Pensiero largo e pensiero chiuso

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24 Commenti a “Pensiero largo e pensiero chiuso”

  1. Paola ha scritto:

    Sono cresciuta con l’idea che perdersi nella fantasia fosse solo una cosa da bambina,da immatura.Ricordo ancora mio padre,le mie insegnanti,basta stupidaggini la vita è dura e va affrontata con serietà,onestà ,rigore e cose ben tangibili:un lavoro, una carriera,il marito giusto,una casa di tua propietà,i figli….. Queste sono le cose che contano! Sono cresciuta così!
    Non importa se dovrai affrontare compromessi che vanno al di là di quello che volevi veramente……..ma poi cosa volevo, cosa voglio veramente? Ora dopo aver raggiunto tutti questi obbiettivi,sono confusa,non sono serena e felice come speravo, ma soprattutto non so più cosa voglio.
    Caro Morelli rifare il percorso al contrario non è affatto facile (anche se ci proverò sicuramente)abbondonare tutto quello che ci hanno educato a raggiungere,per perdersi nel nulla o nelle fantasie,ancora meno.

  2. Luciana ha scritto:

    Gent. prof. Morelli, ha ragione , anch’io da bambina ho vissuto molto nel pensiero largo e non solo da bambina. Per tutti gli anni del mio matrimonio ho ascoltato il rimprovero del mio ex marito sul mio vivere nelle nuvole…con i piedi per aria, come soleva ripetere spesso. Dopo innumerevoli tradimenti, dopo 30 anni di matrimonio, siamo arrivati al divorzio. Lui ha una nuova compagna ed una nuova bimba nonostante la sua età: 62. Io vivo sola e gli uinici affetti sono dei miei figli e delle piccole nipotine. Ma le giornate sono lunghe ed alla mia età, 59, sento moltissimo la solitudine di una persona accanto. Ho capito che il pensiero largo sposta la nostra attenzione da ciò che ci fa soffrire e ogni tanto ci provo ma la malinconia resta sempre dentro come la spina di un fiore che vive sotto la pelle. Spesso mi chiedo dove sono andata …dov’è quella di una volta, la persona allegra, ottimista, solare che contagiava chi le era accanto. Ora sono irritabile, nervosa e poco paziente.
    L’abbraccio con molta stima e….ho tutti i suoi libri.
    Ho un grande desiderio…poter assistere ad un suo corso ma Torino è molto distante da me. Spero un giorno di poterci essere.

  3. paola ha scritto:

    Ho trovato questo video interessantissimo. Il pensiero largo aiuta veramente a superare i momenti difficili, la fantasia permette di distogliere il pensiero dai problemi e dai dispiaceri. La nostra cultura ci insegna che fantasticare, immaginare di essere qualcun’altro, di essere in un’altra epoca è puerile e non si addice alle persone adulte e mature. L’adulto che fantastica è un adulto un pò disturbato. Nulla di più sbagliato, quando si è tristi, quando i pensieri e le difficoltà soffocano, immaginare di essere in un altro luogo, in un altra situazione, di essere un’altra persona aiuta distogliere l’attenzione dai pensieri negativi ed a recuperare serenità. Basta non avere pregiudizi e provare

  4. Desirè ha scritto:

    caro Morelli, bè che dire….il suo pensiero, filosofia, atteggiamento mentale nei confronti dei disagi dell’anima è sempre quello. Anche se espresso con termini ogni volta differenti, il significato è sempre quello, cioè di prendere atto di ogni disagio, non averne paura, non porsi alcuna domanda e cedere ad esso. In poche parole diventare un buon osservatore di noi stessi. Io che soffro di ansia somatizzante da diverso tempo, da quando ho cambiato il mio atteggiamento mentale,la mia vita è migliorata e non poco. Le sensazioni somatizzanti (nodo i ìn gola, senso di svenimento…..) mi vengono a trovare ancora quotidianamente. penso dipenda dal fatto che la mia resa a tutto ciò non sia avvenuta completamente….e quando questo avverrà vorrà dire che la mia anima sarà soddisfatta e avrà trovato spazio dentro di me. La ringrazio molto per i suoi consigli, ma mi auguro che possa fare altri video in cui parla ancora meglio della paura e delle sensazioni fisiche che si avvertono nelle crisi d’ansia.
    Anzi diciamo che se riuscisse a rispondermi o a contattarmi privatamente sarebbe meglio…diciamo che in questo momento stò utilizzando il cosiddetto “pensiero largo”……..un abbraccio

  5. paola ha scritto:

    Caro Dr. Morelli io aspettavo un’illuminazione sull’invidia…dato che viviamo in un mondo che si basa sull’immagine, la competizione, sulla perfezione…

    Comunque quello che dice è interessante perchè vede io ero una bambina che si rifugiava quotidianamente nella fantasia…ci stavo così bene che ad un certo punto cominciai a pensare che la fantasia mi avrebbe estraniato dalla realtà fino alla pazzia.
    Per crescere dovevo calarmi nella realtà, riconoscerla ed accettarla, cercare non l’ isolamento ma la relazione con gli altri.
    La fantasia mi permetteva di superare il confine che mi separava dagli altri, fino a sentirmi parte del cosmo…
    E’ difficile spiegare… so solo che non sono più quella bambina, l’ho voluta coscientemente superare per diventare adulta…
    Io volevo crescere, rapportarmi con le altre persone, perseguire degli obiettivi costruttivi….
    Io non voglio isolarmi, però non riesco a stare con la maggior parte delle persone, solo che oggi non mi rifugio più nella fantasia, ma mi arrovello nella ricerca disperata di soluzioni razionali…fino a cedere:
    -Ma sì. va bene così! Che me ne frega di far parte di un gruppo, che me ne frega se non mi sento apprezzata! Ma agli altri che gliene deve fregare di me in fondo?
    Allora ripenso ad un’immagine di me bambina, c’era il vento ed ero alla finestra , era estate, l’inizio di un temporale estivo, la luce del pomeriggio si era spenta all’improvviso.
    E il vento, caldo, agitava tutto portando con sè una forza che mi costringeva a prendere coscienza di me…mi ricordo ancora l’emozione viva, intensa …io ero il vento.
    Non ero la bambina timida, sola, introversa, che non riusciva a farsi rispettare a scuola, che doveva fare la brava, obbedire, diventare grande….io ero la forza di quel vento ed era così bello non giudicarsi, ma sentirsi parte di tutto, sentirsi niente e tutto il cosmo insieme.
    Quei momenti in cui io mi estraniavo dalla realtà fino a sentirmi parte integrante di un cosmo mi facevano paura…ci stavo troppo bene e temevo di diventare estranea alla realtà ovvero pazza.

  6. Dalila ha scritto:

    Buongiorno Prof.Morelli, sentendo le sue parole non posso fare a meno di pensare a come al mattino, uscendo di casa per andare in ufficio metto le cuffie del mio mp3 e ascolto musica..la mia razionalità lascia spazio alla fantasia o ad immagini di situazioni che mi piacerebbe realizzare..questo mio “rito” mi aiuta ad inziare bene la giornata lavorativa e mi permette di concentrarmi a fondo in quello che faccio, un lavoro che mi dà molte gratificazioni..ma il guardarmi in maniera “larga” come Lei ha detto, mi ha fatto rendere conto di poter realizzare un obiettivo che pensavo essere ormai irrealizzabile..perchè a trent’anni indipendente e con un buon lavoro pensare di completare un percorso di studi lasciato sette anni prima? perchè la mia passione per la scienza è inalterata, perchè so di poterlo fare e soprattutto perchè per me sarebbe una grande soddisfazione personale.
    Dalila

  7. Nicoletta ha scritto:

    Condivido quello che scrivono sia Luciana che Paola , anche a me capita (raramente) di vivere esperienze simili soprattutto quando mi assale quel desiderio ansioso, frustrante, contradditorio e persistente di “mettere le cose a posto e di vederle subito a posto” soprattutto nei rapporti . Forse allargare il pensiero ci porta in un altrove fatto di una realtà intangibile, solo nostra e senza condizionamenti, in un certo senso perfetta . E’ difficile per me allargare il pensiero quando mi assale il dolore, ma lo è ancor di più vivere nel pensiero allargato. Perché ricorrere ad esso quando stiamo male può aiutarci nel momento a ridurre la sofferenza, ma inteso così mi sembra più un modo per distogliere l’attenzione, un palliativo temporaneo, una boccata di ossigeno e, in qualche misura, non vi sembra che se facciamo partire il pensiero allargato, più o meno volontariamente a seconda del grado di condizionamento raggiunto, ogni qualvolta si provi un dolore ,quasi si trattasse di una “tecnica”, sparisca la sua spontaneità e, alla lunga, anche la sua efficacia si riduca? I bambini lo fanno spontaneamente però anche per loro quando il dolore diventa persistente, profondo e lacerante il pensiero allargato diventa un rifugio e non una risorsa… Forse attraverso il pensiero allargato è più facile accettare la realtà per quello che è con serenità e senza aspettative ?

  8. tiziana ha scritto:

    caro prof. Raffaele, ormai è un dato di fatto sono asuefatta ai suoi libri e ai suoi post, non ne posso più fare a meno, appena mi collego a interent il primo pensiero è quello di verificare se sul blog c’è ne uno nuovo. Ogni volta che l’ascolto trovo una risposta o una conferma (a volte vorrei diffondere le cose che dice, ma è proprio vero deve essere il proprio se o una forza sconosciuta che porta da lei, perchè ne ha una sete enorme). Sa trovo tanti riscontri nel messaggio cristiano e ieri mentre divoravo “non siamo nati per soffrire” ne ho avuto la conferma. Diciamo che purtroppo la religione è spesso travisata, spiegata con simboli e parole ormai vecchie, ma chi vuole capire capisce. Amo la leggerezza del sentirmi nessuno, del non sentirmi superiore a nessuno e di non sentire nessuno superiore a me, quello che ci ha insegnato Gesù con la lavanda dei piedi e San Francesco che si sentiva parte del cosmo. Quello che nessuno ci dice è che bisogna essere spontanei in tutto questo e che spesso è inutile fare predicozzi e comportarsi bene se è tutto fino e automatico, se non abbiamo trovato la nostra strada per raggiungere questa purezza, l’immunita da giudizi positivi o negativi… MI sono persa nelle mie parole e non fa niente..
    Ieri notte quando ho finito di leggere il libro ho sognato di entrare al duomo di Milano che era molto cupo all’interno e aveva uno stile tristissimo, tutto dal pavimento alle panche , dall’altare al soffitto era fatto di pietre grigie non rifinite quindi grezze, insomma tutto questo mi incuteva un terrore enorme, non riuscivo a percorrere la navata della chiesa, incontro anche mia madre in cunicolo di pietre e mi dice che devo continuare, ma io sono terrrorizzata e voglio che venga con me, mi dice di no. IO non continuo e il sogno svanisce lasciandomi una paura e una spossatezza. Le premetto che io vivo ancora con i miei, ho 30 anni , lavoro pure nel negozio con i miei e ieri nel libro mi ha scosso il passo in cui parla dei genitori e del fatto che ci si debba allontanare d aloro. Come si fa se non ci sono le possibilità economiche?

  9. dario ha scritto:

    Caro prof.Morelli,da quando l’ascolto sul blog penso molto meno le cause che ci vengono proposte nella vita ed ero scettico su questo stato d’animo.Ivece sbagliavo si vive molto meglio con piu’ serenita’.La ringrazio al prossimo video

  10. Marco ha scritto:

    Sono molto felice dopo questo incontro video. Percepisco, sono nel pensiero largo. A volte mi dimentico di questa opportunita meravigliosa!!

  11. fernanda ha scritto:

    Caro dottore, l’ho fatto diverse volte IMMAGINARE. Quando la sento parlare nei post e affermare ciò che spontaneamente mi è capitato SORRIDO. Si sorrido perchè non mi sono mai sentita diversa, dentro di me sapevo che certe esperienze sono innate con noi, le sappiamo senza averle mai imparate da nessuno. Spesso mi sono rifugiata nel mio immaginario e mi ha aiutato, era l’unico modo per allegerire la pesantezza della vita. Con questo non significa non assumersi le proprie responsabilità, lavorare, sposarsi, crescere i figli, avere un ruolo sociale. In questo periodo sto vivendo delle difficoltà e mi è difficile abbandonarmi al pensiero largo ma cerco di trovare dei momenti solo per mè ed immagino una donna con…………………………..non lo dico perchè è il mio TESORO nello scrigno,e quando mi lascio andare veramente poi mi succedono delle piccole cose belle che mi rasserenano. Confermo perciò quello che dice il dottore. Grazie, provare per credere.

  12. paola ha scritto:

    L’immaginazione cambia il cervello, perchè modifica le credenze che si ha di sé stessi.
    In questo senso la fantasia non è evasione da una realtà opprimente.
    La fantasia potrebbe diventare uno strumento per realizzare i desideri di cui si è consapevoli.
    Il cervello non riconosce la fantasia dalla realtà, ma un conto è condizionare l’idea che si ha di sé con pensieri negativi che ci ritornano da un confronto frustrante con la realtà, un altro conto è condizionarlo con ripetizioni e affermazioni positive .
    L’immaginazione ci può decondizionare…e io che temevo potesse far diventare pazzi!

  13. zara ha scritto:

    Prof.Morelli premetto che nutro molta stima in lei, sono una sua fan accanita, e grazie a lei mi sono data molte risposte. Riguardo al pensiero largo, condivido perfettamente la sua teoria, poichè ho imparato a guardare oltre il problema o meglio ancora a cogliere l’insegnamento da questo. Niente è casuale nella vita e se noi sappiamo cogliere sia dalle cose belle ma sopratutto da quelle meno belle degli insegnamenti niente ci potrà più spaventare poichè, impariamo ad elaborare il fatto negativo e da questo trarriamo degli insegnamenti. Grazie ancora per le sue pillole di saggezza.

  14. silvia ha scritto:

    Prof. Morelli premetto che sono stata scettica a lungo, premetto che ho abbandonato anche il corso di psicologia per iscrevermi in una facoltà più scientifica e meno umanistica però leggendo così alcuni suoi libri rubati alla mamma ho iniziato a prenderla come prendevo l’oroscopo, che leggevo pur non credendoci assolutamente, però era come una molla inconscia, distraendomi magari ci ridevo su.
    ho scoperto anche di ricorrere spontaneamente a certe cose così come al pensiero largo:quando non sopporto alcune situazioni immagino sempre me in altro contesto o altra vita che faccio altre cose e manco a dirlo sto meglio.

  15. barbara ha scritto:

    Prof. Morelli buonasera, leggo spesso i suoi libri, (stamene ne ho presi due), una cosa non riesco a capire e quindi ad applicare nella mia vita. Io soffro di fortissimi mal di testa, prendo una valanga di analgesici e non passa….ma lei cosa intende quando dice che bisogna ascoltare il dolore, guardarlo che poi passa da solo….premetto che la mia testa è una miniera di pensieri negativi che macinano nell arco dell intera giornata…una cosa più forte di me….spero in una sua risposta…giuro non so più cosa fare…grazie..

  16. cristina ha scritto:

    Mi è talmente piaciuto questo suo discorso che improvvisamente qualcosa dentro di me si è risvegliata… Facevo sempre questo tipo di sogni ad occhi aperti da bambina… anzi dovrei dire che quella era la realtà predominante… non vedevo l’ora di andare in quel posto dove tutto era possibile per infilarmi ogni volta in panni nuovi, diversi, quelli che più mi piacevano…
    La mia mente ( e di conseguenza tutto il mio sentire ) è stato ultimamente scosso da una tempesta pseudo-affettiva…. dico “pseudo” perché in realtà non ho ben capito cosa sia successo dentro di me… è qualcosa che mi riguarda direttamente, chi è stato in grado di procurarmi questo stato c’entra solo come “molla”…. come d’altronde forse tutti quelli che ci provocano situazioni di disagio e conflittuali dentro di noi….o forse anche di gioia…
    Da molto tempo ( troppo ) mi sentivo spenta… chiusa nell’inevitabilità di percorsi mentali sempre uguali, senza volerlo troppo attaccata alla realtà del solito ruolo… Dico appunto “mi sentivo”…perchè a dirle la verità caro dottore… appena ascoltate le sue parole non riesco a fare altro che a pensare di tuffarmi con la mente in nuovi panni…proprio come quando ero bimba e di panni miei ancora non ne avevo… Ho ancora un’oretta prima di cominciare a vestirmi per andare al lavoro… e stavolta non credo proprio che cercherò altri pensieri nei libri o in rete…. vado a crearmi i miei :)
    Grazie infinite!

  17. cristina ha scritto:

    Mi sento egoista a scrivere sul suo blog.. con tante persone che hanno problemi.. ma anch’io vivo un disagio.. IL LAVORO/SOLDI! e’ diventato il mio incubo.
    Ho 28 anni e dopo una lunga e bellissima storia d’amore sentivo le necessità di viverla fuori casa dei miei, per essere indipendente ma soprattutto per stare con LUI. Ho iniziato a cercare un lavoro stabile nel corso dell’ultimo anno di università (cinque anni fa). E’ iniziata malissimo: la persona che aveva promesso di assumermi (contratto a progetto) si è tirata indietro, prima che iniziassi a lavorare. Da li una serie di esperienze negative (pensavo che mi avrebbero aiutato a crescere), le più lunghe erano sottopagate (ho preso anche 50 euro al mese). Poi ho trovato un lavoro dove mi pagavano mezza giornata per lavorare otto ore o più e l’anno scorso mi sono sposata.. finalmente.
    Poi ho trovato un lavoro dove mi pagano le ore lavorate assunta a tempo indeterminato ma sono continue frustrazioni a causa di un capo che ci fa sentire tutti inadeguati. Sono stanca di cambiare lavoro… devo continuare a lavorare per vivere e far vivere bene mio marito (lui ha un bel lavoro e si sente piuttosto soddisfatto).
    Penso spesso che la colpa sia mia, perchè non riesco a vivere in questo mondo e mentre durante gli anni dell’università l’idea della morte mi spaventava oggi mi è di grande consolazione.. perchè so che prima o poi finirà tutto.

    Io “sogno” spesso di vivere nell’epoca dei miei nonni: alzarsi all’alba per andare a lavorare nei campi e tra gli animali, anche 15 ore al giorno, una famiglia con tanti figli e una vita semplice senza tutti quei bisogni (balla casa, abbigliamento, auto, cellulare, divertimento a tutti i costi etc.) che oggi mi affliggono e che fanno si che io sia terrorizzata dalla perdita del lavoro.. un pò mi aiuta..

  18. C. ha scritto:

    Caro dottor Morelli,
    cerco sempre di scorgere insegnamento da quello che dice ma non riesco a risolvere il mio problema ossessivo. Sono ossessionata dal dubbio che applico a qualunque cosa io possa percepire dall’esterno. Questo mi succede perchè ho capito che non ci si può fidare della propria volontà. Ci sono cose dentro di noi che non possiamo controllare e questo mi fa crescere il dubbio di sbagliare. Sono stufa caro dottor morelli. Tutti parlano di tradimenti, ansia, panico ma io sono ossessionata dal dubbio di fare le scelte sbagliate. Cerco di non pensarci ma puntualmente certi pensieri si ripresentano. Voglio trovare un equilibrio, è da quando sono piccola che soffro di problemi psicosomatici e adesso sembra che il disagio si sia trasformato con gli anni. Potrei perfettamente farle il resoconto di come il mio umore cambi dalla mattina alla sera. Riesco perfino a scandire le volte in cui mi sono venute certe crisi isteriche. Insomma ho sviluppato la capacità di osservare cosa mi è successo dalla nascita ad ora. Pensi che anche la mia psicologa è contenta di lavorare con me, dice che ho sviluppato capacità di analisi molto intelligenti, ma poi non ho potuto più seguirla per motivi economici. Ha detto che sarei molto utile per farle capire gli effetti delle cure ma io non me ne faccio nulla di questi complimenti. Voglio solo vivere bene. Voglio essere libera di non pensare senza pentirmi per non averlo fatto. Insomma, come posso superare le mie ossessioni? So che non è obbligato a rispondermi ma spero tanto che voglia aiutarmi. L’ignoranza intorno non mi aiuta, spero lei possa parlare quindi delle ossessioni. Mi sento più confusa che persuasa.

  19. dasio mosiontini ha scritto:

    Si fa presto a dire, rifugiati nel pensiero largo! I pensieri dolorosi molto spesso anche senza ragione invadono la nostra mente con una forza inaudita e se sopiti ritornano a galla con maggiore veemenza. Basta guardare anche un paesaggio talvolta, e sei assalito da una profonda tristezza e dolore. Quando sei triste non hai la forza di immaginare anche perchè più spesso la REALTA’ E’ OGGETTIVAMENTE OSTILE E NEGATIVA E L’IMMAGINAZIONE NON CORRISPONDE CHE AI NOSTRI SOGNI SEMPRE VUOTI QUANDO LA MATTINA CI SVEGLIAMO! Questa passività ad oltranza non porta a nulla in personalità alle quali non si addice, infatti molti lettori dei suoi libri affermano di condividere questo atteggiamento mentale ma nonostante tutto di non averne alcun giovamento. Inoltre lei porta sempre come esempio i bambini come creature immerse nell’immaginario e nel gioco in realtà non è così i bambini soffrono come noi e forse più di noi magari per motivazioni che a noi sembrano trascurabili ma che causano loro enorme sofferenza. Infatti anche i bambini possono soffrire di depressione e problematiche mentali e la psicologia in genere afferma che tutti i disagi psicologici che ostacolano la nostra esistenza ci provengono spesso da traumi infantili.

  20. Christina87 ha scritto:

    buongiorno! Salve
    voglio raccontare il mio momento che sto passando… ho avuto una storia importante circa un annetto fa .. è stato il mio primo ragazzo in tutto e per tutto… poi è finita da un momento all’altro… e sono stata molto male … ci siamo lasciati o meglio lui mi ha lasciato il 7 febbraio 2010 … sono stata malissimo per molti mesi… (ho sofferto di bulemia)ora diciamo che piano piano cerco di darmi forza e di andare avanti anche se ho momenti di tanta tristezza perche lui è con un altra donna … lui ha 26 anni io ne ho 23 e ora si è messo con una donna di 33 anni… ( ora convivono fanno vacanze cioè lui è un altra persona è l’opposto di quello che era con me…) bhe da qndo ho saputo cio e ho visto con i miei occhi… mi son sentita tanto inutile e tanto sbagliata… e mi ci sento :( ora non riesco a relazionare con un ragazzo cioè mi sento piccola .. non so! e ho paura di rimanere sola … tutti mi dicono che arriverà la pesona giusta ma io non ci credo … nn lo so !! sono diventata molto fredda un po negativa e qsto mi rende triste molto!! lui ora è con qsta donna che io ho visto perche lui me l’ha portata davanti agli occhi… dopo pochi mesi che ci siamo lasciati … ora siamo due estranei non ci salutiamo niente di niente è come se non ci siamo MAI conosciuti…. sono mesi che mi sogno lui e a volte lei! ma perche ??? ogni mattina mi alzo con un cuore triste … molto triste … che devo fare??? ci sto mettendo la buona volonta per andare avanti ma niente di niente lui viene sempre nei miei sogni…. a volte che facciamo l’amore… a volte che lui sta con lei… io non riesco a stare cosi… sto male ancora sto male!! e vedo la mia vita tutta negativa… non riuscirò a trovare un altro ragazzo lo so perche sono molto timida e chiusa … e quando si avvicina qualcuno mi sento strana … e non so come relazionare!!! ho 24 anni li festeggio tra un mesetto … me ne sento 10 … uff??? puo darmi qualche consiglio?? puo aiutarmi?? mi puo spiegare perche lo sogno sempre…

    piango sempre in questo anno non so neanche io quante lacrime ho versato… poi non parlo con nessuna amica perche mi dicono che devo cambiare… ceh devo essere più disinvolta e mi devo buttare alle cose…. bhe io non riesco ad avere rapporti occasionali o ragazzo cosi … non ci riesco perche non l’ho mai fatto e non riesco !! voglio avere un uomo e voglio crescere con lui !!

    AIUTAMI! GRAZIE

  21. elvira ha scritto:

    Salve Dott. Morelli, questa é la prima volta che le scrivo, le confesso che sono affascinata dalle sue parole, quando parla, alla radio o intelevisione, o anche quando leggo i suoi libri, io mi sento meglio, vede il mio problema é la rabbia che alcuni giorni mi sale in ufficio, e quello che mi fa arrabbiare è che ho ragione, ma non riesco a farmi valere, é come se fossi invece colpevole o bugiarda, come se gli altri fossero meglio di me, non riesco a prevalere sugli altri in quei momenti mi sento piccola piccola come quando ero a scuola e la maestra mi sgridava davanti i compagni e loro Cattivi sogghignavano, credo di avere fatto un ingarbuglio di parole, ma lei sicuramente avrà capito di cosa soffro, premetto che sono una donna di 41 con 4 figli che amo e un marito che adoro, guai se non ci fosse é la mia ancora di salvezza.
    Io vorrei superare questo mio disagio che mi crea molta ansia.

    Grazie.
    Elvira

  22. Rudiger ha scritto:

    gentile Dottore, ho acquistato ieri il suo primo manuale sull’autostima; ringrazio Lei e i suoi Collaboratori per quest’opera che mi appresto non tanto a completare, conservare e leggere, quanto a vivere come una avventura appassionante. La ringrazio anche per questo post, che mi ha reso pienamente consapevole della mia natura ruminante, della mia predilezione a vivere nel passato per cercare alla nausea un probabile motivo delle mie difficoltà ad affrontare la gente, e della relativa impossibilità di ottenere un vero risultato cercando cause anziché rimedi. Sono seguito da specialisti per fobia sociale. La ringrazio perché con questo post Lei mi ha confermato quanto sia importante fare e imporsi i pensieri giusti, quelli che preparano ad un futuro che sarà a suo tempo un presente soddisfacente: una pietra angolare per iniziare a ri-costruire il mio muro – un po’ sbrecciato – chiamato Autostima. con sincero affetto. Rudi

  23. Lulù ha scritto:

    Grazie……

  24. Elisabetta ha scritto:

    Caro Dottore,
    condivido le parole che lei scrive ed i suoi pensieri.In questa fase della mia vita vorrei poter riuscire a pensare in modo “largo”ed invece spesso sono tormentata dai se dai ma e dai perchè.
    Nell’ultimo numero di Riza lei parla di :imparare a non cambiare le cose, a lasciarle come sono e spero che questo possa valere anche nel mio caso.
    Da un anno ho una storia con un ragazzo che all’inizio mi piaceva molto e mi ha anche aiutata ad uscire da una brutta storia con il mio precedente compagno.Anche adesso ci sono momenti felici con questa persona però non penso di essere innamorata e vorrei stare da sola.Non riesco a prendere una decisione e a parlare con lui in quanto ultimamente ha avuto dei problemi di salute, è stato operato ma è ancora in una fase delicata.Io non so se mi pesa la sua condizione di non salute oppure se sono semplicemente stanca. Io non riesco a parlargli per paura che stia troppo male ma sono quasi convinta che piano piano questa storia finirà da sola.Posso prendermi il lusso di aspettare che le cose si sistemino da sole perchè tanto non dipende da me?Oppure devo parlare con questa persona rischiando che stia molto male?Nella mia vita quando ho fatto progetti programmi e quando ho voluto pilotare le cose ho sempre sbagliato e mi sono poi trovata in situazioni peggiori.
    Io vorrei che questo ragazzo capisse da solo che la nostra storia non può continuare.
    La ringrazio lei è una persona molto saggia.La stimo e vorrei addirittura sapere come è possibile prendere un appuntamento con lei.

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