Quando arriva un disagio dovremmo dirci: “io sono nessuno”.
Io non sono la persona che ha litigato con mio marito, che deve mettere le cose a posto, che vuole la rivincita… Il riflettere sui problemi, il ripensare all’episodio che ci ha fatto soffrire, non fa altro che aumentare i disagi. All’opposto, per ritrovare il benessere, possiamo ripeterci, in alcuni momenti della giornata: “io sono nessuno”, “io non ho risposte da dare”. Questo “essere nessuno” ci porta ad agire con più spontaneità e naturalezza, inducendoci a trovare soluzioni inaspettate ai nostri problemi.
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Buona sera Dott. Morelli, sono anni che leggo le Sue riviste e cerco di seguire i Suoi consigli, anche se purtroppo ho dovuto cedere a psicoterapie e cure farmacologiche a causa del mobbing di cui sono vittima da parecchi anni al lavoro. Voglio dirle che comprendo perfettamente il significato del sentirsi NESSUNO, che non è un annullarsi come persona ma voler accettare la propria umanità. In chiave cristiana o anche per chi non crede, oserei dire che non siamo nessuno perchè non dipende tutto da noi, non siamo onnipotenti!! Giusto Morelli? Non ho mai avuto la presunzione di essere migliore o più brava o più bella ecc..di altre persone, ma di tenere tutto sotto controllo sì. Quando il mio fisico, oltre che la mia psiche, non ha più retto, ho dovuto accettare la mia umanità, nuda e cruda. I disagi che provo, dovuti certo da cause esterne, mi hanno fatto crollare, sono stata male, non ho solo toccato il fondo, ho anche scavato!! Ma ciò che è accaduto ha un significato: farmi accettare che non tutto dipende da me, devo accettare i miei limiti, le reazioni del mio corpo che non posso controllare, come la tachicardia, l’ansia, gli attacchi di panico. Provo ad accoglierli, ascoltarli e cercare di comprenderne i motivi. Me ne faccio una ragione, vado più piano, assaporo i momenti in cui posso stare con le persone che mi amano e mi accettano per come sono, coi miei pregi e i miei difetti. Non sono un robot, non sono immortale. Sono una persona fatta di carne e spirito. Mi fermo, ascolto e imparo ad accettarmi così come sono. Anche Gesù ha detto “ama il tuo prossimo come te stesso.” Se non imparo ad accettarmi e ad amarmi per come sono non potrò nemmeno accettare e ad amare chi mi sta accanto. Non dipende da me l’ingiustizia che mi viene riservata al lavoro e non si può imparare a conviverci. Io posso solo affidarmi alla giustizia divina e affidarmi a persone competenti che mi possono aiutare perchè da sola non sono più in grado di farlo…in fondo sono NESSUNO!!
Morelli grazie di cuore per le possibilità che mi dà per riflettere e imparare.
Con stima
Patrizia
Caro prof. Morelli,
la seguo da tempo, in tv, ho letto alcuni suoi libri(l’unica cosa che conta, come trovare l’armonia in se stessi, la felicita’ e’ qui, ecc.). Lei e’ sicuramente, dal mio punto di vista, l’unico ad aver capito in maniera molto semplice e logica, come funziona il nostro cervello, per questo le sto’ scrivendo.
Cinque anni fa’, dopo aver ritrovato un mio vecchio amore, ho deciso di separarmi da mio marito, con il quale ho avuto due figli, diciamo che l’incontro con questo uomo non e’ stato l’unico motivo di questa separazione, avevamo gia’ da tempo diversi problemi, inoltre in piu’ occasioni si era rivolto a me in maniera violenta.
Presa la decisione mi sono trovata ad affrontare una serie di difficolta’ che in parte avevo immaginato ma con gran sorpresa mai avevo pensato potessero essere cosi’ tante.
La mia famiglia mi ha voltato le spalle, i miei amici anche, abito in un piccolo centro, i miei compaesani mi hanno letteralmente messa alla gogna.
E’ stata dura ma non mi sono persa d’animo, l’amore per il mio compagno era talmente grande che non ho avuto paura di tutte le difficolta’ e sono andata avanti con la decisione che avevo preso.
La separazione da mio marito mi ha portata comunque a fare alcune scelte, tipo rinunce economiche abbastanza rilevanti, durante il matrimonio conducevo una vita abbastanza agiata, ho rinunciato anche a questo.
Mi sono rimessa in gioco anche dal punto di vista professionale e rinunciando alla casa coniugale, ho rilevato’ l’attivita’ del mio ex marito, che ormai gestivo da alcuni anni.
Nel frattempo il mio nuovo compagno, dopo tutta una serie di promesse tipo: facciamo un bambino, sto’ cercando una nuova casa per andare a vivere insieme ecc…., ha iniziato il suo nuovo lavoro di inprenditore in maniera, secondo me ossessiva, stava via quasi per tutta la settimana, il nostro rapporto dal lunedi’ al venerdi’ si basava su interminabili telefonate in tutto l’arco della giornata.
Gli anni sono passati e sono venuti meno tutti buoni propositi che aveva fatto all’inizio: niente casa, niente figlio, niente di niente. Nel frattempo sono iniziati i litigli tra noi, io mi sono spesso sentita ingannata da lui, che oltretutto, non ha mai avuto il coraggio di affrontare la sua famiglia, sempre ostile a questo rapporto. Negli ultimi tempi mi sono trovata ad affrontare delle serie dfficolta’ nella mia attivita’, dove tra l’altro lui e’ socio, a livello personale non ho mai ricevuto aiuti economici da quest’uomo, me la sono sempre cavata da sola, ma per affrontare le difficolta’ della nostra attivita’ e’ stato costretto a dare degli aiuti. Da qui’ in poi e’ iniziato l’inferno, ha iniziato ad umiliarmi ed offendermi quasi ogni giorno mettendo spesso in dubbio in maniera molto dura le mie capacita’ professionali sino all’epilogo finale di due settimane fa’: mi ha lasciata, dicendomi che non mi sopporta, che non sente piuì niente per me perche’ non valgo nulla.
Da quel momento sto’ soffrendo da morire, mi sono detta molte volte che non sono nessuno, ho accettato il dolore in tutti i modi. ho provato a non fare niente,
non rieco a venirne fuori. ho anche pensato di morire, lui non vuole piu’ saperne, mi ha trattata con un tale disprezzo e cattiveria che mai avrei immaginato. La prego mi dica cosa accidenti sono diventata.
Grazie, Fabiana
Caro dott.Morelli,sono anni che seguo e ascolto i suoi programmi molto utili per comprendere e approfondire il se riconosco che e molto difficile modificare schemi e convimzioni menteli radicate in contesti sociali e familiari in cui se non sei come ti vedono non esisti e vieni scartato…..un grazie per tutto quello che attraverso Lei sto conoscendo della mente
Mi può consigliare qualche testo chassidico?
sono qui seduta davanti al pc
sono sempre stata brava nel mio lavoro ma ultimamente i risultati dicono nettamente il contrario e così da parecchi giorni continuo a pensare a cosa non va dove sbaglio … come agire cosa modificare magari nel mio pormi difronte ai clienti, non so davvero che pensare! ho provato anche a non pensare a dirmi “ok passerà ,io sono così prendere o lasciare….” ma così facendo risultati non ne ho! sono confusa non mi sono mai sentita così è una sensazione molto strana ! è come se tutto quello su cui ho lavorato per anni all’improvviso non andasse più bene! che succede ? vorrei davvero saperlo perchè non so più che pesci pigliare! grazie ,Cristina
Guardare i suoi video e leggere Riza mi dà molta forza e coraggio. Combatto da 3 mesi contro qualcosa che non so ancora identificare, ansia panico o semplicemente paura di vivere.
Ho un peso fisso sullo sterno che non va mai via. A volte mi coglie anche l’insonnia e la mattina dopo è sempre peggio.Ho quasi 25 anni, non ho avuto un padre che mi amasse, seppure ci fosse fisicamente. Non ho mai amato nessuno a parte la mia famiglia e nel momento in cui l’amore si è affacciato nella mia vita io ho fatto un passo indietro e mi sono chiusa. E da lì è iniziato tutto, compreso il tremolìo costante. Ci sono giorni in cui va meglio, sorrido e faccio le cose normalmente. Altri, invece, al solo pensiero di andare in facoltà ed incontrare gente o andare a fare la spesa il mio stomaco si ribella, sento dei morsi. Mi dico sempre che tutto passerà, che ormai sono nel tunnel ma che ne uscirò prima o poi,anche grazie alla psicoterapia. E’ davvero così? Da oggi proverò a dirmi che Sono Nessuno, magari funziona! Grazie per il suo contributo Dottore
Dottor Morelli,
io ho scoperto il suo blog da pochissimo tempo. Ci tengo a dirle che mi fa tanto piacere scoprire che lei mi sta aiutando a capire meglio quello che mi è accaduto negli ultimi tre anni.
Mio marito tre anni fa mi ha lasciato. Come tante persone in questa situazione anch’io ho sofferto tantissimo, tutta la mia vita all’improvviso mi è sembrata un disastro, anche il lavoro, gli amici, i rapporti con i miei genitori. Mi sono sentita proprio una fallita, una che doveva ricostrure tutto.
Tutto mi preoccupava. E mi sono resa conto dopo un po’ che tutte queste preoccupazioni io proprio non ce la facevo a reggerle.
Un giorno mi sono ricordata di una frase del Vangelo “Ad ogni giorno basta la sua pena”. E siccome pensare a tutti i miei problemi mi stancava moltissimo, ho iniziato a vivere le giornate secondo questa filosofia, pensando soltanto a quello che dovevo fare in quel preciso giorno e solo fino a sera. E pregavo, pregavo tanto di avere aiuto da Dio, ma solo per arrivare alla fine della giornata che stavo vivendo.
Si può dire senza sbagliare che la stanchezza mi ha fatto diventare una cristiana migliore…
E siccome mi faceva fatica anche pensare di dover dare per forza delle risposte, un’altra cosa che ho iniziato a fare è stato dire “NON LO SO”. Io prima non lo dicevo mai. Credevo che fosse saggio e intelligente avere sempre una risposta per tutto, e invece era proprio vero il contrario. Mi sono accorta che da quando dico così sono diventata molto più interessante agli occhi delle altre persone…
C’è voluto tempo per stare meglio, e ora che leggo il suo blog dottore ho capito che si tratta di un percorso che non si esaurisce mai, ma io auguro di cuore a tutte le persone che non si sentono felici di stare molto presto come mi sento io adesso.
Grazie dottore. Il suo lavoro è preziosissimo.
Io vorrei imparare a dire “Sono nessuno” sempre o quasi perché così eliminerei molti miei problemi o perlomeno non darei loro importanza. Molte volte ci riesco nel senso che “mi dimentico” di quei problemi che fino a poco fa mi avevano ossessionato. Loro non esistono per me e io non esisto per loro: sono diventata NESSUNO. Questo è molto bello, perché mi dà pace e tranquillità.
Grazie
n e l l y
Caro dott.Morelli hon 51 anni da oltre un anno leggo la sua rivista ma è dall’età di 17 anni anni che cerco di capire i disagi che ho provato in passato e che piano piano ,da sola,sonoriuscita a sconfiggere:attacchi di panico,claustofobia,insicurezza…tutto di più.Ho sposato un uomo che non amavo ed ho avuto due figli che adoro ma ho sempre cercato me stessa.Ora io mi sento molto sicura di me e di quello che voglio anche se gli anni che sono passati e la paura della claustofobia per i mezzi di trasporto ancora mi frenano.Non ho ancora risolto il problema matrimoniale perchè da quando non ho più paura di rimanere sola credo che lui morirebbe senza di me.Curo molto me stessa perchè sento di non aver vissuto VERAMENTE la mia vita e spero di riuscire ancora ad avere qualche possibilità.Proverò a sentirmi NESSUNO.Cerco di seguire i suoi consigli e questo mi fa sentire VIVA insieme al nuoto che pratico da alcuni anni e che mi ha trasformata.GRAZIE
Prof. Morelli,
le scrivo non per esporle un mio particolare problema ma semplicemente per piacere. Il suo blog mi piace e mi piacciono le cose che dice. Trovo interessante soprattutto questo video relativamente al sentirsi “nessuno”. Senza saperlo ho scoperto di aver utilizzato questa tecnica in alcuni periodi critici della mia attività lavorativa quando sono passato da direttore tecnico/operativo al nulla (non ero più presente in alcun organigramma aziendale) credo per aver contestato duramente un dirigente sponsorizzato da uno dei soci e amministratori dell’azienda. All’inizio questa situazione l’ho vissuta malissimo perché continuavo a ripetermi: “ho dedicato all’azienda il cuore e la mente, sono comunque l’unico dirigente del mio livello pure laureato in ingegneria, ho la stima dei clienti ecc. ecc. e poi sono trattato così?”. Normalmente in questi casi si molla tutto se si hanno alternative vere (e per me non sono solo questioni di stipendio o vicinanza della sede di lavoro al domicilio abituale ma anche tipo di attività) e poi non mi sono mai spaventato del cambiamento che tutto sommato mi ha sempre portato novità rispetto alla noia della routine ma questo cambiamento (sono tornato di colpo a 56 anni a fare il tecnico operativo con manuali tecnici e cacciaviti in mano) non me lo aspettavo proprio. Ho cominciato a dirmi “non sono nessuno” ma nel modo sbagliato, quasi per compatirm. Un giorno quando tutti quelli che avevo intorno a me continuavano a chiedermi soluzioni, relazioni, una mano per risolvere i problemi o semplicemente esporre le mie idee per innovare ho cominciato a dirmi “ma io non sono nessuno… perché devo risolvere io problemi che spetta ad altri risolvere?” . Credo di aver passato i 6 mesi più tranquilli e sereni della mia vita e la sera non lavoravo neppure più da casa come spesso facevo. Da poco il presidente della società di una azienda del gruppo mi ha chiesto di fare il direttore tecnico/operativo di questa azienda. Ho accettato dando le dimissioni concordate. Da due mesi sono tornato a fare il dirigente in questa nuova azienda sempre nella stessa sede di lavoro e con il contatto delle stesse persone ma non mi voglio dimenticare la lezione. Lei ha ragione. Devo continuare a ripertermi alla macchina del caffé, alle riunioni dove nuovamente sento imprecazioni e urla, in situazioni di disagio per i problemi che ci sono, in tutte le situazioni che mi possono portare il panico: “io sono nessuno… non te lo ricordi?” …. ma non lo avevo capito bene fino a che non ho visto il suo video: Impara a dirti “sono nessuno” e starai meglio.
Gioacchino
Carisimo Dott. Morelli,mi chiamo Manuela abito in un piccolo paese in provincia di Modena, in montagna.
Leggo ogni mese RIZA è FANTASTICO… con il suo aiuto sono riuscita a trovare una pace interiore che prima non sapevo nemmeno esistesse, ho cominciato non farmi più domande e ho avuto tante risposte, con mio marito ora va tutto bene perchè lo accetto così com’è, prima vedevo solo i lati negativi e mi oscuravano anche quelli positivi, poi un giorno mi sono detta..”se l’ho sposato qualcosa di buono lo avevo visto in lui” e cosi ho ricominciato a vedere quello che vedevo prima di buono, e ora va tutto bene e alla grande…. ho imparato a dirmi….. se ora ho un malessere o un problema bhe fra un po passerà, non ci penso lascio che lui diventi parte di me stessa.
Ora sto bene, stavo bene anche prima, ma non lo sapevo, e continuavo a guardare solo le cose negative… adesso è tutto diverso…
Grazie mille per i suoi consigli e nonostante ora stia bene con me stessa continuerò a leggere il suo giornale, perchè ho ancora tanto da imparare, e ho voglia di imparare ancora tanto..
MANUELA
Caro Dott.Morelli ,
sono una donna di 41 anni sposata con un bimbo di 5 anni sono libera professionsita da circa due anni e mezzo sono in crisi con mio mario che amo ancora tuttavia forso ho iniziato a farmi troppe domande e ho rovinato tutto certo è che lui mai ha reciso il cordone ombelicale con la sua famiglia e tra l’altro ha perso autostima rispetto a me che sono avanzata professionalmente e come mamma di certo non sono riuscita a rinforzare la sua autostima, anzi … siamo andati anche da un terapista di coppia ci siamo riavvicinati per un paio di mesi ma ora è tornato il buio io soffro un po di perdita controllo impulsi che sto cercando di domare anche grazie ai suoi consigli sul blog che sono spunti molto interessanti ora mio marito mi ha detto che si vuole separare e forse credo sia anche la scelta migliore solo così capiro se effettivamente tiene a me o meno mi sono fatta sbagliando un sacco di domande ora penso di vivere alla giornata di accettarmi e di amndare avanti così chi vivrà vedrà ! lei cosa ne pensa ?
dott,morelli sono su una fase dellaa mia vita che non riesco neppure a dirmi sono nessuno sono giorni che sono uno straccio non ho voglia neanche di chiedermi perchè…….la pischiatra che da anni mi cura non haa tempo fino a marzo……non riesco nemmeno a lavarmi a mangiare a pensare mi dia una mano perche non sono nessuno grazie
Stimatissimo Dottore, ho sposato da qualche mese una splendida ragazza che ha avuto sempre dei momenti di aggressività verbale nei miei confronti essendo una perfezionista in tutto (ingegnere), mentre io informatico con inoltre la passione per la musica come dj producer, sono un pò disordinato e quindi probabilmente “diverso” da lei…Purtroppo per via della crisi lei sta perdendo il lavoro, suo papà ha dei problemi di salute ed è depressa, non ha mai avuto il coraggio di farsi curare, ritenendo ad es. che lo psicologo non le fa trovare il lavoro che desidera dopo tanto studio e che non riuscirebbe a confidarsi. Cerco di aiutarla “inoltre” per un lavoro migliore, ma lei da ingegnere edile, si sente frustrata nel trovarsi in questa situazione…Il nodo cruciale è che io passo per permaloso quando in realtà è sensibilità a mio avviso, visto che puntualizza sempre, usa sempre dei toni inopportuni mettendo in evidenza solo le cose per le quali sono meno portato nella quotidianità e si finisce purtiroppo per litigare…Chiede a me di imparare a subire le sue critiche e per non litigare e superare la nostra crisi, vorrei tanto riuscirci, ma se ami una persona devi amarla anche se sbaglia qualcosina nella quotidianità senza riprenderla sempre oltretutto nel modo sbagliato…Talvolta sbaglio davvero proprio perchè sono condizionato emotivamente…Non so se questo suo carattere ha potuto condizionare la sua situazione lavorativa, essere così perfezionisti nella vita talvolta può forse allontanare le persone… Mi scuso se mi sono dilungato, spero tanto di riuscire a superare questo periodo insieme a mia moglie.
GRAZIE MILLE PER SUA PREZIOSA ATTENZIONE
Nessuno: DISINDENTIFICARSI (non deffinirsi in nessun modo)!?
In latino: Omnis determinatio est negatio.
Caro Dott. Morelli,
il suo blog è un luogo sicuro dove posso approdare ogni volta che ne sento il bisogno. ho 25 anni e da due anni circa soffro di attacchi di panico e ansia. è cominciato tutto così, per caso, da un nonnulla. un periodo stressante, la paura di essere malata, poi tutto che si risolve tranquillamente. peccato che mi resta addosso un’ansia che non avevo mai provato prima. gli attacchi di panico sono stati sporadici all’inizio, della durata di pochi minuti, io stessa non capivo di cosa si trattasse, non ne avevo nemmeno sentito parlare prima d’ora. poi ho cominciato a pormi domande. soltanto dopo essere giunta qui, sul suo sito, ho capito quanto fossi intrisa di domande che ogni giorno pongo a me stessa e che prima non concepivo nemmeno nella mia mente. gli attacchi di panico non mi hanno mai limitato nella vita, ma da un episodio di un anno fa, mentre ero in facoltà durante un esame, è come se avessi subito un trauma. ho temuto il panico veramente, ho pensato che mi avrebbe limitata nella vita e da allora lo osservo attentamente, TROPPO attentamente. da allora non ho fatto altro che osservarmi dall’esterno, in questi momenti non mi sento protagonista della mia vita, ma solo una triste spettatrice delle mie angosce che spesso basta solo svilupparle nella testa per farle giungere, quasi per magia. non ho mai preso farmaci nè terapie, nei momenti più neri le confesso che sono stata tentata. ho sempre questa tendenza a delegare gli altri della mia “guarigione”, come se dicessi a coloro che amo: “ehi, sono qui, perhcè non riuscite a guarirmi?”. in questi mesi non ho fatto altro che riflettere troppo su tutto, ho messo in discussione cose che mi son sempre piaciute, poi mi rendo conto che è tutto il frutto della mia ansia. qualcuno una volta mi disse: non prendere decisioni importanti quando vivi un istante così nero. la cosa che più mi fa stare male è il fatto di non riuscire a sedermi, aprire il libro di università e dire: ok ora studio. sono fuori corso, da mesi desidero farmi una vita, condividere la vita con il mio fidanzato, trovare la mia collocazione nel mondo. ma immancabilmente l’ansia sopraggiunge, sfociando a volte in attacchi di panico che mi infondono un senso di tristezza per l’intera giornata a volte. non le chiedo di ripetere concetti che già ha espresso egregiamente nei video che si possono trovare su questo sito, semplicemente vorrei poter sperare che queste ansie continue che ormai caratterizzano la mia vita ogni giorno, se ne andranno. dovrei smetterla di combattere contro me stessa, mi rendo conto che è una lotta estenuante ed inutile, ma vorrei impedire a certi pensieri di emergere a comando. solo che la mia mente li ha registrati da un po’ e fatica ora a debellarli. mi rendo conto di svolgere le azioni solo per il gusto di vedere come andrà, se il panico mi verrà, come una specie di prova verso me stessa per dimostrare che riesco a fare ciò che sto facendo, e non perchè lo desidero davvero. è una continua allerta inutile, quando invece vorrei solo lasciarmi andare e apprezzare il presente. (cosa che succede, ma quotidianamente avverto il senso di impotenza verso questo vortice di emozioni negative che si fanno strada). grazie per i preziosi consigli che offre a noi tutti.
Io sono nessuno. . . . . . e finalmente respiro. GRAZIE MORELLI !! Catia
salve dott morelli , sono una ragazza di 29 anni con marito e un figlio meravigliosi… ho tutto nella vita ,nonostante ciò da 7 anni soffro di dap e ansia, ho provato la psicoterapia nn so perchè con me nn funziona, solo con i farmaci sto bene e ritorno la persona che ero di un tempo,ad es ora li ho sospesi perche vorrei avere un’altra gravidanza ed è iniziato il mio incubo sto malissimo ho un’ansia esasperata piango tutto il giorno,anche perchè la mia prima gravidanza è stata indescrivibile senza farmaci solo sofferenza paura angoscia…. iosono demoralizzata vorrei sapere se anche io un giorno riuscirò a fare le semplici coseche tutti fanno da sola e senza l’aiuto di niente e nessuno grazie
Egregio dott. Morelli,la seguo spesso con interesse, ho ed ho letto alcuni suoi libri tutti interessanti per me. Una cosa che lei dice mi ha colpito ed è questo:lei dice che non bisogna mai guardarsi indietro e non bisogna giudicarsi allora mi sono detta io ho sbagliato tutta la vita, perchè mi sono sempre detta:sono il peggior critico di me stesso, questo per cercare di migliorarmi quando mi sembrava di avere torto su qualcosa, mi sento un pochino disorientata riguardo a questa cosa, mi sembra tanto difficile mettere in pratica isuoi suggerimenti anche se quando la ascolto mi sento meglio. In questo momento stavo vedendo alcuni suoi video. Sono separata da otto anni, mio marito è venuto a mancare un anno fa e anche seravamo separati ho provato un dispiacere grande. Ho due figli già sposati con i quali non ho più rapporti da quando ci siamo separati, forse non mi hanno perdonato di aver lasciato il padre perchè sono stata io a prendere questa decisione per motivi gravissimi,questo dopo quaranta anni di matrimonio, perchè ho cercato con tutte le mie forze di salvare il nostro rapporto,non soil motivo per cui non mi parlano più forse quando hanno visto che la mia decisione di non tornare a casa era irrevocabile mi hanno “CANCELLATO”o forse è stato il padre a mettermeli contro, pero ho fatto due figli con una testa per pensare,il mio torto è stato quello di nascondere sempre tutto noi eravamo la coppia perfetta agli occhi di tutti,dottor Morelli per fortuna mi sento la coscienza a posto,non mi sento in colpa per la decisone presa, non mi sembra di aver fatto una cosa che non dovevo fare,per fortuna altrimenti starei malissimo!A suo tempo ho parlato con un sacerdote con una assistente sociale che si occupava proprio dei maltrattamenti in famiglia, sia il sacerdote che la dottoressa mi hanno detto che dovevo pensarci prima a prendere quella decisione, perchè alla luce dei fatti la mia decisione era stata dettata da un istinto di sopravvivenza,mi scuso perchè sono uscita fuori dai”binari”ma no forse non devo scusarmi perchè lei dice che non bisogna giudicarsi mi piacerebbe davvero tanto avere l’opportunità di poterla conoscere sentirla mi fa stare bene! grazie di cuore Aurora
Carissimo,
ho appena visto il suo post sul dirsi “Io sono Nessuno” e l’ho compreso subito, perché ho riconosciuto in quel Nessuno uno spazio in cui vado ogni tanto fin da piccola e in cui mi sento solo osservatore, diciamo…
Mi accade questo però: in quello spazio io percepisco una solo grande, fragorosa risata di tutto il mio corpo, come se io fossi solo quella risata, con un senso di benessere, pace e felicità totale. E sento che potrei espandermi e abbracciare tutto e ogni persona se solo rimanessi lì. Raffaele, quello è il paradiso! Poi rientro alla base e a volte l’atterraggio è un po’ brusco…
L’altroieri mio marito e i miei figli sono usciti e mi sono trovata sola in casa, cosa che mi piace e mi fa tanto bene. Dopo pochi minuti mi è preso un attacco di riso che è durato penso più di un’ora. Ho ancora gli addominali indolenziti per quanto ho riso! Ogni cosa che vedevo intorno a me o a cui pensavo mi sembrava esilarante!
Questo stato si è poi allontanato gradualmente, lasciandomi però una visione diversa, come se tutte le questioni del mondo o della mia vita fossero irrilevanti e quel riso mi rimane ora ancor più chiaro essere un luogo a cui potrò sempre tornare.
Sono pazza?
Grazie per il suo e il vostro lavoro, così interessante e utile!
Franca