C’è un lato di te che non conosci

Quando ti dici: “sono nessuno” , porti il cervello nel nulla. Questa condizione interiore è un potente stato terapeutico. All’opposto, quando sei nell’identità o quando reciti un ruolo, ti chiudi in uno spazio ristretto e stai male. C’è un esercizio che faccio fare ai partecipanti del gruppo del giovedì che tengo presso il Centro Riza. Prova a dirti: “io sono qui”; poi togli la parola qui e di’: “io sono”; quindi togli la parola io e di’: “sono”. Infine, sostituisci la parola sono con: “è”.
Ecco, dirsi nessuno vuol dire aprire la porta a qualcosa che c’è in te e che non sai cos’è. Qualcosa dentro di te ti fa provare invidia, ti fa provare rabbia. L’invidia o la rabbia vanno percepite perché ti fanno scoprire lati di te che ancora non conosci o che forse hai accantonato.

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33 Commenti a “C’è un lato di te che non conosci”

  1. vince ha scritto:

    Caro dottor Morelli quanto è vero ciò che dice.Tutti quanti proviamo queste emozioni considerate negative e per questo spesso negate a noi stessi e agli altri.La sua visione e quindi libera da ogni ipocrisia.Però io mi domando:cosa dobbiamo farne di queste emozioni una volta che le abbiamo accolte?L’atteggiamento giusto non è forse quello di capovolgerle?Ad esempio augurando ancor più successo a coloro di cui si è invidiosi?
    I suoi consigli mi sono sempre di grande aiuto e confido in un suo parere al riguardo.
    Con amicizia.Vincenzo.

  2. luisa ha scritto:

    Le riflessioni del dottor Morelli, sulle radici dell’invidia e su come fare di un sentimento negativo una spinta a progredire infondono,come sempre, gioia e positività.Credo che dall’invidia nessuno resti immune, in occasioni di sconfitta o di abbandono. Che fare,però, quando ci si imbatte in persone che fanno dell’invidia il “plateau” della loro esistenza? A volte lasciano disarmati, con un senso di impotenza.Spesso ti obbligano ad attivare difese estenuanti perchè l’invidia a volte non è solo autodistruttiva,spesso è alla ricerca continua di un bersaglio da abbattere è del tutto irrazionale e non teme il ridicolo.
    Quante matrigne di Biancaneve e quante sorellastre di Cenerentola, che magari hanno tanto , replicano quegli archetipi distruttivi nei confronti di chi nella vita è nessuno (per davvero).Tutti dovrebbero poter continuare a vivere,lavorare,gioire amare i piccoli spazi di gioia che conquistano giorno per giorno senza dover pagare il prezzo della distruttività altrui o la sanzione dell’isolamento.

  3. Isabella ha scritto:

    come faccio a ripetermi IO SONO NESSUNO quando in ogni istante della giornata penso e ripenso ai miei errori che continuo a fare e rifare in questi anni.. consapevole che se dico o faccio certe cose poi ottengo l’esatto contrario e soffro come un cane visto che mi faccio umiliare grazie “ai miei errori”? vorrei non farli quelli errori perché so che mi fanno poi soffire..non credo basti ripetermi “io sono nessuno”….

  4. Elisa M. ha scritto:

    Oggi mi sono seduta , occhi chiusi, e ho sentito : io sono qui , io sono … sono .
    Essere . Non so se e’ stata la tua voce , perche’ hai sempre questa dote: tu dici , io faccio . E all’ improvviso , tutte le mie paure, tutti i miei dubbi non li trovavo piu’ … guardavo ad occhi chiusi , guardavo dentro di me e trovavo un “tronco vuoto “, il mio torace vuoto, il mio respiro che scorreva nel vuoto e a tratti mi stupivo , ma anche lo stupore poteva essere un disturbo … allora continuavo a guardare , in questo spazio dove non c’era piu’ niente. Fa quasi paura questo vuoto . Ho avuto la tentazione di cercare qualche appiglio , perche’ mi sembrava cosi’ freddo , impersonale , questo vuoto . Ma nel momento stesso in cui indugiavo sono arrivate -emozioni – che non conoscevo , non saprei definirle meglio , perche’ il linguaggio e’ cosi’ povero … non sono proprio emozioni , ma respiri di un’ ampiezza non conosciuta, percezioni…
    Venti minuti cosi’… ad osservare… e se arrivava un pensiero, immaginavo di piegarlo e metterlo via come si fa con un indumento .
    Senza dirmi niente.
    Poi mi sono truccata, vestita , mi sentivo molto sensuale….
    Durante la serata , con gli amici , continuavo a richiamare il vuoto….
    Tutti si sono avvicinati a me , mi hanno riempito di complimenti, senza che dovessi fare alcuno sforzo per essere simpatica.
    Alla fine della serata che e’ stata magica, ho incontrato un gruppo di ragazzi che cantavano, mi sono messa a cantare con loro , ad improvvisare testi e poesie…
    Uno di loro mi ha salutato appena sono arrivata , un saluto ebraico :” Lehaim “.
    Alla vita.
    E’ stato in quel momento che ti ho pensato .
    Grazie.

  5. sabina ha scritto:

    Egr. Dott. Morelli,
    La seguo da molto tempo e in particolar modo adesso su questo blog di cui la ringrazio. Trovo interessanti i suoi interventi ma anche i commenti, il tutto sembra una chiaccherata tra amici.
    Ho sempre incontrato una certa difficolta’ a fare gli esercizi di visualizzazione, mi sembrava che non mi riuscissero. Poi una settimana fa mi e’ capitata una cosa strana: passando davanti a un grande specchio mi sono fermata a guardarmi e anziche’ cercare il bello il brutto il difetto o le solite cose, ho visto una persona che mi sorrideva. Quasi non mi riconoscevo e quella persona lì (che fra un pò compie cinquant’anni) sembrava una ragazzina felice e continuava a sorridere e a salutarmi e a mandare baci. Non sembravo io ero come sdoppiata.
    Ci ripenso spessso e sono confusa. Come posso rendere “quella la’” piu’ presente? Oppure e’ gia’ qua’ …
    Grazie dell’attenzione e ancora complimenti.
    Sabina

  6. Luisa Fortini ha scritto:

    Buongiorno Dott. Morelli,
    ho ascoltato il suo video sul tema ” C’è un lato di te che non conosci “,e sono rimasta un’attimo a pensare perchè dirsi ” non sono nessuno “. Personalmente ho utilizzato altri modi per ricercare in me stessa le risposte che volevo,per esempio visualizzando il mio spazio interiore e guardando nella profondità del mio animo, il perchè provassi un sentimento tipo rabbia o invidia o altro.Diciamo che ho dialogato sempre con me, con il mio cuore, con l’intuito ( e quì mi ripeto ),cercando le ragioni per le quali io provassi sensazioni che non amavo.Ho cercato ed ho sempre trovato le risposte che mi servivano per comprendere, avendo la totale consapevolezza di tutti miei atti e dei miei pensieri.E’ vero,da anni mi dedico alla ricerca di ciò che siamo, indipendentemente dallo stato sociale o da quanto siamo belli ( esteriormente ) e ricchi: lavorando sull’osservazione dall’esterno di me stessa,e dissociandomi da alcuni schemi mentali che non mi appartengono, ho trovato il modo per vivere serenamente la mia vita.
    Con stima, Luisa Fortini

  7. Daniele ha scritto:

    Caro Dottor Morelli,
    mi chiamo Daniele, ho ventotto anni e scrivo dal mio ufficio: ogni volta che mi trovo in questo posto un’ansia gigantesca mi assale assieme a cattivi pensieri che mi fanno sprofondare nel buio più pesto, nel panico e nello sconforto. Leggo da tanto tempo i suoi saggi salvifici e devo dire che, dopo un primo periodo di scetticismo, ho cominciato ad aprire gli occhi e la cosa mi ha portato a capire molto le cause dei miei disagi, delle confessioni della mia anima. Sono cresciuto in una famiglia molto severa, mio padre , sindacalista, è sempre stato un uomo molto rigido e pragmatico, mia madre, una pianista che ha rinunciato alla sua spledida carriera per volere di mio padre, troppo geloso dei suoi continui spostamenti dovuti alla professione, è sempre stata iperprotettiva e ha sempre cercato di preservare me e mia sorella, forse più per egoismo che per amore materno, da qualsiasi ipotetico pericolo. Sono sempre stato un bambino vivace, solare, allegro, cresciuto dai nonni materni con amore e serenità; A tredici anni ho assistito, per la prima volta, a un concerto di Claudio Baglioni: dopo quell’evento la mia vita sarebbe cambiata radicalmente perchè, da quel momento in poi, qualcosa dentro di me, una voce insistente e dolce, mi ha spinto a prendere lezioni di chitarra e a cominciare a scrivere fiumi di canzoni. Gli anni passano, conseguo il diploma al liceo classico e d’improvviso il blackout, ansie fortissime, attacchi di panico, pensieri orribili che rovinanavano i miei giorni….Qualcosa dentro di me stava reiteratamente suonando un campanello d’allarme, il mio daimon voleva dirmi qualcosa, ma non capivo esattamente cosa o meglio non volevo capire perchè continuavo ostinatamente a cercare di seguire la strada degli “oi polloi”, dei “più”, per timore patologico di deludere i miei e di perderli. Università, laurea, master ma in compenso,sempre più arido, depresso e ansioso….Subito dopo il master ho iniziato uno stage presso un’azienda e qui torno al punto di partenza: ogni volta che mi trovo in ufficio sto male e vorrei fuggire, mi rilasso solo quando la mia giornata lavorativa sta per finire o quando penso alle mie canzoni, rileggo ciò che ho scritto o ascolto i miei brani. A casa sto con mio padre e la chitarra è sempre al muro perchè quando c’è lui ho vergogna a suonare e cantare ed in più mi sento dannatamente in colpa….Sto reprimendo la parte più vera di me? Sto tenendo in prigione il mio “re nascosto”? Tutto questo perchè non riesco ad affrontare mio padre, a dirgli cosa vorrei realmente fare nella vita anche a costo di essere un morto di fame e senza successo ma la Musica, mia Amata Immortale, mi porta nel senza tempo, mi conduce verso la pace dei sensi, sono solo io con lei e provo gioia, felicità insensata quando sto dentro a quel mondo magico….Vorrei vivere per sempre di lei e per lei….Cosa mi consiglia? Con vasta stima e, se mi permette, tanto affetto….Daniele

  8. susanna ha scritto:

    caro Morelli, ieri ho comprato come sempre riza, ho letto il commento sul sogno. La giornata è trascorsa come sempre poi è arrivato questo pensiero mentre stavo camminando: ti senti sempre sbagliata ogni volta che intervieni al lavoro, con gli amici, etc, perchè agisci d’impulso, ti riprometti di essere diversa di non dire di non fare e poi vince sempre lui, l’IMPULSO, ok sono così, questa è la mia natura, almeno ho sempre giocato la partita, mi accetto così. STANOTTE HO FATTO UN SOGNO INCREDIBILE, stavo camminando e avevo accanto un bambino bellisssimo, mi guardava e gli chiedo chi sei? e lui IL TUO BAMBINO INTERIORE E SONO CONTENTO DI TE. Mi sono svegliata alle 4 di mattina con la gioia nel cuore e mi sono trastullata con quell’immagine per un’ora poi mi sono addormentata. Anche adesso che ti sto scrivendo sono meravigliata e se fosse il mio se che approva il percorso che sto facendo? ho bisogno di una risposta, se ti è possibile, altrimenti vivo la mia MERAVIGLIA CON GIOIA. Ancora grazie per quello che fai tu e riza, non so se ne siete consapevoli ma aiutate tanta gente senza chiedere nulla in cambio……………

  9. serena ha scritto:

    è bellissimo questo post. saper tirare fuori una cosa positva da una cosa che tutti pensiamo sia negativa. solo che noi purtroppo o per fortuna viviamo circondati da altre persone, le quali, la maggior parte non sa che dietro la loro invidia c è qualcosa di bello per se stessi. perchè tirare fuori la nostra vera natura è bello, è liberatorio. anche se non facile. spesso si cade nell errore che sia sempre “sbagliata” la persona invidiata e non chi ha l invidia. e cosi.. .. invidia su invidia, ignoranza su ignoranza. magari tutti ascoltassero questi suoi consigli. saremmo tutti più coerenti, tutti più veri. più liberi.

  10. luisa ha scritto:

    Gentile dott. Morelli, sono alla terza esperienza ormai di quello che chiamano love addiction. Mi sento priva di forze, demoralizzata e chiusa dentro a una prigione, quella della mia vita. Esperienza dopo esperienza vedo gli uomini attratti da me scegliere alla fine altre con cui condividere una relazione seria. Mi chiedo quand’è che decidono che io non sono papabile per una storia degna di questo nome, perchè non diano a me la dignità che poi riescono a dare ad altre. Tutto ciò che sembra molto complesso con me finisce per diventare facile quando sopraggiunge la donna perfetta, quella per cui vale la pena di spendersi e di dare il meglio. Davvero so soddisfare gli uomini solo dentro a un letto? Sono io, sono loro? So dentro di me che non sarò mai felice senza una persona accanto che mi ami. Sono affamata d’amore, di un abbraccio, di una spalla su cui poggiarmi. Ho 43 anni, un bimbo di 8, e vivo nella paura che la mia vita sarà sempre uguale a quella di oggi. Ripetermi che sono nessuno a volte serve ma il più delle volte è sconforto. Grazie per ogni volta che funziona. E di avermi dato la possibilità di uno sfogo.

  11. Lucio Piazzi ha scritto:

    Gentile Dott. Morelli,
    sto seguendo con grande interesse i suoi consigli e insegnamenti ma mi sembra di trovarmi in una situazione senza via d’uscita.
    Ho un figlio di 9 anni con il quale sto vivendo una situazione conflittuale (non solo con lui, anche con mia moglie). Francesco è un bimbo molto bravo a scuola, gentile ed educato con tutti, tranne che con me. Mi detesta, mi offende, mi dice parolacce, non mi vuole vedere a casa. Ogni occasione è buona per darmi calci, non mi vuole vedere alle partite di calcio e all’uscita da scuola.
    Riconosco che vuole attirare la mia attenzione perchè sono stato un padre assente.
    Recentemente ci siamo recati da uno psicoterapeuta che ci ha consigliato di iniziare delle sedute tutti e tre insieme, per il bene di Francesco, ma mia moglie si è rifiutata perchè non ritiene di coinvolgere nostro figlio.
    Sto cercando di non reagire quando accadono questi fatti e di dimostrargli il mio affetto. Ma nella maggior parte delle volte sembra che non serva a nulla.
    Avrei tanto bisogno di un suo aiuto.
    Ringraziando, un cordiale saluto.

  12. SilviA ha scritto:

    Davvero bella la teoria sull’invidia, in qualche modo è come se l’avessi sempre saputo ma non l’avrei mai potuto esprimere così bene… Invidia… Se posso rialacciarmi al post che ho scritto sull’argomento “Io sono nessuno”, dove ho parlato di mia cognata direi che sono proprio in una bella situazione!!! Lei, invidiosa di qualsiasi cosa posso avere gli altri, non si rende conto di quanto altri, come me, possono essere invidiosi di lei ad avere una bambina così speciale… Proverò a chiudere gli occhi anch’io e cercare dentro di me, il problema è che in questo caso, la mia invidia non nasce da qualcosa che sta dentro di me e che non riesco a tirare fuori, ma di qualcosa che esiste, è in carne e ossa, non è mia e ora non l’avrò più neanche come nipote.
    Chissà se avendo un/a figlio/a mio, le sensazioni che provo sarebbero diverse, meno forti almeno… Tutto questo potrebbe essere esasperato dal desiderio di un figlio, questo lo so… ma le voglio così tanto bene che sinceramente, non credo cambierebbe le cose…
    Grazie di cuore.

  13. Silvia ha scritto:

    Si è proprio mettendo in pratica e non piu’ in pensiero il sentirmi nessuno oggi ho avuto la prova di essere il tutto, quel tutto che è sempre stato oscurato dalla paura. Paura di perdere di essere inadeguata, paura dello stesso pensiero, e soprattutto di cio’ che provo, giusto o sbagliato che sia. Oggi proprio dal niente è uscito il tutto bene e male perfettamente in accordo e in perfetto ewuilibrio. Da questo è nato lo scoprire che tutti siamo maschere, maschere di copertura di falso perbenismo, di credenze date solo per sentirsi giusti o migliori. Davanti al niente, ci smascheriamo davvero. Oggi ho scoperto davvero il mio potenziale sia di bene che di male, esprimendo in una conversazione, tutto quello che ho sempre pensato di dire, ma che bloccavo solo per la semplice e stupida paura di essere nel torto o di poter sentire giudizi. Ma oggi l’ho fatto si ho fatto quello che sentivo davvero, senza ostacolarmi, senza giudicarmi, ne tanto meno pensando di poter nuocere. Il risultato mi ha lasciato perfettamente estranea a l’accaduto, mi sento come se fossi qualcosa che non sono mai stata, e questo mi da forza e coraggio, perchè so di essermi presa le mie responsabilita’, e questo mi basta per non dover dipendere dal giudizio altrui. Ho scoperto una forza, una forza che non dipende ne da coraggio ne da altro, ma solo dal fatto di aver osato, osato nel bene e nel male. Ora mi sento libera, non m’interessa se giusta o sbagliata libera perchè ho provato a sperimentare la mia verita’, colei che non puo’ risiedere altrove ma solo e soltanto dentro di me, perchè ognuno di noi ha la propria, e se scelgono di mentire be’, mentiranno a se stessi, io ho scelto la verita’, e ho capito che se desidero verita’, per prima lo devo cercare in me. Tutto è solo apparenza, e cio’ che accade è solo cio’ che è, tutto è perfetto da sempre, in perfetto ecquilibrio. Ora, lascero’ che quella forza misteriosa mi guidi, e non rinneghero’ chi so, perchè non lo so, e questo fara’ si di non cadere nella presunzione, identificandomi in qualcosa, ma lascero’ che questa Essenza nuova che tanto scalpitava per uscire, si rinnovi ogni giorno, e la lascero vivere al mio fianco, perchè so che davvero è l’unico vero amico che possa avere. Dimenticava. Ho fatto cadere tutto dentro di me, convinzioni, idee, miti, e tante falsi perbenismi religiosi pieni solo di paure. Forse per la prima volta ho davvero parlato con Dio, l’ho fatto quel giorno che mi sono messa a nudo, quel giorno che mi sono sentita Atea, ma che ha solo un grande desiderio che la rende viva l’Amore. Ora tutto si costruira’ da questo essere nessuno.
    Grazie Raffaele, grazie di cuore. Un abbraccio Silvia

  14. paola chialli ha scritto:

    Sono NESSUNO , sono presente adesso!!!!!Adesso che ti sto scrivendo…………..e francamente non so piu’ chi sono !! Ogni giorno se do ascolto alle mie emozioni ,alle percezioni senza andare nel vortice dei pensieri,vengono fuori parti di me che non avrei mai creduto di avere. Mettermi in contatto con “La SCONOSCIUTA” mi ha portato tanta piu’ spontaneita’ e naturalezza in conclusione benessere. Quello che mi sento di aggiungere è solo un affettuoso Grazie Mille Raffaele,
    grazie RIZA un saluto dalla maremma.

  15. ciao ha scritto:

    Buonasera,

  16. gianluca ha scritto:

    caro dottore,volevo ringraziarla a nome d tutti per la passione e la voglia che lei dimostra tutti i giorni nel cercare di aiutare noi,per cercare di sentirsi utile nei nostri confronti,e le sono veramente grato!!ed è propio per questo il motivo per cui la sto scrivendo in questo momento,anche io come lei vorrei sentirmi utile,vorrei aiutare le persone propio come fà lei!!.invece mi sento inutile!!io ho 22 anni,e ho passato e sto passando davvero dei brutti perodi di depressione,perkè sn figlio di genitori divorziati quindi le lascio immagginare il caos in cui sono cresciuto,e i problemi che ho avuto,con la scuola(perkè nn c andavo quasi mai)con le ragazze (perkè a 16 anni mi sn innamorato d una che purtroppo nn provava quello che provavo io,anzi amava un’altro ragazzo,e io c stò ankora male perkè la volevo veramente bene),ma il problema secondo me più grave che ho avuto,è quello d non riuscire a portare mai a termine,niente,lascio sempre tutto in sospeso,per esempio,,,(da pikkolo ero fortissimo a pallone,così mio padre spese un sakko d soldi per iscrivermi a calcio….e io ci andai pokissime volte e poi tolsi tutto di mezzo)oppure ultimamente mi iscrissi ad un corso di recitazione perchè mi accorsi che recitavo molto bene sopratutto nella mia vita…però anke qui ci andai pokissime volte e poi tolsi tutto di mezzo.in pratica caro dottore io non riesco a capire cosa mi piace veramente,non riesco a capire qual è il mio scopo e questo mi provoca forti stati d’ansia e di angoscia…come le dicevo prima io vorrei sentirmi utile come lei…invece mi sento inutile……………

  17. serena ha scritto:

    dottor Morelli lei mi deve scusare per questo mio intervento perchè non ha niente a che fare con il post “cè un lato di te che non conosci”, però questo è l unico modo che ho per poter esprimere una mia idea. .. .. .. . . .fosse pure tra qualche mese ma potrebbe parlare del rapporto che abbiamo con la morte??? io a novembre ho perso mio padre perchè ammalato di leucemia. nel giro di 6 mesi esatti mio padre non ce l ha fatta. all inizio ovviamente mi sembrava tutto perduto. non mi alzavo, non mangiavo, non uscivo, volevo abbandonare l università. e mi sono lasciata andare al dolore, perchè penso che se cè deve venire fuori. poi piano piano mi sono ripresa. e lo sogno continuamente. lo sogno o in giacca e cravatta che secondo me rappresenta proprio la morte dato che mio padre non era mai in giacca e cravatta solo ai matrimoni. oppure lo sogno senza capelli, in pigiama, da malato praticamente. e spesso mi capita di pensare nei sogni: ” ma come fa mio padre a stare qui vicino a me, in cucina, se è morto?? bhè sarà il fatto che pur essendo morto io non lo sento cosi tanto lontano”. questi sogni non mi fanno capire un tubo. e mi chiedo: ho accettato la morte di mio padre o faccio solo finta??? per questo le chiedo di creare un post parlando del rapporto che si ha con la morte. perchè sono un po confusa. grazie!

  18. Marina ha scritto:

    caro Morelli, io come Daniele e forse altri, ho accettato di non poter esprimere il mio piccolo talento per aderire a qualcosa che non mi appartiene, eppure ricordo come fosse ieri quando mi perdevo nel senza tempo nella mia pittura. Ora ho paura di scoprire che non so piu tenere in mano una matita, ho paura di verificare che ho perso quella bellezza e quella maestria.
    Continuo a fare tesoro dei suoi scritti che torno e ritorno a leggere qua…, là…, lei non scrive, lei fa danzare le parole, ed ecco che quella frase che mi aveva trovato distante ora aderisce perfettamente al mio cuore, credo sia il piccolo segno del mio cambiamento. Da un po’ qualcosa di me vuole essere a tutti costi, continua a bussare dove io sono stata sorda per molti anni ma questa specie di prigione che io stessa ho costruito per farmi amare, oggi mi danna l’anima e io ho deciso di ascoltare, per me è un dolce richiamo cui non posso sottrarmi, mi sento inquieta perchè quella cosa come una bella dea mi dice molla tutto e vieni da me, che aspetti.. coraggio

  19. Romario ha scritto:

    Lei dice che quando proviamo un sentimento ,non è rivolto alla persona che ce lo procura ,ma è qualcosa di noi che vuole emergere..A me capita soprattutto sul lavoro di provare un sentimento di odio verso qualcuno per il modo in cui si comporta e che a me non piace..Quindi l’odio cosa vuole dirmi ,di voler essere simile alla persona che me lo procura?di comportarmi come quella persona?O forse non ho capito bene il significato delle sue parole?Comunque la ringrazio infinitamente per i preziosi consigli che ci elargisce,buonaserata.

  20. MARIA SOLE ha scritto:

    aspetto con attesa i suoi blog che mi sono di tanto aiuto… grazie

  21. sononessuno ha scritto:

    grazie infinite,ascoltarla,seguire le vibrazioni della sua voce,entrare nell’infinito affidandosi alle proprie paure mi fa sentire la percezione che tutto è possibile…grazie dei suoi preziosi suggerimenti… nessuno

  22. ileana ornella ha scritto:

    Preg.mo Dottore,
    ho pensato molto prima di scrivere quanto segue, non vorrei fosse scambiato il mio dire come una polemica, ma avrei bisogno di capire il suo punto di vista.
    Nei suoi libri, spesso cita la meraviglia di fidarsi della vita, di affidarsi all’ignoto che non ci tradirà mai.
    Lavoro in ambienti dove il disagio umano si tocca a piene mani, dove la sofferenza è all’ordine del giorno, dove la vita, ha fatto nascere persone che hanno pagato e pagano la sfortuna di essere nati in certi contesti.
    Quel seme meraviglioso che ci ha creati, e che non dovrebbe mai tradirci, ha tradito eccome.
    E’ vero, il mare si può attraversare su un supercabinato di lusso o su una zattera, ma non crede che questo sia il primo tradimento? Perchè non abbiamo tutti le stesse opportunità, specialmente quando queste non dipendono da noi?
    Grazie ileana ornella

  23. sephine ha scritto:

    Dott.MORELLI ! Buon lavoro!

  24. Marina ha scritto:

    Per me è difficile percepire esattamente chi sono spesso sono ambigua sono docile e poi incazzata e tutti e due i modi mi fanno sentire che ci sono ma nello stesso tempo sono confusa ! Questo è il mio lato oscuro

  25. Daniele ha scritto:

    Dottore, sono un ragazzo di 32 anni e da poco ho interrotto una relazione con una ragazza perchè in un mese abbiamo litigato 3 volte per la mia invidia. Lei è laureata, conosce le lingue, ha girato il mondo e la vedo più sveglia di me.
    Perchè provo invidia verso tutti quelli a cui mi avvicino coi sentimenti e che percorso si può fare per non esserne sopraffatto? Grazie

  26. Luke ha scritto:

    io invidio chi è simpatico e spontaneo, lo sono stato anche io. Poi non so per quale serie di eventi, ho perso molta spontaneità. Prima approcciavo le persone che non conoscevo, ora ho spesso paura a farlo. E quando provo a farlo sembro a disagio e lo sono. Per quello invidio chi invece è sempre allegro, o almeno fa l’allegro con tutti, chi riesce tranquillamente a parlare con gli sconosciuti e a piacergli anche. Ma come faccio a tornare indietro, ora che lo so?

  27. Blue ha scritto:

    da poco tempo è ricomparsa nella mia vita una vecchia conoscenza. realizzata sia dal punto di vista familiare che professionale. inutile descrivere l’invidia che ho provato tanto più che abbiamo intrapreso strade molto vicine dal punto di vista professionale, se così si può dire, visto che io sono ancora in fase di “formazione”, mentre lei ha ricevuto già dei riconoscimenti. oltretutto si trova a lavorare in una città che ho sempre sognato. lei dice che quando si prova invidia è perché si vedono nell’altro cose che noi possediamo ma non abbiamo ancora tirato fuori. ma in un altro post dice che quando una persona intraprende un cammino universitario che tira troppo per le lunghe è probabile che abbia sbagliato strada. premetto che tra noi c’è sempre stata una sorta di competizione a livello scolastico. evito di incontrare alcune persone, soprattutto conoscenze comuni, per non sentirmi chiedere “allora che fai nella vita?”. già che faccio? mi chiedo cosa invidio, se il lavoro che fa, l’ambiente in cui lavora o il fatto di viaggiare. è che per ogni cosa esiste un limite di tempo e io il limite per alcuni dei traguardi che lei ha raggiunto credo di averlo superato.

  28. denise ha scritto:

    beh io al massimo mi domando perchè nn lo sono..insomma ho capito che deriva tutto da noi stessi…io nn sn gelosa se nn il minimo e se mi vedo gelosa capisco che può essere dovuta ad un insicurezza mia qlcs che nn ho espresso…a dir la verità sono anche poco invidiosa…cioè nn sn invidiosa delle cose materiali ma di cosa una persona riesce a fare.ultimamente mi sono ritrovata un pò invidiosa di chi gira il mondo da solo e senza problemi io nn ce la farei mai…da sola poi…ma mi accetto per come sono…a ognuno il suo pregio…

  29. denise ha scritto:

    blue mi sento innanzitutto di dirti che come sai che lei è realizzata?a vederla da fuoir? chi ti dice che tutto è perfetto nella sua vita?te sai i tuoi sforzi che fai per arrivare ma mi domando lo vuoi davvero o è per gli altri che lo fai?magari invidi in lei nn il lavoro ma il fatto che le piaccia ciò che fa…ci hai mai pensato?

  30. ginevra ha scritto:

    grazie…non trovo le parole per ringraziarla….vorrei avere la possibilità di incontrarla per dirle mille volte grazie….

  31. paola ha scritto:

    Caro dottor Morelli, la ringrazio per quello che dice sull’invidia perchè è un sentimento che mi fa star male, ma non posso negare.
    Spesso mi sento inadeguata, comunque trovo sempre qualcuno che ci riesce a farmi sentire così.
    Quando invidio io cerco di riconoscere la mia diversità e di accoglierla.
    Ma è un lavoro di testa, non nasce dalle emozioni.
    Grazie.

  32. LELE ha scritto:

    Buonasera dottore!
    Da poco ho scoperto il suo Blog e devo dire che i suoi post mi stanno aiutando a fare luce sul disagio che provo in questo periodo di feste.
    E’ da alcuni anni che sto seguendo un mio percorso di crescita personale: ho lasciato il mio vecchio lavoro che non amavo, per seguire la mia più grande passione: lavorare come illustratore.Putroppo l’attuale situazione economia non è l’ideale per poter affermarmi col mio nuovo lavoro, e sopratutto il mancato sostegno dei miei familiari che mi manca..Sentirmi dire che sto inseguendo chimere, che non riuscirò mai a farcel, che devo pensare al mio futuro mi fa molto male.
    I miei genitori sono i classici genitori iperprotettivi e insicuri,e ciò ha fatto sì che tuttora io viva alle soglie dei 34 anni in casa da loro.
    Il mio più grande disagio è quello di vivere nell’insicurezza, non ho mai avuto incoraggiamenti da parte loro, che mi ha fatto chiudere in me stesso arrivando a vergognarmi dei miei sentimenti, come l’amore (ricordo dopo una lunga analisi) quando ero piccolo, le parole scherzose di mio padre su una ragazzina per chi avevo una cotta.
    Questo modo di fare di mio padre mi imbarazzò moltissimo e provai vergogna..
    Sì io provo vergogna ad esprimere i miei sentimenti..
    Non sono un brutto ragazzo, anzi, nella mia vita ho conosciuto molte ragazze innamorate di me, ma questa mia vergogna mi ha impedito di conquistarle.
    Non ho mai avuto la ragazza per questo..
    Essere single sotto le feste è pesante da sopportare..mi sento depresso ora..
    Una parte di me vorrebbe cambiare le cose (la parte rabbiosa di me)ma il dolore del rifiuto della vergogna mi blocca, sento come un blocco alla gola e nel petto quando non riesco ad esprimere i miei sentimenti.
    Anche sul lavoro ho perso delle occasioni interessanti, per paura di non farcela di non essere all’altezza…
    Questa è la mia storia..
    se potesse esprimere un suo parere la ringrazierei molto
    Saluti
    Lele

  33. Sabrina ha scritto:

    CARO DOTT. MORELLI
    …IL DISAGIO DI CHI E’ INVIDIATO INVECE COME LO SPIEGA?!!!!

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