicità e accettarle e ascoltarle è il primo vero passo verso la guarigione.mi piacerebbe abbracciarla e stringerle la mano,ma x il momento lo faccio virtualmente ringraziandola x la fiducia che ripone nelle persone.con affetto,claudia
CARO DOTTORE MI CHIAMO FLORINDA HO 35 ANNI SOFFRO DI ANSIA E PANICO ,ANCHE SE NON LA CONOSCO LE VOGLIO UN BENE DELL ANIMA SONO STATA UN ANNO SENZA USCIRE DI CASA HO UNA BAMBINA DI 6 ANNI AFFETTA DALLA FIBROSI CISTICA ED UN FIGLIO DI 2 ANNI CHE MI E MORTO CON UN TUMORE FULMINANTE. IO LA GUARDAVO IN TELEVISIONE E LA STIMAVO ANCOR PRIMA DI SAPERE CHE CIO CHE ASCOLTAVO IN TELEVISIONE UN GIORNO SAREBBE SUCCESSO A ME. IO NON RIESCO AD USCIRNE DAI MIEI DISAGI SONO RIUSCITA AD USCIRE DI CASA GRAZIE AD UN ANTI DEPRESSIVO ZOLOF MA DOPO UN ANNO LA MIA ANSIA ED IL MIO PANICO PERSISTONO ANCORA IO LE DAREI QUALSIASI COSA SE LEI MI AIUTASSE A GUARIRE NON LA PRENDI COME UN OFFESA MA NON HO PROBBLEMI ECONOMICI SONO DISPERATA NON SO NEANCHE SE SARO PER LA PRIMA VOLTA IN VITA MIA COSI FORTUNATA DA AVERE UNA SUA RISPOSTA HO UN SUO CONTATTO. GRAZIE PER QUELLO CHE RIESCE A FARE PER LA GENTE DIO UN GIORNO LA PREMIERà PERCHE APPARTE CHE è IL SUO LAVORO MA LEI LO FA CON MOLTA UMANITA BRAVO CHE DIO LA PROTEGGA UN CARO ABBRACCIO MI AIUTI SE PUO LA PREGO . FLORINDA
Non so, la mia sensazione è che in realtà tutti giudichiamo il prossimo e la cosa ci sembra assolutamente legittima e normale, solo che quando il prossimo giudica noi la cosa ci crea disagio. Ovvero la spontaneità degli altri ci dà fastidio quando non tiene conto dei nostri desideri e bisogni e delle nostre aspettative, solo che se vogliamo essere spintanei non possiamo tenere troppo conto dei bisogni e delle aspettative altrui.
Siamo sempre lì: la mia sensazione è che la psicologia si rivolga alla persona che ha davanti in quel momento come portatrice di tutti i diritti e di nessun dovere di tenere conto dei diritti altrui.
Carissimo dott.Morelli,seguo sempre con una certa assiduita’tt i suoi blog,e devo dirle ke seguendo i suoi consigli,spesso mi sento”MOLTO MEGLIO”ma avrei una richiesta da farle………..Le chiederei cortesemente di prepare un blog sulla voca interna che spesso mi assale chamata semplicemente VOGLIA DI VENDETTA!.Ho spesso la sensazione che il mondo ce l’abbia SOLO con me(cosciente del fatto che nn sia vero!!)eche deba escogitare qlcs,anke contro qlcn,che risolverebbe la mia vita.La prego dott.Morelli di aiutarmi!!mi dia qlcs su cui centrare la mia attenzione qnd vengo assalita da qst brutti pensieri,perche’ poi in realta’ poi dopo,(l’aver pensato negat.te qlcs da”fare”)sto anke peggio.
ATTENDO UNA SUA RISPOSTA LA PREGOOOOOOOO.Buon lavoro.
Io oggi avrei voluto mandare tutti al diavolo e in qualche modo ho cercato di difendermi dalle accuse che mi sono state rivolte ma a che mi è giovato? ognuno fa il proprio lavoro a modo suo, è quello che cerco sempre di ripetermi quando ricevo critiche, ma perchè ci sono persone che nella professione vengono apprezzate, io invece sono dieci anni che mi dicono a)che parlo troppo, b) che devo essere più paziente, c )adesso mi dicono di nuovo che parlo troppo e che sono TROPPO paziente..voi direte ma sono dei pazzi? ma se fossero loro a spiegarvi la faccenda magari potreste dare ragione a loro.
Qualcuno una volta ha detto “L’uomo è un animale facilmente adattabile, indossa un corazza e sopravvive”. Subito mi sono chiesta se queste parole mi appartenevano, e la risposta è stata SI. Sono due le parti di questa frase che mi hanno colpita “facilmente adattabile” e “sopravvive”. Fin dalla nascita ognuno di noi deve compiacere qualcuno per potersi sentire accettato e così i primi adattamenti iniziano in famiglia, poi a scuola, i primi amici, i primi amori e in fine a lavoro. Di questo passo, mi sono detta, sono destinata a vivere una vita che non mi appartiene, a fare scelte che forse non avrei mai fatto se fossi stata veramente libera di scegliere e seguire la mia natura. Nel fare questa riflessione ho avuto una rivelazione, ho scoperto di essere allo stesso tempo vittima e carnefice di un meccanismo diabolico difficile da disattivare. Ho avuto la sensazione di essere una marionetta i cui fili venivano mossi dall’alto, per cui i miei movimenti erano dettati e pre-ordinati, ma la rivelazione sensazione è stata la consapevolezza che il mio muovermi su quel palcoscenico ideale, influiva inevitabilmente con quanti condividevano con me la scena. Cioè, io infliggevo agli altri quello che più mi pesava o meglio mi spaventava. E’ stato devastante scoprire questo lato oscuro della mia personalità, non è facile capire che noi siamo potenzialmente dei “santi” ma anche dei “criminali”, ma devo dire che dopo il primo impatto, oggi sono riuscita ad accogliere anche questo lato di me e da quando sono riuscita a fare questo vivo in pace con me e spero di poterlo fare anche con gli altri. Dottore, è forse questo lato nascosto di noi che lei chiama “amico invisibile” che dovremmo imparare ad ascoltare?
E in più perché doversi accontentare di una pseudo vita e sopravvive quando abbiamo avuto la grazia di ricevere un dono meraviglioso che comunque possa svolgersi merita sempre di essere vissuta fino in fondo perché è un’opportunità irripetibile che non deve essere sprecata, così ho imparato a vivere la mia esistenza a pieno e a godere anche delle piccole cose che all’apparenza possono sembrare stupide ma che ti regalano tanta felicità.
dott.morelli io sono uno che a avuto dei problemi di testa e devo ammettere che leggere i suoi libri mi a aiutato e mi aiuta tuttora, pero senza gli psicofarmaci non ce l’avrei mai fatta ad uscirne (ovviamente grazie anche ad un bravo psichiatra),che ora o in parte sospeso. in pratica quello che lei dice e che non bisogna avere coraggio nell’affrontare la vita ma che bisogna avere coraggio nell’asciarsi andare alla vita. rendersi conto che ce un modo per produrre la felicità come lei insegna, e che la tristezza adesso cè ma fra un po non ci sarà piu se non ci si pensa aiuta molto. ed è propio vero che il dolore fa maturare secondo me molto piu del piacere, una volta superato. se cè qualcosa di prezioso che dio cà dato e propio questa guida interiore(come lei insegna) che non dobbiamo perdere in mezzo a i nostri mille pensieri ,come mi era gà successo.
Grazie 1000 Morelli per esser il Medico delle nostre anime con le tue davvero preziose ed importanti filosofie di vita (il complimento e’ esteso anche tutti i collaboratori appartenenti dell’ Istituto Riza)
Sai quando ho veramente capito di esser vivo nell’ anima?
Sai quando ho veramente compreso il senso magico della vita?
Sai quando ho veramente provato gioia intensa nella vita?
Quando ho percepito che e’ bello di ridere per un non nulla, di ridere per nessun motivo, di ridere all’ improvviso, di ridere in quello che tu piu’ correttamente chiami “la dimensione della nientita’’” nel quale il nostro pensiero vive se c’ abbandoniamo alla nostra essenza, alla nostra interiorita’, al nostro e nucleo e, quindi, alla nostra anima.
Rido senza che sia successo nulla di particolare, sorrido senza aver vinto la lotteria, mi rallegro senza che nessuno abbia fatto nessuna battuta, magari mi capita quando sono solo e magari qualche volta anche in compagnia dove le persone cercan subito in modo prevenuto e giudizioso di scorger in me qualche difetto di fabbricazione un po’ come fossi un jeans fallato per intenderci perche’ il mio stato di persona capace di un improvviso sorriso interiore dell animo di bimbo che abita cosi’ me come tutti gli altri non viene compreso per cui tantomento accettato ..certo, ..basterebbe comprendere (come tu ci stai saggiamente insegando con questo bel generoso e prezioso dono dei video-blog che stai facendo a tutti) che i bambini non hanno schemi preimpostati ad hoc e non hanno comportamenti preconfezionati ad-hoc perche’ ogni loro espressione e’ spontanea, improvvisa e genuina in quanto non compromessa dal personaggio che l’ adulto generalmente si ritrova a voler recitare per apparir fuori quello che dentro non e’
Cosi’ ogni’ volta che questo leggero e soffuso sorriso dell anima da bimbo che vive in me viene ad esprimersi in me provo una grande pace, un grande gioia, un grande senso della vita perche’ sento che il bimbo che e’ in me vuol trasmettermi la voglia di esser me stesso di fronte a situazioni eccessivamente strutturate, eccessivamente artefatte e davvero poco spontanee.
All inizio questo era vissuto da me come un grosso problema perche’ i commenti, persino quelli della mia donna, eran li a ferir la mia naturalezza ma, col tempo, ho interpretato questo come mio aspetto come un piccolo-grande tesoro da valorizzare perche’ sento che la mia anima vuol vivere la gioa di quella spontaneita’ di cui vivevo da piccolo e mi lascio guidare dal sorriso magico dell animo da bimbo che abita la mia anima perche’ so che lui mi conosce meglio di chiunque altro pensi che io sia “inperfetto” e cioe’ con “difetti” mentre lui da parte sua si considera “perfetto” cioe’ privo di “difetti”
Morelli e’ grazie anche e soprattutto al tuo pensiero filosofico di vita se oggi per me non esiston piu’ “pregi” e/o “difetti” ma soltanto “particolarita’ uniche” in ognuno di noi ed e’ grazie a te se oggi non mi preoccupo piu’ di chi, interrogandosi del perche’ del mio cosi’ improvviso e apparentemente insulso sorriso sulle labbra, non sa altro che esprimersi con l occhio razionale dell adulto che razionalizza su tutto e tutti sempre e comunque. L importante e’ che io oggi non mi faccio piu’ domande di dove arrivi il motivo di questo sorriso perche’ so che e’ il sorriso dell anima di quel bimbo che sono e che mi dice che c’e’ e che e’ vivo, che non s’e’ spento e che mi guida verso la spontaneita’ e naturalezza anche se agli altri questo da palesemente fastidio
Mi son sempre sentito chidere persino dalla mia ragazza “perche’ ridi perche’ ridi” …non lo so ..non ho nessuna risposta razionalizzante ..so solo che Morelli mi ha insegnato a non vivere e pensare la vita come un continuo esprimersi di disagi verso gli altri e verso la propria di vita ma di ascoltar il piu’ possibile la spontaneita’ dell anima perche’ e’ come se lei sapesse quello di cui ha veramente bisogno il bimbo che c’e’ dentro ad onguno di noi
Oggi non mi vergogno di me e del mio leggero improvviso ed inspiegabile sorriso sulle labbra ma di chi palesa inbarazzo e perplessita’ di fronte alla naturalezza di quel mio leggero improvviso sorriso sulle labbra che e’ la migliore delle espressioni della magia di cui vive il bimbo che e’ dentro la mia anima
…mi e’ bastato comprender il vero e pronfondo senso della vita insito nei messagi filosofici di Morelli che sono davvero intrisi di sensibilita’ umana
Ciao Raffaele, come stai?
Io in un periodo di smarrimento e dolore totale e per aver assecondato Eros e la mia anima, alle prese con una specie di relazione che mi fa stare molto male.
Il mio dubbio è stato sempre “essere me stessa”, seguire la mia pancia, il mio desiderio o nascondermi dietro strategie da manuale che di questi tempi vanno molto, e cioè fare la strafiga, farmi desiderare, non rispondere ai messaggini, farlo stare sulle spine?
Ho sempre optato per l’agire più che pensare, ma in questo momento mi ritrovo in un tunnel e non vedo l’uscita.
Ho iniziato una storia molto bella in maggio, dopo tante delusioni, l’incontro perfetto, affinità totale…sesso ed anima.
Dopo una prima fase in cui lui si sbilancia tanto ed io meno, cominciamo a manifestare i nostri sentimenti, ci scopriamo tutti e due innamorati, io 40 e lui 30.
Ad un certo punto mi dò a lui completamente, senza paracadute, senza filtri, così nuda completamente nel corpo e nell’anima e l’intesa sessuale è qualcosa di unico ed irripetibile per tutti e due.
Dopo 5 mesi d’idillio lui comincia a fare marcia indietro, non è più sicuro di amarmi, lo spaventa la differenza d’età che la sua famiglia non accetterebbe, ripensa ad una sua ex ormai sposata, ma il motivo principale per cui decidiamo di lasciarci è che lui non mi ama, mi vuole bene, sta bene con me sessualmente, ma non mi ama (queste le sue parole).
E qui il casino totale. Ci resto male, soffro, piango, mi chiudo in me stessa, la mia autostima già scarsa precipita in basso e non lo cerco più.
Dopo dieci giorni mi cerca lui e da lì, fine ottobre la nostra relazione si trasforma in una storia di sesso e cioè lui vuole incontrarmi, fare l’amore con me una volta a settimana circa, ma non vuole nient’altro, nessuna condivisione che non sia sesso.
Tra indecisioni mie, tra il dire si e poi dire no, tra il non sentirci e cercarci ancora passano cinque mesi in cui io fino ad oggi ho dovuto sceglere: Eros o la mia razionalità?
Bè Morelli, ho sempre scelto Eros..Eros che mi portava da lui anche quando tutta la mia razionalità diceva No!!!
Eros che mi ha fatto vivere una sessualità fantastica che non ho mai provato.
Ma il problema ora si fa forte, ed è quella parte di me che mi accusa.
Ora è una settimana che non mi cerca ed io ho deciso di non cercarlo più, perchè ormai sto bene con lui solo quando ci vediamo e il resto della settimana è un continuo pensarlo ed aver paura che lui incontri un’altra.
La parte che mi accusa mi dice che ho sbagliato tutto, che se quando è tornato io avrei avuto la forza di respingerlo e negarmi lui mi avrebbe desiderata e avrebbe capito se ero importante o meno.
Quindi agire seguendo l’istinto me lo ha fatto perdere definitivamente e invece se avessi fatto la donna forte e determinata e lo avrei fatto stare sulle spine ora lo avrei qui ai miei piedi.
Questi pensieri mi fanno impazzire e mi rovinano la vita.
GRAZIE dott. Morelli perchè ascoltare le sue interviste, leggere i suoi articoli è medicina per l’aima, e mi aiuta nei momenti difficili della vita.
Le cose che lei dice sono della grandi verità e le constato giorno per giorno su di me, spero di riuscire a fare sempre meglio, così da far affiorare sempre di più la mia più profonda interiorità.
Ciao Raffaele,
condivido ogni parola… eccetto quel ” abbiamo perso la spontaneità ” perchè in realtà non ce l’avevano nemmeno i nostri nonni.
Il processo di riacquisizione o meglio di riscoperta della propria spontaneità più sincera è la scommessa più ardua di ogni essere umano, da sempre imbrigliato nella paura dell’abbandono, dell’isolamento da parte del branco protettore.
Per recuperare questa autentica e naturale spontaneità è necessario liberarsi di dogmi, sovrastrutture, “incantesimi” mentali e comportamentali che ci hanno insegnato, che ci hanno affascinato e con i quali abbiamo iniziato a giocare, perdendoci nel gioco e che ci hanno fatto dimenticare chi siamo.
Restare nudi e vulnerabili non tanto davanti al mondo quanto davanti a sè stessi. Gettare le armi, arrendersi. Smetterla di raccontarsi le cose cercando di spiegare perchè accadono, nel tentativo di controllare gli effetti degli avvenimenti.
Mio padre ha subito dieci giorni fa un’operazione al cuore, operazione riuscitissima non fosse altro per il fatto che ne è uscito con un ictus cerebrale, capita raramente, è toccato al mio. Ho smesso tre giorni fa di piangere, due giorni fa ho smesso con il pensiero di tentare di guarirlo ad ogni costo, ieri dopo un’impulso di rabbia ho smesso di sentirmi in colpa perla sua situazione, ho smesso i suoi panni e mi sono detta che quella è la sua vita e questa è la mia.
Risultato: lo assisto con attenzione egualmente, lasciandogli attorno uno spazio emotivo privo di preoccupazione. Lascio anche che si senta solo di tanto in tanto, onoro la forza che lo abita di decidere cosa vuole fare. Oggi, dopo giorni di vaneggiamenti, è tornato sulla terra per collaborare alla lenta riabilitazione.
Purtroppo oggi è più che mai difficile essere spontanei.
Difficilmente riesci ad attrarre a te qualcuno se sei spontaneo,perchè le persone ti guardano sempre con paura e diffidenza e tendono ad allontanarsi (ahimè,provato più volte sulla mia pelle).
Quindi la domanda che mi faccio da un pò di tempo a questa parte è:meglio essere spontanei o in compagnia?
Non sono ancora riuscito a darmi una risposta definitiva,quello che ho capito in questi anni è che,al di là di tutto,stare bene con sè stessi e intrecciare relazioni sono due bisogni ugualmente importanti per qualunque essere umano.
Un saluto,complimenti per il blog
Caro dottore sono d’accordo con lei abbiamo perso la spontaneita,ci siamo chiusi in noi stessi nei nostri pensieri,che come lei dice sono la rovina di tutto,io per esempio non riesco ad essere spontaneo da molti anni ho il problema dell’eritrofobia,ovvero arrossisco per niente mi provoca degli enormi disagi perchè non riesco in compagnia ad essere me stesso. ho provato ad accettare il problema ma le assicuro che non è affatto facile,perche è una cosa visiva che notano tutti e io continuo a collezionare una serie di figure di m………non riesco a mangiare seduto in compagnia,in un ristorante preferisco stare da solo,e tutto cio penso sia un grave peccato in quanto credo di essere una persona interessante e di compagnia ma certe situazioni mi bloccano completamente.
caro dott. morelli sono katia di 29 anni ed e da 8 anni che conosco un ragazzo della mia età. siamo stati fidanzati poi ci siamo lasciati e ripresi un sacco di volte. o io o lui tornavamo. il fatto e che personalmente non so stare senza lui mi viene il panico del solitudine, e lo richiamo e lui mi accetta. ultimamente mi sono accorta che e mammone la madre e sempre tra noi, anche perche a comprato una casa in cui sta da solo. e stato educato a pensare solo al denaro. io sento cosi di essere poca cosa perche non ne ho.lui del resto ascolta solo lei e io mi sento non calcolata e lei poi entra anche nella casa nuova e va a vedere dappertutto. odio queste cose per lui vorrei sopportarle/affrontarle ma non ce. pero non riesco a non pensarci mi manca. credo che avrei bisogno di un suo consiglio. saluti katia.
Buongiorno,
ho seguito il suo video e sono d’accordo con Lei che stiamo perdendo quella spontaneità che un tempo ci aiutava a capire gli altri ed anche noi stessi.
Io personalmente adoro la spontaneità soprattutto quella che, spesso mi induce a dire le cose che sento dentro ed esternarle in maniera semplice e diretta.
Questo, però, mi provoca una serie di reazioni di ritorno! E allora cosa fare?
Un cordiale saluto
Paola
Buongiorno.,
he cosa è per lei la spontaneità, è per caso il ridere in continuazione, il sentirci
bene con gli altri , accettarli senza giudizi, l’essere semplici, non artefatti, vorrei capire il concetto di spontaneità, perchè non lo capisco, bene io ho un concetto nella mia testa ad esempio l’altro giorno guardavo la tv, e mi ha sorpreso tantissimo il comportamento di una giovane conduttrice Brasiliana, chiamata Giuliana Moreira, per me lei è una ragazza spontanea, mi piace un sacco, a volte anch’io
sogno di essere come lei, sempre sorridente e disponibile.mi dicca la sua.
questo caro dott.morelli è un periodo per me difficilissimo(mi sto separando),i suoi libri mi aiutano tanto
dopo tanto ho ritrovato la mia vera natura,ho ritrovato me stessa,la mia creatività,il mio fare arte,disegnare,amare quello che faccio ma il nodo del mio essere è in un evento che mi è capitato. ho ritrovato una persona che nella mia vita è stata un grande amore,l’uomo della mia prima volta e di riprovare per lui gli stessi sentimenti,anche se ci dividono due continenti,forse è una situazine che vivo solo io,ho riscoperto me stessa attraverso le sue parole, e ho ritrovato dentro di me sentimenti forse mai passati e dire che dopo averlo lasciato mi sono fidanzata e poi sposata e adesso separata,anche lui si è separato da poco,ma le chiedo è possibile che tutto ciò avvenga,che dopo tanti anni bastino poche parole a risvegliare tanto Amore,io mi sto separando in questi giorni e l’unico pensiero che mi fa sentire bene è lui,non ci sentiamo spesso anzi direi raramente,ma dentro di me c’è l’ardore,ho la necessità di vederlo,e ancora non l’ho mai rivisto,infatti sarà difficilissimo in quanto èmolto lontano,ma sento di aver necessità di lui.
è sano continuare o dovrei cercare di farmi forza e lasciar perdere tutto.leggo i suoi libri con avidità,e mi ha molto colpito una frase dove parla del grande amore che ha bisogno di “Vuoto”vorrei che mi spiegasse meglio questo concetto,mi interessa molto,sento una forma di innamoramento molto strana,che non riesco a definire mi darebbe una mano a capirci qualcosa?
non vedo questa persona da 15 anni io ne ho 38 lui 44 siamo due adulti,ma io mi sento una ragazzina al primo innamoramento,che mi succede?
scusi lo sfogo, la stimo tantissimo
spero a presto
Spontaneità per me è il segreto della creatività.
Purtroppo non sempre ci si riesce perchè i condizionamenti esterni sono ogni giorno più invadenti. Ho iniziato il mio lavoro da ragazzina come autodidatta e mi ero creata un mio metodo. Ad ogni nuova commissione per sapere come dovevo realizzarlo e quale idea scegliere, fra le tante giuste o sbagliate che fossero, mi concentravo sulle caratteristiche del progetto da rappresentare e mi chiedevo “io come lo vorrei?”. quelle volte che riuscivo ad ascoltarmi sono stati i miei lavori più belli e apprezzati anche dai clienti.
E’ proprio vero quando stai bene con te stesso è un grande giorno.
Essere spontanei..non è cosa semplice…essere spontanei è “essere se stessi sempre”senza sentirci frenati,bloccati dalla morale,dai giudizi altrui e dalla paura di essere diversi…sentirci parte integrante di un modello di pensiero,di un modo di fare e di essere, ci fà sentire forze più forti,ma ci toglie il gusto di ESSERE CIO’ CHE SIAMO VERAMENTE!! E questo spesso lo ignoriamo…
In un film che ho visto un pò di tempo fà (ma di cui non ricordo il titolo) ho sentito una frase che riassume il tutto molto bene…
“RIUSCIREMO AD ESSERE COME TUTTI GLI ALTRI, SOLO QUANDO CI RENDEREMO CONTO DI ESSERE DIVERSI…” Non sò se sono riusicta a esprimere bene il senso….
Un saluto a tutti….
Vedendo il filmato del dr. Morelli sulla spontaneità e leggendo i vari post sull’argomento, mi chiedo quanto possano essere dannose per l’anima le varie bugie o verità deformate che racconto ogni giorno un pò in tutte le situazioni private o di lavoro.
Cioè raramente quello che dico coincide con la mia verità che provo dentro; per tutta una serie di motivi legati alle circostanze, le persone, l’ambiente, tutto un inseme di cose dettate dai regolamenti sociali.
Ovviamente tutto ciò non è spontaneo e quindi fa male.
Ma mi chiedo anche quanto giusto possa essere, soprattutto nei confronti degli altri, l’essere veramente spontanei, per le inevitabili conseguenze che produce.
Forse la spontaneità premia nel lungo termine ma non nel breve ?
Non so.
un caro saluto
REnato
Cosa significa aver cura delle cose che non piacciono di sè?
Reprimerle, migliorarsi, modificarsi…?
Io posso anche accettare alcuni aspetti del mio modo di essere che non mi piacciono, ma non è automatico che, poichè io li accetto, anche gli altri di conseguenza debbano riuscirci e magari mi trovino pure simpatica.
Esprimersi con sincerità rende felici!
Non sempre.
Quando va bene si passa per ingenui.
Se c’è una cosa che mi sono sempre sentita dire da tutti è:”sei troppo impulsiva”",hai un brutto carattere” ,ma sopratutto “fai male a dire in faccia agli altri cio’ che pensi,devi essere piu’ diplomatica altrimenti resterai sola”.E io,per anni,me ne sono sempre fatta una colpa ( anche gli altri nn perdevano occasione x farmela sentire).Io cercavo ogni volta di “migliorarmi”,secondo i parametri altrui ,mi arrovellavo a pensare e ripensare a quanto avevo sbagliato nel dire quella frase,o ad avere avuto quel comportamento sia con amici che con colleghi di lavoro. Mi dicevo”lidia sbagli,devi correggerti,te lo dicono le persone che “ti vogliono bene”,che ti sono “amiche”,che lo dicono “per te”.Intanto gli anni passavano e io mi dicevo”io sono cambiata,adesso sono piu’ diplomatica,per quanto posso conto fino a 100 prima di parlare,di mandare al diavolo qualcuno,cerco di protestare il meno possibile se una cosa nn mi va,in poche parole “meno spontanea”.E allora perchè non ne ho tratto nessun giovamento, ma anzi mi sono sentita “un’altra donna”? nel senso peggiore della frase,cioè nn me stessa?Risultato: mi sono rotta di essere “un’altra lidia”,nn ho piu’ amici o per meglio dire ,nn ho piu’ intorno tanta zavorra inutile.Le “amiche care” si son rivelate delle “vampire di energia “che mi stavano intorno solo x lamentarsi e farsi aiutare nel momento del bisogno,per cui paradossalmente mi han fatto un favore a togliersi di torno.Certo ritrovarsi a 54 anni senza amici a molti puo’ sembrare un “fallimento”,forse molti mi compiangono e mi compatiscono anche perchè nn ho una relazione stabile e nn sono sposata,nn ho neanche un lavoro stabile,a volte la solitudine mi pesa, a volte vorrei fare delle uscite goliardiche ma nn trovo nessuno disposto a farlo.Insomma ci sono tutti i presupposti per chè gli altri pensino e dicano: “guarda lidia,poveretta è una fallita in tutto”,forse….e allora perchè nn mi sento una fallita?perchè del giudizio altrui mi importa poco e se mi importa è solo perchè ogni tanto cado nella trappola del senso di colpa?Certo,ogni tanto mi viene lo sconforto di sentirmi un’aliena perchè nn riesco a essere accettata x come sono,poi mi passa e mi dico” lidia sei quella che sei,sbagliata o giusta,bah…chissà ..forse il tuo destino è stare sola.”Avevano ragione ” le persone che mi volevano bene”?
A Lidia.
Non vorrei essere cinica, ma penso che le persone che ci stanno intorno a volte, forse il più delle volte , ci manipolino …cosa non si fa per essere accettati!
La cosa peggiore è sentirsi anormali solo perchè non ci si adegua al gruppo .
A scuola, al lavoro…il senso di solitudine è opprimente, non sono mai riuscita a trovarvi degli amici veri.
Ci si vanta della propria libertà, ma non ci siente completamente autonomi e sicuri di sè.
A differenza di te io dò ancora importanza a quello che pensa la gente…anche se poi mi isolo.
A volte penso di essere proprio antipatica, perchè se manifesto la mia fragilità a tutti, spontaneamente, mi trovo intorno il vuoto.
E’ proprio necessario piacere, avere consensi esterni, sentirsi parte del gruppo, essere popolari..?Oggi sembra di sì.
Se ti giri trovi solo questionari di gradimento…sono stufa dei paragoni, …e mi dispiace di non piacere a molti, ma sinceramente vorrei smetterla di farne un problema.
Invece sono qui a parlarne, quando per interrompere le paranoie potrei fare quattro passi fino al parco.
Adesso ti saluto Lidia, e se ti può conosolare: pure la mia vita sembra un fallimento ai più.
Io sono a volte perplessa quando leggo certi concetti sul giornale e non riesco a crederci fino in fondo perchè mi sembrano contraddittori.
Ho come l’impressione che si prenda in esame la persona che si ha davanti in quel momento e che non si tenga conto del fatto che i principi, se validi, valgono anche per tutti gli altri.
Ovvero, se io devo essere me stessa senza curarmi di quello che pensano gli altri mi sembra evidente che gli altri possano allegramente infischiarsene di quello che penso io.
Spesso si dice “tu vai bene come sei” ma poi si fanno un sacco di discorsi sulle persone manipolatrici, su quelli che ci criticano o che ci sminuiscono da cui è bene difendersi. Ma se IO sono una di queste persone e se gli altri per star bene devono stare alla larga da ME come posso andare bene come sono?
Una volta mi ricordo di una donna che è stata elogiata perchè aveva schiaffeggiato un marito che la sminuiva. Ma se io sono quel marito e mi devono schiaffeggiare per farmi smettere, come posso andare bene così come sono? Impossibile immaginare che tra coloro che leggono il giornale non ci siano anche questi tipi di persone, forse addiritura tutti noi critichiamo e sminuiamo quello che non ci piace. Va bene per gli altri ma non per me?
ma come si deve essere???!!!!! se sei spontanea, vieni considerata spregiudicata, se sei frenata , sei considerata ipocrita, eccc….. io ho imparato che tutta la gente che mi circondava e mi dava”sani consigli x il mio bene” , in verita era solo gente invidiosa della mia solarità e spontaneità………..va bene coe si è, cmq si è………..
essere spontanei aiuta noi a non “remarci contro” ma spesso capita che questo sia come un boomerang perchè gli altri non lo accettano e ne subiamo le conseguenze…
caro dottor morelli,questo è un argomento che mi sta molto a cuore.anche adesso che le scrivo faccio una gran fatica ad essere spontanea xchè ho un reale problema ad esprimere qello che sento e sa xchè?perchè è da anni ormai che indosso una maschera,i miei comportamenti sono letteralmente falsati dall’ideale di persona che mi sono messa in testadi essere.in ogni situazione mi comporto in modo da attirare l’attenzione ed essere considerata una bella e brava persona,come a voler “comprare” la stima di tutti.sono una sua profonda estimatrice e so cosa mi direbbe se potesse rispondermi.la profonda insicurezza che ho sta minando ogni ambito della mia esistenza,che scorre piena di laentele e frustrazioni,di panico e ansia,senso di inadeguatezza e ciò che è peggio di paura di perdere il controllo che si manifesta con delle immagini che l’anima mi manda x curarmi ma che io ho radicato dentro di me x anni con milioni di ragionamenti.tuttociò che ho soppresso mandando alle ortiche la mia spontaneità,che era la cosa di cui ero più fiera,la mia adorata anima prepotentemente e impetuosamente mi ricorda che è proprio quella la mia vera essenza.sa mio caro dottore,sono anni che convivo con l’emetofobia,cioè la paura di vomitare(spero sempre che lei prima o poi ne parli nei suoi editoriali o nei suoi libri) e con altre immagini che solo leggendo le sue parole,ne ho colto il significato.sono immagini che mi fanno sentire l’energia del panico,della tachicardia, in quanto rappresentano tutti gli ambiti della mia vita che sono rimasti li ,ad aspettare il ritorno della vera me stessa,della persona che sono.sono mamma da 5 mesi,e mai come ora sento la necessità di farmi inondare dai miei disagi affinche mi indichino la strada x ritrovare la claudia spontanea,fiera di essere l’unica al mondo,non la persona omologata e piena di luoghi comuni che sono.so che sarò un esempio xmio figlio e voglioche lui cresca sereno e sempre fiero di quello che è,senza nessun compromesso.la stimo moltissimo xchè lei ha avuto il coraggio di divulgare che siamo persone con una sapienza straorinaria,che le nostre parti oscure sono la nostra vera unicità e accettarle e ascoltarle è il primo vero passo verso la guarigione.mi piacerebbe abbracciarla e stringerle la mano,ma x il momento lo faccio virtualmente ringraziandola x la fiducia che ripone nelle persone.con affetto,claudia
CARO DOTTORE MI CHIAMO FLORINDA HO 35 ANNI SOFFRO DI ANSIA E PANICO ,ANCHE SE NON LA CONOSCO LE VOGLIO UN BENE DELL ANIMA SONO STATA UN ANNO SENZA USCIRE DI CASA HO UNA BAMBINA DI 6 ANNI AFFETTA DALLA FIBROSI CISTICA ED UN FIGLIO DI 2 ANNI CHE MI E MORTO CON UN TUMORE FULMINANTE. IO LA GUARDAVO IN TELEVISIONE E LA STIMAVO ANCOR PRIMA DI SAPERE CHE CIO CHE ASCOLTAVO IN TELEVISIONE UN GIORNO SAREBBE SUCCESSO A ME. IO NON RIESCO AD USCIRNE DAI MIEI DISAGI SONO RIUSCITA AD USCIRE DI CASA GRAZIE AD UN ANTI DEPRESSIVO ZOLOF MA DOPO UN ANNO LA MIA ANSIA ED IL MIO PANICO PERSISTONO ANCORA IO LE DAREI QUALSIASI COSA SE LEI MI AIUTASSE A GUARIRE NON LA PRENDI COME UN OFFESA MA NON HO PROBBLEMI ECONOMICI SONO DISPERATA NON SO NEANCHE SE SARO PER LA PRIMA VOLTA IN VITA MIA COSI FORTUNATA DA AVERE UNA SUA RISPOSTA HO UN SUO CONTATTO. GRAZIE PER QUELLO CHE RIESCE A FARE PER LA GENTE DIO UN GIORNO LA PREMIERà PERCHE APPARTE CHE è IL SUO LAVORO MA LEI LO FA CON MOLTA UMANITA BRAVO CHE DIO LA PROTEGGA UN CARO ABBRACCIO MI AIUTI SE PUO LA PREGO . FLORINDA
Non so, la mia sensazione è che in realtà tutti giudichiamo il prossimo e la cosa ci sembra assolutamente legittima e normale, solo che quando il prossimo giudica noi la cosa ci crea disagio. Ovvero la spontaneità degli altri ci dà fastidio quando non tiene conto dei nostri desideri e bisogni e delle nostre aspettative, solo che se vogliamo essere spintanei non possiamo tenere troppo conto dei bisogni e delle aspettative altrui.
Siamo sempre lì: la mia sensazione è che la psicologia si rivolga alla persona che ha davanti in quel momento come portatrice di tutti i diritti e di nessun dovere di tenere conto dei diritti altrui.
Carissimo dott.Morelli,seguo sempre con una certa assiduita’tt i suoi blog,e devo dirle ke seguendo i suoi consigli,spesso mi sento”MOLTO MEGLIO”ma avrei una richiesta da farle………..Le chiederei cortesemente di prepare un blog sulla voca interna che spesso mi assale chamata semplicemente VOGLIA DI VENDETTA!.Ho spesso la sensazione che il mondo ce l’abbia SOLO con me(cosciente del fatto che nn sia vero!!)eche deba escogitare qlcs,anke contro qlcn,che risolverebbe la mia vita.La prego dott.Morelli di aiutarmi!!mi dia qlcs su cui centrare la mia attenzione qnd vengo assalita da qst brutti pensieri,perche’ poi in realta’ poi dopo,(l’aver pensato negat.te qlcs da”fare”)sto anke peggio.
ATTENDO UNA SUA RISPOSTA LA PREGOOOOOOOO.Buon lavoro.
Io oggi avrei voluto mandare tutti al diavolo e in qualche modo ho cercato di difendermi dalle accuse che mi sono state rivolte ma a che mi è giovato? ognuno fa il proprio lavoro a modo suo, è quello che cerco sempre di ripetermi quando ricevo critiche, ma perchè ci sono persone che nella professione vengono apprezzate, io invece sono dieci anni che mi dicono a)che parlo troppo, b) che devo essere più paziente, c )adesso mi dicono di nuovo che parlo troppo e che sono TROPPO paziente..voi direte ma sono dei pazzi? ma se fossero loro a spiegarvi la faccenda magari potreste dare ragione a loro.
Qualcuno una volta ha detto “L’uomo è un animale facilmente adattabile, indossa un corazza e sopravvive”. Subito mi sono chiesta se queste parole mi appartenevano, e la risposta è stata SI. Sono due le parti di questa frase che mi hanno colpita “facilmente adattabile” e “sopravvive”. Fin dalla nascita ognuno di noi deve compiacere qualcuno per potersi sentire accettato e così i primi adattamenti iniziano in famiglia, poi a scuola, i primi amici, i primi amori e in fine a lavoro. Di questo passo, mi sono detta, sono destinata a vivere una vita che non mi appartiene, a fare scelte che forse non avrei mai fatto se fossi stata veramente libera di scegliere e seguire la mia natura. Nel fare questa riflessione ho avuto una rivelazione, ho scoperto di essere allo stesso tempo vittima e carnefice di un meccanismo diabolico difficile da disattivare. Ho avuto la sensazione di essere una marionetta i cui fili venivano mossi dall’alto, per cui i miei movimenti erano dettati e pre-ordinati, ma la rivelazione sensazione è stata la consapevolezza che il mio muovermi su quel palcoscenico ideale, influiva inevitabilmente con quanti condividevano con me la scena. Cioè, io infliggevo agli altri quello che più mi pesava o meglio mi spaventava. E’ stato devastante scoprire questo lato oscuro della mia personalità, non è facile capire che noi siamo potenzialmente dei “santi” ma anche dei “criminali”, ma devo dire che dopo il primo impatto, oggi sono riuscita ad accogliere anche questo lato di me e da quando sono riuscita a fare questo vivo in pace con me e spero di poterlo fare anche con gli altri. Dottore, è forse questo lato nascosto di noi che lei chiama “amico invisibile” che dovremmo imparare ad ascoltare?
E in più perché doversi accontentare di una pseudo vita e sopravvive quando abbiamo avuto la grazia di ricevere un dono meraviglioso che comunque possa svolgersi merita sempre di essere vissuta fino in fondo perché è un’opportunità irripetibile che non deve essere sprecata, così ho imparato a vivere la mia esistenza a pieno e a godere anche delle piccole cose che all’apparenza possono sembrare stupide ma che ti regalano tanta felicità.
dott.morelli io sono uno che a avuto dei problemi di testa e devo ammettere che leggere i suoi libri mi a aiutato e mi aiuta tuttora, pero senza gli psicofarmaci non ce l’avrei mai fatta ad uscirne (ovviamente grazie anche ad un bravo psichiatra),che ora o in parte sospeso. in pratica quello che lei dice e che non bisogna avere coraggio nell’affrontare la vita ma che bisogna avere coraggio nell’asciarsi andare alla vita. rendersi conto che ce un modo per produrre la felicità come lei insegna, e che la tristezza adesso cè ma fra un po non ci sarà piu se non ci si pensa aiuta molto. ed è propio vero che il dolore fa maturare secondo me molto piu del piacere, una volta superato. se cè qualcosa di prezioso che dio cà dato e propio questa guida interiore(come lei insegna) che non dobbiamo perdere in mezzo a i nostri mille pensieri ,come mi era gà successo.
Grazie 1000 Morelli per esser il Medico delle nostre anime con le tue davvero preziose ed importanti filosofie di vita (il complimento e’ esteso anche tutti i collaboratori appartenenti dell’ Istituto Riza)
Sai quando ho veramente capito di esser vivo nell’ anima?
Sai quando ho veramente compreso il senso magico della vita?
Sai quando ho veramente provato gioia intensa nella vita?
Quando ho percepito che e’ bello di ridere per un non nulla, di ridere per nessun motivo, di ridere all’ improvviso, di ridere in quello che tu piu’ correttamente chiami “la dimensione della nientita’’” nel quale il nostro pensiero vive se c’ abbandoniamo alla nostra essenza, alla nostra interiorita’, al nostro e nucleo e, quindi, alla nostra anima.
Rido senza che sia successo nulla di particolare, sorrido senza aver vinto la lotteria, mi rallegro senza che nessuno abbia fatto nessuna battuta, magari mi capita quando sono solo e magari qualche volta anche in compagnia dove le persone cercan subito in modo prevenuto e giudizioso di scorger in me qualche difetto di fabbricazione un po’ come fossi un jeans fallato per intenderci perche’ il mio stato di persona capace di un improvviso sorriso interiore dell animo di bimbo che abita cosi’ me come tutti gli altri non viene compreso per cui tantomento accettato ..certo, ..basterebbe comprendere (come tu ci stai saggiamente insegando con questo bel generoso e prezioso dono dei video-blog che stai facendo a tutti) che i bambini non hanno schemi preimpostati ad hoc e non hanno comportamenti preconfezionati ad-hoc perche’ ogni loro espressione e’ spontanea, improvvisa e genuina in quanto non compromessa dal personaggio che l’ adulto generalmente si ritrova a voler recitare per apparir fuori quello che dentro non e’
Cosi’ ogni’ volta che questo leggero e soffuso sorriso dell anima da bimbo che vive in me viene ad esprimersi in me provo una grande pace, un grande gioia, un grande senso della vita perche’ sento che il bimbo che e’ in me vuol trasmettermi la voglia di esser me stesso di fronte a situazioni eccessivamente strutturate, eccessivamente artefatte e davvero poco spontanee.
All inizio questo era vissuto da me come un grosso problema perche’ i commenti, persino quelli della mia donna, eran li a ferir la mia naturalezza ma, col tempo, ho interpretato questo come mio aspetto come un piccolo-grande tesoro da valorizzare perche’ sento che la mia anima vuol vivere la gioa di quella spontaneita’ di cui vivevo da piccolo e mi lascio guidare dal sorriso magico dell animo da bimbo che abita la mia anima perche’ so che lui mi conosce meglio di chiunque altro pensi che io sia “inperfetto” e cioe’ con “difetti” mentre lui da parte sua si considera “perfetto” cioe’ privo di “difetti”
Morelli e’ grazie anche e soprattutto al tuo pensiero filosofico di vita se oggi per me non esiston piu’ “pregi” e/o “difetti” ma soltanto “particolarita’ uniche” in ognuno di noi ed e’ grazie a te se oggi non mi preoccupo piu’ di chi, interrogandosi del perche’ del mio cosi’ improvviso e apparentemente insulso sorriso sulle labbra, non sa altro che esprimersi con l occhio razionale dell adulto che razionalizza su tutto e tutti sempre e comunque. L importante e’ che io oggi non mi faccio piu’ domande di dove arrivi il motivo di questo sorriso perche’ so che e’ il sorriso dell anima di quel bimbo che sono e che mi dice che c’e’ e che e’ vivo, che non s’e’ spento e che mi guida verso la spontaneita’ e naturalezza anche se agli altri questo da palesemente fastidio
Mi son sempre sentito chidere persino dalla mia ragazza “perche’ ridi perche’ ridi” …non lo so ..non ho nessuna risposta razionalizzante ..so solo che Morelli mi ha insegnato a non vivere e pensare la vita come un continuo esprimersi di disagi verso gli altri e verso la propria di vita ma di ascoltar il piu’ possibile la spontaneita’ dell anima perche’ e’ come se lei sapesse quello di cui ha veramente bisogno il bimbo che c’e’ dentro ad onguno di noi
Oggi non mi vergogno di me e del mio leggero improvviso ed inspiegabile sorriso sulle labbra ma di chi palesa inbarazzo e perplessita’ di fronte alla naturalezza di quel mio leggero improvviso sorriso sulle labbra che e’ la migliore delle espressioni della magia di cui vive il bimbo che e’ dentro la mia anima
…mi e’ bastato comprender il vero e pronfondo senso della vita insito nei messagi filosofici di Morelli che sono davvero intrisi di sensibilita’ umana
Grazie
Ciao Raffaele, come stai?
Io in un periodo di smarrimento e dolore totale e per aver assecondato Eros e la mia anima, alle prese con una specie di relazione che mi fa stare molto male.
Il mio dubbio è stato sempre “essere me stessa”, seguire la mia pancia, il mio desiderio o nascondermi dietro strategie da manuale che di questi tempi vanno molto, e cioè fare la strafiga, farmi desiderare, non rispondere ai messaggini, farlo stare sulle spine?
Ho sempre optato per l’agire più che pensare, ma in questo momento mi ritrovo in un tunnel e non vedo l’uscita.
Ho iniziato una storia molto bella in maggio, dopo tante delusioni, l’incontro perfetto, affinità totale…sesso ed anima.
Dopo una prima fase in cui lui si sbilancia tanto ed io meno, cominciamo a manifestare i nostri sentimenti, ci scopriamo tutti e due innamorati, io 40 e lui 30.
Ad un certo punto mi dò a lui completamente, senza paracadute, senza filtri, così nuda completamente nel corpo e nell’anima e l’intesa sessuale è qualcosa di unico ed irripetibile per tutti e due.
Dopo 5 mesi d’idillio lui comincia a fare marcia indietro, non è più sicuro di amarmi, lo spaventa la differenza d’età che la sua famiglia non accetterebbe, ripensa ad una sua ex ormai sposata, ma il motivo principale per cui decidiamo di lasciarci è che lui non mi ama, mi vuole bene, sta bene con me sessualmente, ma non mi ama (queste le sue parole).
E qui il casino totale. Ci resto male, soffro, piango, mi chiudo in me stessa, la mia autostima già scarsa precipita in basso e non lo cerco più.
Dopo dieci giorni mi cerca lui e da lì, fine ottobre la nostra relazione si trasforma in una storia di sesso e cioè lui vuole incontrarmi, fare l’amore con me una volta a settimana circa, ma non vuole nient’altro, nessuna condivisione che non sia sesso.
Tra indecisioni mie, tra il dire si e poi dire no, tra il non sentirci e cercarci ancora passano cinque mesi in cui io fino ad oggi ho dovuto sceglere: Eros o la mia razionalità?
Bè Morelli, ho sempre scelto Eros..Eros che mi portava da lui anche quando tutta la mia razionalità diceva No!!!
Eros che mi ha fatto vivere una sessualità fantastica che non ho mai provato.
Ma il problema ora si fa forte, ed è quella parte di me che mi accusa.
Ora è una settimana che non mi cerca ed io ho deciso di non cercarlo più, perchè ormai sto bene con lui solo quando ci vediamo e il resto della settimana è un continuo pensarlo ed aver paura che lui incontri un’altra.
La parte che mi accusa mi dice che ho sbagliato tutto, che se quando è tornato io avrei avuto la forza di respingerlo e negarmi lui mi avrebbe desiderata e avrebbe capito se ero importante o meno.
Quindi agire seguendo l’istinto me lo ha fatto perdere definitivamente e invece se avessi fatto la donna forte e determinata e lo avrei fatto stare sulle spine ora lo avrei qui ai miei piedi.
Questi pensieri mi fanno impazzire e mi rovinano la vita.
Mi puoi aiutare??’
BACIO
GRAZIE dott. Morelli perchè ascoltare le sue interviste, leggere i suoi articoli è medicina per l’aima, e mi aiuta nei momenti difficili della vita.
Le cose che lei dice sono della grandi verità e le constato giorno per giorno su di me, spero di riuscire a fare sempre meglio, così da far affiorare sempre di più la mia più profonda interiorità.
Ciao Raffaele,
condivido ogni parola… eccetto quel ” abbiamo perso la spontaneità ” perchè in realtà non ce l’avevano nemmeno i nostri nonni.
Il processo di riacquisizione o meglio di riscoperta della propria spontaneità più sincera è la scommessa più ardua di ogni essere umano, da sempre imbrigliato nella paura dell’abbandono, dell’isolamento da parte del branco protettore.
Per recuperare questa autentica e naturale spontaneità è necessario liberarsi di dogmi, sovrastrutture, “incantesimi” mentali e comportamentali che ci hanno insegnato, che ci hanno affascinato e con i quali abbiamo iniziato a giocare, perdendoci nel gioco e che ci hanno fatto dimenticare chi siamo.
Restare nudi e vulnerabili non tanto davanti al mondo quanto davanti a sè stessi. Gettare le armi, arrendersi. Smetterla di raccontarsi le cose cercando di spiegare perchè accadono, nel tentativo di controllare gli effetti degli avvenimenti.
Mio padre ha subito dieci giorni fa un’operazione al cuore, operazione riuscitissima non fosse altro per il fatto che ne è uscito con un ictus cerebrale, capita raramente, è toccato al mio. Ho smesso tre giorni fa di piangere, due giorni fa ho smesso con il pensiero di tentare di guarirlo ad ogni costo, ieri dopo un’impulso di rabbia ho smesso di sentirmi in colpa perla sua situazione, ho smesso i suoi panni e mi sono detta che quella è la sua vita e questa è la mia.
Risultato: lo assisto con attenzione egualmente, lasciandogli attorno uno spazio emotivo privo di preoccupazione. Lascio anche che si senta solo di tanto in tanto, onoro la forza che lo abita di decidere cosa vuole fare. Oggi, dopo giorni di vaneggiamenti, è tornato sulla terra per collaborare alla lenta riabilitazione.
Purtroppo oggi è più che mai difficile essere spontanei.
Difficilmente riesci ad attrarre a te qualcuno se sei spontaneo,perchè le persone ti guardano sempre con paura e diffidenza e tendono ad allontanarsi (ahimè,provato più volte sulla mia pelle).
Quindi la domanda che mi faccio da un pò di tempo a questa parte è:meglio essere spontanei o in compagnia?
Non sono ancora riuscito a darmi una risposta definitiva,quello che ho capito in questi anni è che,al di là di tutto,stare bene con sè stessi e intrecciare relazioni sono due bisogni ugualmente importanti per qualunque essere umano.
Un saluto,complimenti per il blog