I genitori della nostra epoca sono i migliori genitori della storia. Nessuno si è mai preoccupato così tanto dei figli come le mamme e i papà della generazione attuale. I padri del passato stavano lontani dai loro figli e, nonostante ciò, i piccoli crescevano benissimo. Ecco perché colpevolizzarsi per essere stati dei padri assenti non serve. Così come non servono i sensi di colpa: i padri assenti sono padri come tutti gli altri e devono rispettare il loro ruolo, senza paure e senza esitazioni. Soprattutto quando i figli manifestano comportamenti ostili o violenti nei loro confronti.
A volte i nostri piccoli ci aggrediscono perché vogliono che noi dimostriamo la nostra forza. Vogliono che qualcuno fermi una violenza che hanno dentro e che, lasciata libera, farebbe del male a loro e agli altri.
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Sono pienamente d’accordo, io ho 4 bimbi dai 12 ai 6 anni e mezzo e mi rendo conto, soprattutto con la maggiore che hano la necessità di creare queste “violenze” perchè è una loro crescita e un capire qual’è il loro posto. Dico cmq che non è facile, spesso mi faccio prendere dallo sconforto ma poi mi apro il sito Riza e quasi tutto diventa più semplice. Grazie
grazie per i suoi consigli, penso proprio che sia così. ma quando i figli sono più grandi ..che fare: ho un figlio che si è appena lasciato con la fidanzata ma si è volutamente allontanare anche da me ed è andato dal padre (siamo separati) ho accettato questa sua scelta ma è come avessi ricevuto uno schiaffo morale. nostro figlio ha 21 anni nn è più un bambino ma nn aveva un buon rapporto col padre da dove deriva questo bisogno?? anche perchè per lavoro ha contatti quotidiani col padre, perchè fare la valigia e andarsene…mi chiedo come devo reagire io mica la nostra casa è un albergo?? …si ripete nel tempo lo stesso gesto fatto prima dal padre…se avesse scelto di andarsene da solo in un’altra casa l’avrei accettato ben volentieri ma così nn lo capisco
Buonasera Prof. Morelli,
credo che i figli di altri tempi, con i padri assenti, crescessero benissimo perché vivevano una società diversa. Mi spiego meglio, avevano in casa (spesso non sempre) una madre e dei nonni. Infatti, molte mamme di allora erano casalinghe e quelle lavoratrici potevano contare su altri familiari o sul “vicinato”. Per vicinato intendo altre donne che davano uno sguardo non solo ai propri figli ma anche a quelli degli altri senza rischiare di essere prese a brutte parole, cosa che ora è la norma, guai a rimproverare un figlio non tuo, i genitori attuali sono molto suscettibili e non accettano “interferenze” . Credo che siano proprio i sensi di colpa a renderli possessivi nei confronti dei loro figli, oserei dire in modo “patologico”. Non sono una psicologa, faccio un altro mestiere e quindi esprimo solo un modesto parere. Sensi di colpa che scaturiscono dal fatto che oggi si lavora in due in famiglia e si è costretti a lasciare i propri figli presso strutture scolastiche o ricreative per molte ore della giornata, perché siamo sempre di corsa, stressati e spesso poco attenti, o per meglio dire, senza energie per rispondere alle esigenze dei nostri piccoli, perché la società non aiuta affatto nello svolgimento del compito del genitore. Discoteche che aprono alle 1.00 del mattino, divieto di somministrare alcol ai minorenni ma al bar non viene chiesta la carta di’identità e assistiamo quotidianamente a pubblicità sfrenate nei confronti di questo o quello. Sensi di colpa perché oggi sono aumentati i figli di separati, costretti a vivere situazione angoscianti perché i genitori continuano nella loro guerra personale anche dopo la separazione o il divorzio facendosi scudo dei figli. Perché i nostri figli devono trovare una nuova dimensione nell’ambito della famiglia quando arrivano i nuovi partner, la scuola non ha più il significato che aveva una volta, i docenti sono precari, lo stato non supporta economicamente le tante materie che oggi sembra essere diventato indispensabile erogare fin dalla prima elementare, perché se vengono puniti a scuola oggi si fa il processo all’insegnante senza prendere le dovute informazioni, perché ai nostri figli viene richiesto di fare sport già a tre anni e non solo, devono imparare uno strumento musicale anche se al bambino o bambina non interessa affatto. Ritengo che spesso si richieda ai nostri figli di fare quello che noi genitori non abbiamo fatto per motivi diversi o di riuscire nei settori dove abbiamo fallito. Potrei continuare nell’elenco ma siamo tutti consapevoli che sarebbe particolarmente lungo. I genitori devono fare i genitori e non gli amici, ammettere le proprie debolezze e mancanze, ma essere presenti, ciò non significa necessariamente presenza fisica ma interessamento e rispetto delle nuove esigenze e/o tendenze dettate dalla società attuale. In ogni caso, la mia esperienza come madre lavoratrice, quindi non sempre a disposizione, e di donna separata è quella riuscire a trovare sempre del tempo per propri figli, di parlare con loro, di non coinvolgerli in cose che non li riguardano o peggio che gli facciano perdere la loro identità. Accompagnarli in discoteca e andarli a riprendere, anche se sono le tre del mattino e non di fargli prendere un taxi, come oggi spesso si usa fare per continuare a dormire. Nei momenti di attesa fuori della discoteca si colgono molti aspetti, semplicemente osservando i loro comportamenti, utili ad approcciare discorsi di varia natura. Una cosa ho imparato con un figlio maschio in piena adolescenza che comunque è sempre utile affrontare le situazioni anche quelle che fanno male, le cose non accadono solo ai figli degli altri, ma anche ai propri, i figli di oggi hanno bisogno di genitori non solo preoccupati ma anche di genitori in grado di dare punizioni quando si commettono errori che richiedono punizioni. La non punizione spesso viene presa come un totale disinteresse. Una cosa è certa in questa società non è affatto facile fare il genitore, preferisco ancora oggi il ruolo di figlia. Buona serata a tutti.
Caro Dott. Morelli,
grazie infinite per questo articolo. Ci sono dei libri sull’educazione, oltre alla sua rivista, che puó consigliare?
Ho una bimba di 2 anni e 4 mesi e avrei alcune domande:
cosa ne pensa del principio dell’esempio: io genitore non ti picchio perché picchiare é sbagliato, quindi non farlo anche tu; giustamente non si puó ragionare con il figlio nel momento di rabbia, ma lo si puó prendere e condurre in un altro luogo della stanza e invitarlo a riflettere sull’accaduto.
Mia figlia mostra i primi attacchi di rabbia. Come comportarsi? Molti genitori “naturalmente” cedono di fronte a questi atteggiamenti e consentono al figlio ció che chiede. Lei cosa dice a riguardo?
A presto
Elisa
Condivido in larga misura ciò che ha scritto Anna. I figli, come tutti, sono condizionati e condizionabili non solo dall’ambiente familiare ma anche dal resto della società nella quale vivono. E’ vero che fondamentalmente l’uomo di oggi non è molto diverso dai suoi progenitori di migliaia di anni fa..però è altrettanto vero che c’è stata ed è in atto un’ evoluzione culturale che influisce sui comportamenti umani. Ed è verissimo che oggi le famiglie ( e quindi genitori e figli) sono diverse rispetto solamente a quelle di due generazioni fa: oggi la famiglia vive sempre più in contesti che tendono all’isolamento. Raramente nonni , zii, cugini ecc..vivono la crescita dei nipoti insieme o vicini ai genitori. Ogni nucleo familiare è a sé stante. E nell’isolamento cresce la diffidenza verso l’altro. I genitori si sentono più fragili e indecisi senza modelli di riferimento e senza appoggi, a maggior ragione se entrambi lavorano oppure c’è un solo genitore. Una volta i padri potevano essere assenti perché c’erano tutta una serie di altre figure maschili presenti : nonni , zii, fratelli maggiori ecc… Ma adesso, quando spesso nelle famiglie di figli ce n’è uno solamente, se il padre è assente questo figlio/a rischia di crescere in un gineceo ( a casa come nella scuola dove quasi tutti i docenti sono donne……). Poi c’è da aggiungere che qui da noi, in Italia, si sente ripetere a tutti i livelli che per qualunque necessità ( educativa, pratica, economica, di sostegno e assistenza ai malati e agli anziani ecc..) il fulcro centrale è la famiglia. Ciò che è posto a carico della famiglia non grava più sulla società. Questa povera famiglia che deve farsi carico per un tempo indeterminato di tutto quanto : genitori e figli. Questa famiglia tanto importante, tanto determinante e tanto colpevole se carente, che in tempi di elezioni tutti promettono di aiutare, tuttavia, tanto abbandonata a sé stessa.
Leggo sempre con interesse i suoi post Dottor Morelli e i commenti . A proposito dei genitori, io non ho figli, ma nipoti che vedo poche volte.
Sono piccoli di 6, 3 e 2 anni I loro genitori fanno a gara per mostrare che i loro figli sono i più bravi, più belli, più intelligenti Raccontano che alle riunioni di classe vedono bambini imbranati Rimango di stucco! Ho provato con estrema delicatezza a far notare che se continuano a crescerli in questo modo di assoluta perfezione e mancanza di rispetto verso gli altri, cosa sarà nella loro vita quando falliranno e dovranno relazionarsi con chi è diverso da loro. Le sconfitte bisogna imparare a farle diventare delle opportunità I genitori rispondono, fatidica frase, cosa ne vuoi sapere tu che non hai figli
E’ vero, ma sono stata e sono figlia, e se li avessi mi comporterei come ho descritto. L’ultima volta che ho visto i nipoti è stato a Natale.
Noi adulti eravamo a tavola, alla fine del pranzo, i bambini saltellavano, gridavano e si rincorrevano A un certo punto silenzio assoluto. Vengono chiamati per nome, e arrivano con i miei regali in mano, e li stavano scartando Quindi erano andati nella stanza dove c’erano le borse con i regali, e si sono permessi di prenderli senza chiedere Allora io li ho presi per mano, i bambini con i regali e glieli ho fatti riporre spiegandogli con voce ferma, che non si guarda nelle borse degli altri, si deve chiedere, io non mi sono mai permessa di guardare nelle loro cose, nei loro giochi La reazione a quello che dicevo è stata che uno dava la colpa all’altro, è stato lui, no è stata lei, mentre li riprendevo sono scappati in sala in braccio dai genitori, e ridevano con loro di me, o ripetuto le mie motivazioni ai genitori, quelle che avevo detto ai bambini e loro mi hanno guardato con sdegno, come dire ma come ti permetti
Ora mi dica Dott Morelli, cosa è giusto fare in questi casi, possibile che quando si tratta di sottolineare l’educazione e il rispetto, la prima cosa che dicono, ma tu figli non ne hai….Come cambiano le donne quando diventano mamme, alcune in meglio altre in peggio Quando ero piccola, sia mia nonna, che mia mamma mi raccontavano dei rapporti con le altre donne, avevano poche amiche, come sorelle erano rapporti autentici Ogni tanto c’era qualche litigio, ma siccome non mancava il rispetto e il vero bene, dopo la sfuriata erano amiche più di prima
Oggi è così ?
Be, sono sempre più perplessa su come vanno le cose oggi.
Sono una madre di 65 anni, un figlio di 34 Tutt’altro che facile, che vive dall’altra parte della terra.Ho alle spalle un vissuto di enorme disagio tra mio figlio e suo padre,ho cercato di sopperire a l’enorme mancanza della figura paterna, dando a mio figlio l’esempio del rispetto verso se stesso e gli altri, lottando contro una società già in declino,che voleva bimbi bravi e genitori……..permissivi, e posso dire in tutta franchezza, che mi ritrovavo spesso da sola ai colloqui con gli insegnanti,( ho sempre lavorato ),che ho sempre cercato di essere obbiettiva nel dichiarare se era mio figlio ad essere in errore o se erano gli altri che non lo capivano. Diciamo una cosa, avere un figlio significa prendersi una responsabilità enorme sulle spalle,e visto che noi abbiamo creato la società attuale,è ancora nostro il compito di cercare di EDUCARE, e capire,ma soprattutto CORREGGERE gli errori.Se non lo facciamo noi, come si può pensare che lo facciano altri?Perchè oggi è diventato così importante il dare un telefonino o altro, a bambini in età scolare perchè così fanno le foto ai compagni…. mentre si trascura di spiegare che esistono altri bimbi come loro a cui manca un tozzo di pane con cui sfamarsi?Perchè non instillare in loro il desiderio della SOLIDARIETA’ invece del MOSTRARE quel che si ha ?Perchè, non insegnargli a comprendere ciò che si è?
Avrei ancora molto da dire caro Dottore, ma è meglio che mi fermi quì!
Un caro saluto Luisa Fortini
Mi riallaccio all’intervento di Luisa senza alcun accenno polemico ma solo per scambio d’idee. Non condivido quando scrivi che “noi si sia creata la società attuale” e che quindi, quasi si trattasse di una conseguenza naturale, sempre a noi tocchi il compito di educare e correggere. Intanto non è vero che noi come singoli abbiamo la capacità di “creare” un’intera società. Ci troviamo a vivere in un determinato contesto che è la conseguenza di un certo processo storico, sociale e politico che appartiene a quella realtà in quel momento e non ad altre. Noi come singoli rispetto ad una certa realtà sociale, ad un certo contesto cosa siamo chiamati a fare, cosa possiamo fare ? Dipende da come ci poniamo prima di tutto rispetto alla nostra vita. Questo per me è un punto centrale. Se noi stessi per primi da un lato ci lamentiamo, critichiamo ma dall’altro però di fatto siamo passivi per ciò che ci riguarda e non cambiamo nulla ecco che, di colpo, ciò che vorremmo trasmettere ( se diverso da ciò che viene praticato/predicato dagli altri) si svuota di significato. Forse non è possibile “instillare “ la solidarietà: la si può solo praticare. Anche la solidarietà può essere di facciata, retorica, come tutto il resto. Si fa un gran parlare di educare i bambini & i giovani ecc… certo, ma educarli a cosa? Alle “buone “ maniere? Al rispetto formale e non sostanziale dell’altro ? Al rispetto delle regole, ma solo in apparenza? Ad essere più furbi ? O piuttosto a sviluppare un proprio senso critico? A mettere in discussione ciò che viene detto/scritto e a mettersi in discussione e ad essere pronti anche a cambiare? Ad un certo punto scrivi: “perché oggi è diventato così importante il dare un telefonino o altro, a bambini in età scolare…?” Dare ad un bambino di 6 anni un telefonino che poi viene utilizzato per fare delle foto è la dimostrazione di quanto quei genitori siano superficiali, non di quanto siano diseducati quei bambini . L’uso che viene fatto di un oggetto, che è sproporzionato rispetto all’età della persona cui viene consegnato, prescinde dallo scopo principale per cui quell’oggetto è stato prodotto e dovrebbe essere utilizzato. Purtroppo la stupidità degli adulti produce danni incalcolabili al genere umano, non solo ai bambini. E la stupidità è trasversale. Direi che ci appartiene geneticamente. Possiamo solo tentare di ridurne la quantità, ma non eliminarla del tutto.
Gentile Dottor Morelli,rispondo a Nicoletta, sempre senza voler polemizzare.
Forse non mi sono espressa chiaramente quando dico che noi genitori abbiamo un compito delicato e difficile. Noi siamo responsabili dell’educazione ( non formale )dei nostri figli,e sempre noi possiamo cercare di instillare nel loro cuore la comprensione che non tutti hanno, e che la solidarietà non deve essere un modo per mostrare quanto si è bravi o buoni, ma un modo semplice per spiegare che è necessario nel proprio piccolo, contribuire ad aiutare chi vive in povertà .Certamente, non è colpa dei bambini se si comportano scorrettamente,ed è proprio in questi casi che è necessario comprendere e FAR comprendere loro,cosa significhi essere educati.Ed è per questo che dico quanto lavoro ci sia da fare, lavoro attivo,quotidiano, per essere in prima persona ciò che vorremmo vedere negli altri.Forse così, potremmo contribuire a migliorare la società di oggi e di domani.
Un grande uomo disse:” Sii tu, il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” Nel mio piccolo,cerco di mettere in pratica le sue parole.
Mi ha fatto piacere questo scambio Nicoletta.Grazie
Luisa
Salve a tutti! Ho 2 bambine di 6 e 4 anni.Capita spesso che mi sento posessiva e esagerata ma non riesco farne a meno…Suppongo che il mio comportamento deriva dal fatto che sono cresciuta lontana da mio padre che ci ha lasciati quando avevo 3 anni,e con la mamma assente per lavoro.,,Sbarchati” di qua e di la io e il mio fratello piu piccolo ci sentivamo sempre soli…Io per forza maggiore li facevo da ,,mammina” essendo pur sempre una bambina…Non trovo per niente giusto responsabilizare precocemente i bambini, e delegarli i nostri compiti ,mi sento come se qualcuno mi rubasse la mia infanzia!Per questo motivo voglio garantire alle mie bambine il meglio ,anche se a volte mi sento soffocante…Difficile trovare la via di mezzo….Saluti a Dr.Morelli che ci da sempre le migliori ,,dritte”:)
Gentile prof. morelli.
Il disagio che ci vediamo ad affrontare io e mio marito è con un figlio adolescente di quasi 17 anni con tutti i sintomi negativi e le angosce tipiche del periodo. Forse per questo ultimamente si ê affacciata una certa stanchezza coniugale e l’ambiente è spesso teso e poco sereno rafforzato forse anche dall’impossibilità di riuscire a fare cose insieme. Fin che era piccolo riuscivamo oltre ad avere bei momenti con lui anche a ritagliarci momenti per noi come brevi gite di qualche giorno lasciando il bimbo dai nonni o perchè assente in colonia o con la scuola. Ultimamente dai nonni non va più e con noi non vuol venire e se viene ci rende la vacanza un inferno. Abbiamo provato a lasciarlo solo un week end ma non si ê comportato come speravamo e non ci fidiamo più. Abituati comunque ad avere anche degli interessi indipendenti l’uno dall’altra, tra noi (mio marito e me) ultimamente sembra non si riesca più ad avere il piacre di condividere qualcosa se non i problemi relativi al figlio, alle angosce e preoccupazioni che il figlio ci da’. Aggiungo che anche da piccolo è stato un bimbo impegnativo e il dubbio che mi sorge ora è se non ci siamo creati un capro espiatorio per rimanere uniti e non vedere altro o è semplicemene un effetto passeggero dell’adolescenza.
Un caro saluto
“Prima vieni tu,poi la tua partner…” Dottor Morelli,vale anche tradotto al maschile?
non ho trovato risposta x quanto riguarda i figli adulti. nel mio caso i miei figli, mio avviso hanno avuto un padre presente fisicamente ma quando si presentava un problema tipo il figlio nn entrava a scuola lui nn stava mai a chiedere dove fosse stato x quale motivo nn ci avvertiva e altro ero io a riprenderlo in ogni suo comportamento errato e quando questo succedeva anche se con urla e rimproveri il padre nn ha mai appoggiato il mio rimprovero facendomi passare x quella che esagera
ho fallito anche con l’educazione x quanto riquarda la figlia xche ho voluto darle tutti gli spazi possibili sia con lo studio che con le attivita’ affinche realizzasse al massimo la sua vita devo dire che con lo studio e’ stata molto + interessata del fratello. ma oggi pensa che io madre sono solo quelle che pulisce casa. dott. morelli magari da quanto ho scritto nn e’ charo il quadro della mia famiglia ma un suo parere e’ gradito grazie
Buonasera Morelli, oggi sono stata dalla psicologa, per capire come affrontare lo stress, ovvero i miei problemi risalgono dopo la morte di mio padre….ora nel lavoro nei momenti di forte stress, ho la sensazione si stanchezza della giornata, ma a questa si associa un’altro tipo di sensazione che vorrei lavorandoci diventasse solo un ricordo, la sensazione di quando vedevo mio padre a casa che stava per morire….(tumore alle corde vocali prima) ed è una sensazione ancora viva soprattutto in quei momenti…che vivo ora dopo 8 anni dalla scomparsa , ora ne ho 26…..ho un ragazzo e il mio lavoro mi piace, ho fatto un esperienza all’estero….ho delle paure come tutti i giovani , sono una persona delle volte a tratti timida ma cerco di impegnarmi grazie ai mezzi che ci sono …..e ora quella sensazione che si associa a quella che posso avere di stanchezza del presente, vorrei che quella rimanga solo un ricordo, e non voglio più piangere,….o crisi di scock emotivi,..amplificando la cosa…..grazie per l’ascolto….Ma è vero che i figli pagano gli errori dei genitori? p.s . siamo onesti se si è stanchi ci si fa una bella dormita, ma se non si dorme per via di altri pensieri comparsi improvvisamente e negativi che si fa?
io credo che se i figli aggrediscono i genitori è perchè devono dimostrare per prima cosa a loro stessi di essere veramente indegni di quei genitori, quando ovviamente indegni non sono … agiscono così solo per allontanarsi dal genitore che amano in modo anomalo e morboso e la cui figura idealizzata da loro li sta facendo soccombere. spesso ho visto questo anche nei genitori anziani verso i figli già grandi… incredibile . saluto caramente raffaele.
dottor morelli sono mamma di un ragazzo di 16 anni non lo riconosco allegrone compagnone sempre sorridente in compagnia a casa anarchia totale!!!!! fai una domanda risposra a monosillabi sa dottore la nostra vita famigliare è stata segnata da grandi dolori ho perso mamma e papa in pochissimo tempo e come se non bastasse mio marito è stato salvato in extremis forse ho sbagliato ma dove ho sbagliato dottore ci odia!!! dottore esiste un modo per uscire da questa situazione.grazie !!!
Gent.mo Dott. Morelli,
riconosco in quello che scrive Alice nel suo post del29 marzo la situazione che la mia famiglia vive da ormai due anni.
Io e mia moglie siamo ormai allo sbando e non sappiamo più come comportarci con nostro figlio, quasi 16enne.
Nei brevi momenti in cui la famiglia si riunisce, praticamente solo a cena, mio figlio è assente, cellulare alla mano ad inviare e ricevere sms, oppure steso sul divano a guardare la tv. Non gli si può rivolgere la parola.
Solo con me parla un po’ ma solo della sua attività al pc e in internet dove trascorre buona parte del suo tempo.
L’anno scorso ha fatto moltissime assenze a scuola e ha recuperato nell’ultimo mese (maggio) per essere poi promosso con la media del 7.
Adesso, inizio anno scolastico, ha già collezionato 5 giorni di assenza adducendo motivi legati all’insonnia e, in altri casi, a malori di varia natura.
L’anno scorso abbiamo provato anche la terapia psicologica, con risultati nefasti.
Ormai in casa regna un’atmosfera pesantissima; io e mia moglie siamo sempre tesi e spesso litighiamo soprattutto per futili motivi.
Sento che la mia famiglia si sta sgretolando …
Grazie per la Sua attenzione
Gentile Prof. Morelli
in casa mia il quotidiano è diventato impossibile non appena mia figlia è in casa è scontro . Lei si mette alla pari con gli adulti con linguaggio , atteggiamento e modo di fare non capendo che tutto ciò che gli adulti fanno , e sono ,è dato dalla propria esperienza di vita dopo aver fatto un percorso e che dagli errori ne hanno tratto insegnamento che vorremmo trasferire ai figli.
Mia figlia , 17 anni , ha lasciato la scuola da 1 anno perchè diceva non fosse quella adatta a lei ( ha ripetuto 3 anni la prima in diversi indirizzi ) e che oltretutto era stata decisa da noi genitori.
Dice che non trova lavoro perchè non ha ancora l’età per essere assunta e questo puo anche essere vero visto quello che c’è in giro oggi ma se gli si chiede di dare una mano in casa è la fine .
Si alza la mattina tra le 09,30 e le 10,30 dopo essere stata chiamata una infinità di volte , abbiamo provato con la dolcezza , con la durezza , con la tranquillità insomma in ogni modo ma niente.
La sua giornata è costellata di una infinità di attività che non danno nessun frutto e non portano a nessuno sbocco .
Telefono in una mano , mp3 nell’altra e aria da sufficienza perenne con la sbuffata tipica , se non urla o voce grossa , quando gli si chiede di fare qualsiasi cosa che riguardi casa o le sue cose , non c’è differenza .
L’importante per lei è riuscire a raggiungere i suoi obiettivi calpestando tutti e tutto ciò che la circonda , l’importante è raggiungere l’obiettivo e non come lo si è raggiunto.
Io e mia moglie abbiamo cercato di trasferire la nostra passione nei confronti della vita , la qualità in tutto cio che facciamo ed in particolare il rispetto del prossimo ma credo sia caduto nel vuoto.
Credo che ” L’ARIA PESANTISSIMA ” di Marcello sia entrata a casa mia e che sis sia profondamente infiltrata in ogni angolo , ogni giorno spero che non sia come il precedente ma purtroppo mi scontro con la dura realtà .
Non so più cosa fare !!!!
Mi scusi per lo sfogo non ho più idee e forze.
Molte grazie per il tempo dedicatoci.
Caro Prof.Morelli
causa una lunga dipendenza da sostanze stupefacenti ho causato seri problemi alla famiglia liti violente urla e offese erano all’ordine del giorno ho faticato e fatico tantissimo a liberarmi da quella visione di mondo opprimente e nero che si era creato intorno a me a causa dei miei pensieri e dei miei comportamenti il passato continua a ossessionarmi e a sovraccaricarmi di colpa e vergogna ormai è trascorso un pò di tempo come posso fare a sentirmi ripulita e non identificarmi con quella me che ha fatto del male alle persone che amo e che si vergogna di quella che è?crearmi una nuova identità penso che non servirebbe a niente se non a ripercorrere sempre gli stessi schemi del passato per così dire di “omologazione”alla moda, all’ambiente, al “branco”, al “è così che si deve fare”, “è così che sono”, “così fanno tutti” non so se mi sono spiegata…. una cosa particolarmente difficile è uscire dal pensiero paranoide essendo un disturbo che noto ovunque e mi sembra altamente contagioso sono confusa a riguardo le volevo chiedere cosa ne pensa lei? grazie per un eventuale risposa e grazie per tutto il materiale che mette a disposizione un caro saluto Rose
Salve sono mamma di 5 figli sto avendo problemi con mia figlia di 23 anni che ormai da 7 anni è fidanzata, lavora vive con noi fa quel che vuole e non vuole sposarsi. Io gli ho detto di andare a convivere tanto ormai fa tutto quel che vuole parte con lui, viaggia fa l’Amore e a casa con noi c’è sempre litigio perchè a me questo comportamento non mi va e l avoglio buttar fuori casa dicendogli che ormai lei ha scelto la sua vita e a casa mi anon può far più quello che gli pare anche perchè io sto crescendo ancora due minori e vedono noi discutere. Come mi devcomportare? E” giusto quando la spingo a trovare la sua strada insieme a lui tanto lavorano, non hanno mica problemi lui ha 30 anni fra l’altro e gli piace fare questa vita sfruttando i genitori, perchè a casa mia io le cucino, stiro, preparo da mangia ecc. Lei fa solo Hotel, lavora, viene a casa mangia prende borsa e va a danza. Stopè, torna mangia e lascia piatto nell’acquaio. Sempre così. Rispondetemi. Mamma disperata.
Salve prof. Morelli,
siamo dei genitori in crisi, da qualche tempo nostra figlia tredicenne ci stà facendo impazzire: va malissimo a scuola (sei insufficienze!!!), risponde e cerca sempre il litigio, ci aggredisce verbalmente parla in modo volgare e dice parolacce,… riesce a provocarci portando i litigi sempre all’estremo e ci sfida con odio… non riusciamo a tenere con lei un discorso fino in fondo… se la mettiamo in punizione esempio no internet o cellulare… dice che non gli importa. Stiamo inquesto labirinto e non riusciamo a capire come comportarci… certe volte pensiamo che ci vorrebbe un istituto, ma non sappiamo se risolviamo il problema o verra’ peggiorato. A volte pensiamo che forse dovremmo fargli fare quello che vuole uscire con le amiche e passare ore al telefono e in internet,… e non dare peso al suo modo di comportarsi, ma poi ci rendiamo conto che noi vogliamo una figlia che studi e si comporti a modo. Dove abbiamo sbagliato? Perché é evidente che da qualche parte abbiamo sbagliato.
La cosa che più ci fa male e la rabbia che esprime verbalmente: ci ha anche detto che noi l’abbiamo messa al mondo e fino a 18 anni dobbiamo camparla, e’ un suo diritto avere liberta’ e per quanto riguarda la scuola, non le piace e perché x diventare makeup artist non le sevirà.
Potremmo aggiungere moltissimi episodi,….
Esiste un modo per uscire da questa situazione.Ci aiuti.
Genitori disperati.
io ho un bambino di 4 anni.
Mi sento responsabile della sua aggressività della sua ineducazione.
Il problema è scatenato 2 anni fa a causa di un lutto subito, da quel momento io mi sono trasformata in una donna-mamma chiusa, aggressiva, poco presente per la mia famiglia e questo ha provocato in mio figlio gli stessi effetti!
Era un bambino dolce (lo è tutt’ora ma nasconde la sua dolcezza), sensibile, oggi purtroppo non più.
Sto avendo seri problemi anche a scuola, è aggressivo con i compagni, esibizionista e le maestre non fanno che lamentarsi dei suoi comportamenti al punto che il mese scorso ho cambiato istituto iscrivendolo in uno gestito da suore. Morale della favola è da piu di una settimana che sta somatizzando questo cambio con mal di pancia ed è da un settimana che non va a scuola!!
Non so come fare, non mi sento capace di “recuparmi e recuperare” mio figlio, ho paura che non sia possibile!!
Oggi più che mai mi rendo conto quanto sia difficile essere genitore…
Dona
Buongiorno dott. Morelli, abbiamo un grosso problema con la nostra prima figlia ormai diciannovenne (abiamo 2 figlie -19 e 17 anni). Quando ci imponiamo per farle fare un minimo in casa per la normale convivenza urla e alza la voce più di noi, inizia ad insultarmi, mi dice che sono una cattiva madre, che non valgo niente che le faccio pena e intanto non fa niente. Premetto di non sentirmi assolutamente così, queste frasi mi fanno malissimo ma so che non è quello che pensa realmente, è molto brava a scuola ma non per l’impegno bensì per una sua secondo noi, innata “intelligenza”. E’ sempre stata una persona molto sveglia sin da piccolina, si è sempre opposta a molte cose.
Purtroppo 3 anni fa è successo che proprio lei ha scoperto il tradimento del padre nei miei confronti, le lascio immaginare cosa è successo, fra l’altro ha somatizzato e si è ammalata, naturalmente ne stiamo soffrendo ancora, anche la nostra seconda figlia. Io ho deciso di continuare a vivere con mio marito e il padre delle mie figlie, lo amiamo e si tratta della nostra famiglia e lui ama noi….. Questo è un veloce riassunto di noi, vorrei sapere se la posso incontrare per vedere di trovare una soluzione