Un esercizio per gli attacchi di panico

Il panico è un’energia che viene dalla nostra interiorità per spazzare via tutti i nostri ragionamenti. Quindi non dobbiamo lottare contro di essa, ma al contrario cercarla ed entrare in contatto con lei. Spesso chi soffre di panico è ingabbiato in dubbi e ragionamenti su di sé (“dovrei avere un lavoro migliore”, “non sono all’altezza del mio partner, dei miei colleghi, ecc.”), ma alla nostra essenza non interessa se siamo persone di successo o, come a volte crediamo, dei “falliti”. All’anima interessa semplicemente che noi siamo naturali, spontanei.
Per affrontare il momento in cui gli attacchi di panico ci assalgono, possiamo fare un semplice esercizio, come descrivo nel mio video.

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25 Commenti a “Un esercizio per gli attacchi di panico”

  1. anna marina ha scritto:

    CARO dott morelli;le scrivo per dirle:che grazie ai suoi preziosi consigli:il panico e ormai un ricordo che appartiene al passato,anche se e da un annoE mezzo che prendo ansiolitici,il mio terapeuta dice che mi servono:a superare i forti dolori e conflitti dovuti a una brutta separaione,: lo so Che non ci si deve chiedere il perché MAin questi mesi sto affrontando prove e patimenti cosi forti che mi LAsciano vuota e sensa forze, priva di quella fiducia che mi serve nel mio lavoro di venditrice;i suoi libri::e i suoi consigli mi anno sempre portato fuori dal tunnel ;ora piu che mai::avrei bisogno di lei;il suo ultimo libro mi dice di fidarmi solo di me:::ma io sono confusa: mi scuso e la ringrazio ella possibiliTà di ascoltarla sul bolg:attendo con fiducia una sua risposta.con stima ed affeto:anna marina rizzo.

  2. Doriana ha scritto:

    Dott. Morelli buon giorno.
    Le sono grata perché con questo video ha centrato in pieno il mio disagio. Anche io soffro di attacchi di panico ormai da sette mesi.
    Prima erano più sporadici ma nell’ultima settimana questo disagio mi accompagna per tutto il giorno e spesso anche la notte.
    La cosa peggiore é il respiro che non ho mai percepito e che ora sento sempre più affannato quasi a soffocarmi accompagnato da palpitazioni e a volte tremarelle. Il peggio é stato quando ho dovuto salire le scale e avendo avuto per quasi tutta la giornata questo, diciamo, leggero disagio al momento di salire mi ha mandato completamente in out. Ho creduto di soffocare. Il giorno seguente dovendo salire le scale nella stessa circostanza, mi tremavano già le gambe prima di arrivare sul luogo e avvertivo già quella sensazione essendo ancora in auto. Nonostante ciò sono riuscita ad arrivare in punta e controllare le palpitazioni e il respiro affannato fino a quando é andato via via normalizzandosi. Naturalmente continuando a chiedermi quando riuscirò a capire cosa non va. E’ chiaro che vorrei seguire il suo consiglio di cercare il panico e avvertirlo fino in gola, ma é anche chiaro che ho paura di non riuscire poi a gestirlo. Cercherò di esercitarmi fino a quando non scoprirò cosa la mia essenza vuole farmi capie. Nel frattempo la ringrazio per la sua disponibilità. Saluti. Doriana

  3. ilaria ha scritto:

    la ringrazio molto dottor morelli per i suoi preziosi consigli, ascoltarla è sempre un piacere!

  4. nessuno ha scritto:

    Caro, caro dott. morelli GRAZIE!!!
    abbiamo sempre bisogno di sentire le cose con parole diverse, e ogni volta che l’ascolto mi dico eh già è vero……..me ne ero dimenticata. Il fatto è che a volte questi miglioramenti noi non li vediamo o tardano ad arrivare, allora facciamo dei passi indietro. Poi per fortuna ci sono persone come Lei che ci vengono a ripescare mostrandoci il cammino.
    Grazie ancora

  5. mimosa ha scritto:

    Caspita, il post di oggi mi ha colpito ancora più degli altri..capisco proprio bene la situazione di Estrela perchè anch’io mi trovo in una situazione molto simile alla sua..
    l’unica cosa che mi lascia perplessa è come il semplice ascoltare i propri attacchi di panico e fare ciò che ci piace possa portare tanti bei cambiamenti nella propria vita come sostiene Lei Dott. Morelli.
    Io ho provato spesso ad ascoltare i miei stati d’animo, ma ho come la sensazione quasi sempre che nn cambi mai nulla e che i miei problemi restino sempre lì..forse sbaglio qualcosa.. in particolare ho un’ansia fortissima quando guido in autostrada: forse sbaglio ad evitare queste situazioni..ma è così dura andare incontro alle proprie paure. cmq ci proverò. complimenti, il post di oggi è bellissimo.

  6. Pamela ha scritto:

    Belle,le sue parole, dottor Morelli.
    Sottintendono l’etica professionale di chi padroneggia un’arte preziosa:far sì che ciascuno trovi il proprio star bene e farlo con assoluta generosità.Grazie e complimenti

  7. Desirè ha scritto:

    e la paura????? caro morelli, lei ci parla sempre di accogliere, percepire “dolcemente” l’ansia che arriva e sale , sale fino in gola. percepire e basta. ma come la mettiamo con la paura che subentra in quel senso di soffocamento? la prego di spiegare come gestire, accogliere la PAURA. grazie per i suoi preziosi consigli, con la speranza un giorno di poterle scrivere: grazie, l’ansia è un lontano ricordo…..con affetto Desirè

  8. tiziana ha scritto:

    ma perchè a scuola o negli oratori non ci si prende un po’ di tempo per spiegare queste cose? dovrebbero essere un patrimonio comune

  9. Daniela ha scritto:

    Sono d’accordissimo!
    Sul libro di Giovanni Allevi, lui descrive così la sua esperienza con l’attacco di panico: “Poi rifletto sulla parola. Panico è Pan, il dio Tutto. Il Tutto.
    All’improvviso mi è chiaro che il panico non è l’incontro con il vuoto paralizzante, ma è l’esperienza del nostro tutto, della dirompente energia creativa che è dentro ognuno di noi! Sono stato travolto dal tutto, dal troppo, da un’emozione incontenibile, proprio nel momento in cui mi sono fermato. Penso al mondo interiore delle persone, infinitamente grande, che all’improvviso esplode all’esterno mostrando una poesia e una vitalità a cui la nostra quotidianità non ci ha più abituato.
    Qualunque cosa fosse, io ho benedetto il mio panico.
    Ho un’idea! Quella melodia, sull’ambulanza, sì, quella melodia dolce in Sol bemolle…la chiamerò Panic!
    E ogni volta che il panico tornerà, mi farò abbracciare ancora da quelle note, non per respingerlo, ma per accoglierlo come un dono.
    Il panico è un dono.” (Giovanni Allevi, La musica in testa, Bur)

    Personalmente non ho mai provato l’attacco di panico, ma quando a volte l’ansia mi prende, capisco che c’è qualcosa in me che non si sta esprimendo, oppure qualcosa che non coincide con la mia natura. Ne prendo atto e dopo poco sto bene. E’ la mia bussola che mi sta indicando la strada.

    Grazie Dott. Morelli per i suoi preziosi insegnamenti.

    Daniela

  10. tanja ha scritto:

    Dott.Morelli,
    in passato ho sofferto di attacchi di panico ed ero in cura da una psicologa ma se ne sono andati solamente quando ho imparato ad accoglierli,accettarli,percepirli.Mi mettevo in ascolto quando sentivo che mi stava assalendo dicevo:sono qui pronta ad accoglierti,non mi fai paura.Quando per esempio rinunciamo a guidare la macchina temendo che si possano ripresentare dei attacchi di panico perché già una volta è capitato oppure rinunciare ad andare in metropolitana è così che rafforziamo gli attacchi,il nostro stare male e non ne usciamo più fuori.
    Grazie

  11. francesco ha scritto:

    grande morelli sono un ragazzo di 26 anni soffro di attacchi di panico da quando avevo 18 anni dopo un esperienza fatta con le canne.
    diciamo il primo disturbo l’ho provato quel giorno mi sentivo morire…
    ancora non ne sono uscito del tutto ma sono fiducioso e grazie a i suoi libri sto ritrovando la mia anima persa nei psicofarmici.

  12. katia ha scritto:

    gentile dottore, sono una donna di 34 anni
    ho spesso sofferto di attacchi di panico da quando ero adolescente, successivamente in periodi alterni…prima di sposarmi e quando sei anni fa scoprii di aspettare un bambino; grazie al mio terapeuta il disturbo è andato scemando…ora mi ritrovo a fare i conti con la mia personalità spaccata in due; da un lato ho il desiderio di una nuova maternità ma dall’altro mi opprime il panico, ma che dico è un mostro! io e mio marito ci abbiamo provato concretamente per due volte, ed in entrambe le volte subito me ne sono pentita…con incubi, vomiti, supplicando mio marito di non provarci più perchè forse era quello che volevo…ma il peggio è che ora sono divorata non solo dalla paura di una gravidanza ma dalla paura del panico che così mi fa rinunciare ad un’ altra maternità, comunque con o senza gravidanza non sto bene con me stessa, sono divorata da questo dalla mattina alla sera, ho paura anzi terrore di un’altra gravidanza ma allo stesso tempo so che un giorno mi pentirò amaramente di non averci provato. Aiuto.

  13. Ariel ha scritto:

    Dr. Morelli, ascolto sempre con grande emozione le sue parole che sono fonte di benessere per me ….non sempre riesco a mettere in pratica ciò che Lei dice, è strano, certe volte gli attacchi di panico mi sovrastano a tal punto che, se sto guidando mi devo fermare e riprendere fiato, altre volte ci entro dentro in questo panico e mi lascio trasportare….ogni volta però, dopo la furia che si è scatenata dentro di me si affacciano emozioni contrastanti, mi sento bene, poi mi viene da piangere, e poi di nuovo sento la pace e il benessere dentro di me…
    Forse non sono ancora riuscita a non farmi domande…ad accoglierlo pienamente e farlo parte di me…mi spaventa ancora questa furia che si scatena soprattutto quando sto guidando, io che amavo guidare ovunque…che strano…certe volte guardo la mia auto e mi viene da odiarla…perchè spettatrice di tanti attacchi…poi mi fa tenerezza e torno a farla compagna spettatrice delle mie paure…..
    Nelle sedute di dozen, Tiziano ci dice sempre di fare “silenzio dentro di noi”, che penso sia la stessa cosa che ci comunica Lei, ma non sempre riesco, anzi poche volte…ma quando mi si ripresenta un nuovo attacco automaticamente mi ricordo delle sue parole e riprendo quel cammino…sarà forse che l’attacco di panico viene a ricordarmi di “rientrare in me” ?
    Parla spesso che l’attacco di panico ci ricorda del nostro femminile che non esprimiamo…però io adora la mia femminità, adoro truccarmi, guardami allo specchio, asciugarmi i capelli….curarmi nel vestire…da sempre, fin da piccola….ma il panico arriva lo stesso….
    Ho scelto di iniziare un percorso con una psicoterapeuta del gruppo Riza, perchè credo in quello che Lei dice in tutti i suoi libri e nei suoi video.
    La ringrazio per questo blog, i video mi danno una grossa carica, soprattutto adesso che la dottoressa mi ha spostato le sedute ad una al mese!!!!!
    La aspetto con un nuovo articolo.
    Ariel

  14. Francesca ha scritto:

    Salve Dottore,
    io forse ho il problema opposto e cioè che ascolto troppo i miei attacchi di panico con il risultato che ogni volta che inizio un lavoro dopo tre mesi o poco più scappo,ormai ne ho cambiati tanti e mi sento ridicola visto che tutti mi prendono in giro e i miei genitori mi mettono alle strette e soprattutto mi sto preoccupando perchè ho 26 anni e nn riesco a trovare la mia strada.Io continuo a dar retta ai miei disturbi ma nn vorrei che abbia invece voglia di nn fare nulla nn lo sò proprio.Cmq sento di recitare un ruolo che mi ha proprio stancato ma non è uno scherzo liberarsi della maschera.Cmq i suoi libri e le sue parole aiutano davvero tanto.La stimo.

  15. Eclipse ha scritto:

    Buon giorno,l’attacco di panico può essere paragonato a un problema di eritrofobia – ereutofobia?
    Saluti

  16. Stefano ha scritto:

    Salve Dott.re,
    mi sono imbattuto nel suo blog perché da qualche anno soffro di lievi attacchi d’ansia che si sono acutizzati da un paio di mesi a questa parte. Tremori, palpitazioni, stomaco chiuso, disturbi del sonno e paura del futuro. Questo si traduce in mancanza di concentrazione e vuoti di memoria che mi stanno creando qualche problema nel mio lavoro. Ho una laurea in ingegneria e un master e sono apprezzato per ciò che faccio ma questo non arresta l’ansia. Mi stò rendendo conto che ho sempre cercato di essere perfetto in tutto e di non mostrare i miei difetti, cercando di sorridere anche quando soffrivo per non mostrarmi debole o per non far preoccupare chi mi stava intorno. Ho sempre vissuto la mia sensibilità come un peso che mi faceva sembrare difficile la vita. Stò cercando di riallacciare i rapporti con questa parte di me che ho sempre trascurato facendo un corso di recitazione teatrale per avere maggiore consapevolezza delle mie emozioni. Stò anche rispolverando le passioni che avevo da bambino, come disegnare e dipingere con gli acquerelli. Le cose vanno meglio ma faccio ancora fatica a “lasciarmi andare” a causa della mia pessima abitudine di avere il controllo su tutto. Come si fa a lasciarsi andare e vivere pienamente le proprie emozioni senza vergognarsene?
    Grazie,
    Stefano

  17. Sonia ha scritto:

    Caro dott.Morelli,
    sono una ragazza di 23 anni,in passato ho sofferto di attacchi di panico,pensavo di non averli più invece…Avevo solo 12 anni quando mia madre si ammalò di depressione post partum,è stato l’inizio di un’inferno per me e per le mia famiglia,quanti traumi subìti,ho ancora una grande ferita dentro me nonostante il tempo passato.Mio padre fece del tutto per far guarire la moglie non curandosi di me e delle mie sorelle,del calvario che avevamo dentro,ci sentivavamo sole e tanta paura prrchè come lei saprà è dura vivere in casa insieme a una persona che tenta di farla finita sempre.Passati 4 anni mia madre guarì,avevo 16 anni e scelsi di andare a lavorare,sentivo dentro me di staccarmi dalla mia famiglia.Oggi convivo con il mio ragazzo da 3 anni,tempo fà trovai sul suo tel.foto di donne nude e altro..bè è come se stessi rivivendo l’indifferenza di mio padre ho paura vedo donne nude da per tutto.Raccontarla così sembra una sciocchezza,ma questo episodio stà sconvolgendo la mia anima,queste continue visioni,non riesco ha capire cosa mi stia succedendo,sembra che dentro me stia tornando il vortice della paura e del sentirmi sempre sola..Spero in una sua risposta.Grazie, Sonia

  18. Antonella ha scritto:

    Vorrei però aggiungere,dottor Morelli,una cosa che dice su cui non concordo..Quando si parla di tradimenti,di matrimoni che finiscono,dove sono coinvolti valori importanti della vita..la sua “indulgenza” e approvazione nei confronti anche di comportamenti discutibili. Penso che star bene non voglia dire non vietarsi niente e permettersi e tutto. Così finiremo per legittimare tradimenti e cose peggiori e daremo luogo ai più bassi istinti distruggendo tutto ciò che di importante si è costruito in una vita.. La morale non può essere ignorata sempre in nome dell’istinto,l’uomo è fatto di anima e l’anima non è solo istinto.

  19. francesca ha scritto:

    io proprio non riesco ad accoglire gli attachi di panico perche mi succede al lavoro dove sono a contatto con persone la prego di aiutarmi.vorrei fare psicoterapia con lei dot.morelli.ho fatto una diecina di sedute con una psicologa ma senza successo.grazie

  20. mary ha scritto:

    Caro Dott. Morelli,
    ho scoperto da poco questo blog,navigando per cercare qualcosa che mi aiutasse nei miei attacchi di panico e devo dire che è stata una piacevole sorpresa.
    In particolare questo post mi ha sconvolto in senso positivo perchè sembrava proprio che si riferisse a me.
    E poi, i commenti degli altri che vivono la mia stessa situazione mi aiutano a capire che non sono “pazza” come, qualche volta mi è capitato di pensare.
    Certo sarà difficile accogliere il panico, come dice lei, ma vedrò di metterlo in pratica.
    Grazie

  21. Saretta ha scritto:

    Buona sera dott. Morelli,
    purtroppo non è sempre facile pensare solo al momento che stiamo vivendo senza riflettere sulle conseguenze. Io soffro d’ attacchi di panico da circa un anno, da quando ho perso l’ autostima in me stessa per colpa del lavoro. Avendo molti problemi in famiglia, che non mi metto a spiegare ora, sarebbe troppo lungo, mi ero immersa nel lavoro, era il mio unico pensiero. Dall’ età di 20 vivo senza genitori, ora ne ho 28, e credevo molto in quello che facevo, la cariera era tutto (facevo la vice responsabile in un negozio e puntavo ad essere responsabile) soprattutto perchè l’ azienda era prettamente maschile e aveva fatto uscire in me un lato del carattere che non conoscevo. Purtroppo però un giorno ho sbagliato qualcosa che mi ha fatto perdere quella stima che il mio capo aveva nei miei confronti e da lì ha iniziato tutta la mia discesa verso la rovina. Non lavoravo come prima, non ero più stimolata, mi sentivo inutile, perchè il mio capo non si fidava di me come prima, continuavo a pensare che tutti i miei sforzi si erano persi per strada. Così ho lasciato l’ azienda in cui ero cresciuta (4 anni) per continuare a cambiare laovoro, ma senza successo. Pensando che cambiando azienda riprendessi la fiducia in me stessa, INVECE NULLA. I primi due posti di lavoro li ho lasciati, mentre quest’ ultimo mi ha lasciata. E’ stata una grande delusione, penso di non essere più in grado di lavorare, che dopo 8 ani di esperienza io non possa raggiungere quello che voglio, gestire un negozio, essere realizzata nel lavoro. Perchè devo ricominciare da capo? Perchè gli altri ce l’ hanno fatta e io no?
    Come dice Lei nel video, in questo caso non dovrei parlare, chiedermi nulla e non pensare, ma solamente far entrare il dolore. Ma come fare? Sono senza lavoro e sinceramente non riesco nemmeno a cercarne un altro. Non ce la farei a ricominciare da capo in un’ altra azienda, per poi magari sentirmi dire che non vado bene. Il mio pensiero va anche al fatto che mi sento a disagio nel dire tutto questo a quelli che mi conoscono, l’ essere rimasta senza lavoro, dopo il ruolo che ricoprivo mi fa star male da morire. Io disoccupata: non l’ avrei mai pensato. Purtroppo non ce la faccio a concentrare l’ attenzione al singolo attimo, io penso sempre al dopo..
    Avrei proprio bisogno di un Suo aiuto! Le dico solamente che mi hanno lasciata a casa il 3 novembre e da quel giorno non esco più di casa, ma solo per fare la spesa. Il mio compagno mi adora e ogni tanto il pensiero c’è che possa stufarsi del mio disagio, ma non so come uscirne.
    La ringrazio per l ‘attenzione, attendo una risposta.
    Grazie Sara

  22. Salvatore ha scritto:

    Egregio Dottor Morelli, avrei mille cose da scriverle ma cercherò di esser – nei limiti – quanto più sintetico possibile ciò per giungerle in maniera chiara e precisa; sono un giovane ventisettenne che sin da bambino ha sempre convissuto con l’ansia; negli anni della crescita sono riuscito a trasformare questo “disagio” in qualcosa che sfruttassi per me positivamente e che al contrario non mi annientasse, devo dirle che in alcuni momenti della mia esistenza ho avvertito come quella sensazione del “sereno dopo la tempesta”, come esser riuscito a rimuovere del tutto questo fastidiosissimo alter-ego che ci accompagna perennemente, a partire dalle cose più futili della vita.
    Sono diventato negli anni della crescta un giovane brillante ed anche invidiato, nessun problema sociale ma al contrario un ragazzo bello, estroverso, disponibile, forte fuori e dentro, stabile ed equilibrato tan’tè che ho sempre rivestito ruoli di Leader all’interno di vari gruppi sociali a partire dalle amicizie a finire ad un piccolo lavoretto in ambito sportivo che mi sono costruito da solo gestendo già a 19 anni gruppi di venti e più persone (anche persone di avviata età), aggiungo, da sempre corteggiato, una ragazza che mi ama e che amo e che condividiamo 8 anni di vita insieme, insomma questo per farle capire meglio la mia condizione “attuale” che verrò ad esporle.
    In questa fase cosciente di “esserne uscito” ero forte di ciò e sembravo quotidianamente fortificarmi ed affermarmi sempre più, bene, dopo il diploma ed alcuni anni fallimentari di Università lasciata dopo 10 esami tirati alla meno peggio (probabilmente impostami – anche in buona fede – dai miei genitori con il luogo comune del “futuro migliore”) non perchè non avessi capacità ma perchè non trovavo in ciò che facevo ne ispirazione ne ambizione, sono iniziati così i problemi ed ho iniziato ad avvertire come camminassie all’indietro e man mano andavo perdendo sempre più la fiducia soprattutto verso il mondo, verso me, verso terzi, verso la società attuale, verso le amicizie così che nonostante continuassi a curare questo mio piccolo lavoretto che comunque non ho mai voluto trasformare in lavoro a pieni effetti (per non confondermi con i compromessi e i risvolti commerciali)e dove sono tutt’ora un giovane stimato, ho iniziato a soffrire di nuovo, a chiudermi a non volermi più mostrare come un Leader, ad isolarmi, ad avere paura, iniziare a riaffiorare in quella maledetta ansia che si accende anche immotivatamente, a vivere attacchi di panico il tutto portato al picco dopo un incidente stradale dove stavo per perdere la vita e per cui nell’ultimo anno sono stato completamente fermo, la sensazione di aver perso tutto, di essermi rovinato la vita, di aver più paura verso il presente e futuro attuale sempre più incerto per noi giovani (soprattutto qui al Sud) insomma nonostante la ragazza e i miei genitori mi stessero vicino, stessa cosa gli amici e i presunti tali questa è la mia attuale condizione, sono sprofondato nuovamente nel pallone più completo negatività, agitazione, ansia, attacchi di panico, tutte cose già vissute e tutte cose che solitariamente avevo già vinto e mi prodigavo anche ad aiutare gli altri.
    Nel letto dell’ospedale un vicino di letto mi prestò un suo libro, la lessi con estremo interesse, già la conoscevo per alcune sue apparizioni in programmi televisivi ed ora approdo al suo blog per trovare un appiglio e trovare spunti dai quali ripartire, sono conscio che tutto è in continuo movimento e supererò anche questa ma le mie giornate sono pesanti, voglio ritrovare quella serenità persa, quell’energia positiva che attrae la positività e tutto ciò che c’è di positivo intorno, capisco che il rimedio, la cura e quella bellissima energia è in me e devo tirarla fuori ma non riesco ad uscire da questo maledetto circolo vizioso negativo.

    Egregio Dottore sarei personalmente lusingato di una sua anche breve risposta,

    Con profondissima stima,

    Salvatore

  23. miriam ha scritto:

    non ci sono parole per descrivere quello che le sue parole riescono a far fare …lei è un grande….miriam

  24. miriam ha scritto:

    Sig Morelli vorrei tanto che lei mi rispondesse a questo …sono la bellezza di otto anni che proprio non riesco a prender la macchina e recarmi in città .Sono madre di due bambine una di 14 e una di 8 . Della prima o deciso di tenerla avevo vent anni anche se il padre non ha voluto prendersi la responsabilità a tutt ora non so dove sia e non m’ interessa della seconda invece pensavo di aver trovato un uomo di famiglia e mi sbagliavo anche li tant è vero che dopo otto lunghi anni di tradimenti è tornato da sua madre o sempre perdonato botte e ingiurie ..finchè un giorno o detto basta e me ne sono andata con le mie figlie .. e difficile spiegare cosa mi succede …prendo la macchina vorrei andare con le mie figlie fino al centro commerciale ..25 km più o meno e appena inizio il tragitto nella mia testa iniziano queste domande stupide: e se la machina si ferma come faccio a tornare indietro non ho abbastanza soldi per un taxi o per il carroatrezzi, e se poi arrivo parcheggio e mi viene un attacco d ansia per la troppa gente,e se trovo traffico …ecc insomma tutte queste cose che a un km di distanza da casa, mi fanno tornare indietro e rimanere a una circonferenza di 5 km dal paese in cui vivo come se mi sentissi protetta in un certo modo ..premetto che non prendo ascensori ne entro in banca perchè ci sono le doppie porte perchè mi sento soffocare e tanto meno dal dentista non riesco a stare seduta …mi sembra impossibile …che succeda questo a me …io con la vitalità in corpo una volta …e adesso mi sento spegnere poco a poco

  25. DiDi ha scritto:

    carissimi lettori, io ho 17 anni, sono di Torino, un giorno mi sono fumata una canna per fare una ragazzata tra amici e lo so che ho sbagliato ma pensavo non potesse farmi niente di grave, infondo non è che sono l’unica. Purtroppo mi venne l’ansia e un attacco di panico, conseguentemente non ebbi tanti problemi, fino poco prima dell’estate che tutto il tempo e molto frequentemente è come se non mi sentissi la testa, ho i brividi di freddo, ho paura, non mi sento il corpo, mi sembra di essere in un sogno, il respiro aumenta e ho paura di morire o di svenire o peggio di impazzire completamente e comincio a fare avanti indietro per tutta la stanza. Ho provato i fiori di beach ma non mi sono serviti a molto, poi ho letto qua dei metodi per superare l’ansia e per un periodo giuro che ce l’ho fatta ma stasera mi è tornata quella sensazione, ho paura di andare da uno psichiatra non voglio diventare una pazza con gli psicofarmaci, rimarrò così per sempre?! HELP.

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