Questo articolo è stato pubblicato il Monday, 31 May 2010 alle 13:02 e classificato in Raffaele Morelli. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
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A volte sento dentro un’interiorità che mi spaventa, così forte, così intensa che non so che fare soprattutto quando sono con gli altri. E così molte volte me ne vado quasi in preda a una voglia di fuggire pentendomi poi di essermene andata senza aver aspettato un po’, ma tutte le volte che succede mi sembra quasi di esserne ferita.
Per questo, e anche per altro ancora, la seguo sempre dottore e grazie anche per questo video.
L’immagine dell’uovo è molto bella per illustrare il concetto di essenza. La metafora è chiara: il guscio, per quanto utile a preservare l’essenza, non nutre e va scartato; il tuorlo racchiude la nostra progettualità e la nostra identità, fatta anche – direbbe Jung – di immagini archetipiche. Complimenti e buon lavoro.
E proprio vero! Solo che siamo sempre in preda della fretta e delle cose da fare…cosi non ci accorgiamo di tutto ciò….Il lato oscuro ha bisogno di essere ascoltato…nei ,,rumori” del tram tram quotidiano ci manca il tempo per dedicarsi a lui…che peccato…. qualcuno ci riesce però!Tanti saluti a tutti! Silvia
grazie.
come sempre, Le sue parole colpiscono nel segno ma questa volta è stato diverso: nell’ascoltare le sue parole ho sentito una grande pace venire da dentro e prevadermi come se LEi avesse aperto una porta.
E’ come se la conoscenza mentale dei concetti che Lei ha seminato si fosse trasfusa nella conoscenza dell’anima. Le sue parole hanno toccato questo “tuorlo” e lo hanno fatto vibrare…. lo so l’ho sentito e percepito chiaramente…. adesso la strada dal mio “tuorlo” all’esterno e ritorno è tracciata, la Via è aperta. l’inconscio non la dimentica. grazie
Gent.mo prof. Morelli.
con questi articoli lei affascina e rincuora le nostre anime travagliate.
Io soffro da circa tre anni da attacchi di panico: in realtà ho avuto il primo tre anni fa, poi ho avuto una brutta ricaduta nel mese di ottobre scorso e nell’intervallo tra questi due episodi sono rimaste delle sensazioni strane che accompagnano la vita quotidiana. Mi sento sempre stana, inquieta dentro, con un senso di paura verso tutto, con un’agitazione e un’insicurezza che non so da dove scaturisce. Eppure io avevo un carattere molto forte, battagliero e deciso. Oggi invece mi sento molto sensibile e ogni argomento mi lascia un pensiero triste, che poi mi perseguita nella testa e mi fa pensare chiuso.
Mi accompagna sempre una strana sensazione di non vedere bene, di non focalizzare, una strana sensazione di testa leggera, astratta, che sbanda e non ti aiuta a non pensare al panico o all’ansia… I suoi articoli sono un toccasano, perchè aiutano e ci fanno riflettere, ci induconom a cambiare atteggiamento e modo di pensare; dalla mia esperienza ho capito che tutto dipende dal modo in cui si pensa e ci si proietta al mondo esterno, ma non è facile gestire queste due cose. Il paragone con l’uovo è azzeccato: ognuno di noi vuole apparire diverso da quello che si è dentro, non ascolatiamo il nostro io nascosto e forse tutto questo ci inquieta, ci agita e ci fa stare male. Ma come ritrovare la pace interiore? Qual è il segreto per deviare i pensieri cattivi e sostituire con quelli positivi, pensiero largo e fantasia.
Grazie. Patrizia.
Trovo semplicemente affascinante questa idea di tuorlo… ed anche la semplicità/prodondità del raccontarla!Vorrei, se posso, ancora aggiungere, che da qualche tempo proprio nei giorni delle mestruazioni…. cerco le uova da mangiare…di cui nutrirmi….le ho ritenute fondamentali in alcuni momenti della vita, in alcuni mesi in cui ne avevo necessità, che curiosa associazione!
Quoto Patrizia e aggiungo :non credo che quel senso d’inquietudine di cui parla il dott. Morelli che ci assale nei momenti più disparati ( a me capita quando sono con gli altri) dipenda “dal modo in cui si pensa e ci si proietta al mondo esterno” come dici tu. Dipende, secondo me, non da come ci pensiamo, ma da come siamo davvero, nell’intimo e dall’incapacità che abbiamo di coglierci e di essere veri sempre. Personalmente quel senso di estraneità mi accade quando ,trovandomi con gli altri, perdo il contatto con me stessa e mi smarrisco nella maschera che indosso. E siccome è più facile vedere il guscio opaco nell’uovo dell’altro che il nostro, quando ci sentiamo stonati durante un incontro è perché tutti quanti in qualche modo si sta recitando un ruolo, si resta in superficie, ci si ferma al solito bleblero scontato e snervante. Ora la domanda per me non è tanto come ritrovare la pace interiore (in fondo mi basterebbe abbandonare certi contesti…) ma quanto di noi stessi siamo disposti a rivelare al prossimo ? Non serve eliminare il guscio per vedere il tuorlo..basta renderlo trasparente a noi stessi e agli altri…
anch’io sono un pò come Patrizia e devo dire che non è un bel vivere. settimana scorsa mi è successo che portando mia figlia ad equitazione ho incontrato per ben 3 volte lo stesso carro funebre e proprio vicino a casa. Allora mi chiedo: qual’è il messaggio? io ho avuto subito un pensiero negativo, considerando poi miei stati d’animo sempre sotto-sopra. Non è facile mettere in pratica i suoi consiglio, io ci provo e mi risulta difficile…. La ringrazio comunque per tutto quello che sta facendo. Grazie
Per dirla con la metafora dell’uovo, io agisco spesso preoccupandomi del mio guscio.
Il guscio è il primo strato di sè, quello che ci mette in contatto con gli altri.
Però è sempre una superficie che separa…per quanto lo si renda bello, interessante, unico e ambito, il guscio ci separa da un altro guscio.
Concentrarsi sul guscio vuol dire essere iin eterna ricerca di assoluto frustrata dalla necesità di fare delle scelte.
Nel momento in cui scegliamo, rinunciamo a qualcosa.
L’albume è l’inconscio.
E il tuorlo è l’essenza ( R. Ruga), è l’anima, il mistero che ci abita, la forza vitale…..
Quando pensiamo che l’anima si manifesti? Quando moriamo.
Può essere utile immaginare il silenzio, il buio, il vuoto, il nulla….oppure immaginare di essere l’anima che esce dal corpo e si eleva in cielo, guarda il mondo dall’alto, con una visione panoramica, estesa.
Almeno a livello emotivo ritroviamo una pace che ci riconduce a quello che pensiamo essere l’essenza della nostra e magari della vita di tutti.
Allora a quel livello la solitudine non esiste, non c’è separazione.
Si è tutto e si è niente, non importa.
Il giudizio non esiste.
Affidandoci per una frazione di secondo al nostro turolo, al mistero che ci abita, al germe della vita…intuiamo le mille opportunità che ci possiamo dare per cambiare la superficie del guscio e rapportarci con gli altri in modo diverso, senza pretese perchè l’assoluto non abita in superficie.
Grazie.
illuminante il suo video sull’uovo! Bello.
In fondo noi tutti siamo nati da un uovo: ma ci siamo mai chiesti ” La nostra essenza, il nostro spirito dov’è? ” ( mi scuso per chi non ci crede) E’ molto vero che troppo spesso si vive attraverso la parte esteriore ( il guscio ),divenendo spugne quindi assorbendo concetti di altri che facciamo nostri forse per adattarsi ai tempi… o perchè appare più facile seguire l’onda……….o…… perchè non ci si guarda dentro per vedere cosa NOI STESSI vogliamo.
Quanto ci conosciamo veramente? Che rapporto abbiamo con noi stessi? Non voglio uscire dal tema di questo interessantissimo video, anzi vorrei sottolinearne il contenuto aggiungendo l’ inutilità di chiedersi perchè le cose oggi non funzionano, la gente è cambiata,siamo tutti indifferenti ecc. ecc. Forse potremmo iniziare partendo dal conoscere noi stessi, sapendo chi siamo e dove vogliamo andare: magari riusciremmo a diventare consapevolmente………ciò che siamo.
Luisa
Grazie dottore lei è meraviglioso nello spiegare con la metafora dell’uovo noi stessi. Stamattina mi sono svegliata presto e come al solito dopo un po’ non riesco a stare a letto, mi alzo perchè un’inquietudine mi prende e non mi lascia per tutto il giorno a parte qualche volta. In questo perodo mi sento come una canna al vento, fragile piena di dubbi, e di paure. Paura di stare male, paura di non aver gestito bene i rapporti con i miei, non mi perdono niente, mi vorrei diversa, vorrei che i miei figli avessero fatto scelte diverse, la mia fede che mi aiutava è diventata anche quella dubbiosa…..vorrei vorrei vorrei………Non riesco più a PESCARE dal tuorlo. Mi fermo all’albume dove c’è l’inquietudine. Eppure quando parlo con gli altri mi esce una saggezza che non so’ da dove arriva, dico sempre le cose giuste, senza pontificare, con calma in quei momenti mi approvo. Non capisco, mi sento su una giostra, e il mio tuorlo non trova il suo posto. Chissà se la mia immagine mi porterà sulla seggiolina giusta. BUONA GIORNATA A LEI, TUTTA LA REDAZIONE E A NOI CHE LEGGIAMO. CON GRATITUDINE.
perchè dalle sue parole non riesco più a trarre giovamento??? c’ è qualcosa che mi blocca nel mettere in pratica tutti questi suoi pensieri! io non riesco a scrollarmi di dosso ” la società”, la piccola società, dato che abito in un paese di circa 6000 abitanti. nella quotidianità ho perennemente la sensazione che la società mi controlla. in realtà sono io che controllo me stessa. anche se, a mio parere, la piccola società mette in funzione automaticamente il circolo vizioso del pensiero chiuso. perchè tutti sanno tutto di tutti. quindi di conseguenza la società, indipendentemente dalla volontà del pensiero umano, incide sul medesimo. e io come posso fare per iniziare a ragionare col pensiero largo?? le chiedo scusa, forse la risposta alla mia domanda l ho già ascoltata tante volte nei suoi post, ma io vorrei delle delucidazioni, vorrei dei consigli da mettere in pratica per quanto riguarda questa specifica questione! la ringrazio.
ho dimenticato una cosa. . l ho ricordata leggendo il commento di elena. anche io come lei, sento di avere dentro una grande forza, vitalità, energia che ho paura di esprimere però. ho paura di diventare (di “ri”-diventare) sfacciata, un po strafottente, ho paura di ridiventare quella persona pronta a fare tutto senza l appoggio di nessuno. e oggi è proprio questo che mi pesa di più. io, in quello che faccio, cerco sempre il consenso di qualcun altro. . . . . vorrei svegliarmi domattina ed essere un altra persona. quella che ho sempre sognato di essere, quella che ero. ero cosi nell età adolescenziale, fumavo spinelli, ma non ero una tossicodipendente e per questo motivo fui messa al patibolo dalla mia famiglia, diventai la pecora nera della famiglia. ( e alcuni mesi dopo comparve il primo attacco di panico)e forse oggi mi spaventa ridiventare quella di prima perchè ho paura di essere giudicata, come sono stata pesantemente giudicata in passato.ma a me.. .. .. .. quella serena di prima.. .. .. mi piace da morire!
non so come sia riuscita a scrivere che all età di 15 anni ( oggi 20) fumavo spinelli. questa è una cosa che ho sempre cercato di cancellare dalla mia mente, perchè volevo si cancellasse dalle mente degli altri. mi dispiace però che io riesca a dirlo solo tramite un computer, tramite un pc è più semplice. ma magari potessi urlarlo al mondo, mi sentirei più libera. non voglio che debbano accettarlo gli altri, ma ammettendolo, lo accetterei io, e di conseguenza accetterei la mia vera natura. una ragazzaccia non si può tenere a freno. e io con gli attacchi di panico sono già stata incatenata per troppo tempo.
Buon pomeriggio prof Morelli
da qualche mese sono diventata una sua “seguace”!
Spesso mi capita di aver bisogno di una Sua parola ed allora rileggo i suoi libri e lì,sfogliando a caso,mi balza all’occhio una frase….una massima….ed allora M’ILLUMINO!
Così è stato per “l’uovo”!!!!!
Grazie davvero di avermi aperto un mondo!!!!
UN FORTE ABBRACCIO
Forse mi trovo nell’ansia dell’albume. La risposta che ho trovato in questa sua conversazione con noi è che spesso percepisco il misterioso del tuorlo con sensazioni e voglia di fare qualcosa ma sono molto frenato dai miei commenti e ragionamenti del tipo sarà la cosa giusta? Forse dovrei credere più in me stesso e in quello che mi manda l’interiorità
mircaolo…. sono apparsi i video più nuovi ( non avevo istallato il “flashplayer “…sorry sorry sorry…..per essere stata così antipatica e impaziente. Sono affascinata dai messaggi del Professore che allegramente ascolto e volentieri, trasmettono un sentimento “antico” dal quale attingere per conoscere la mia vera essenza.
Grazie !! Una similitudine splendida ! Se penso che dovrei ascoltare più il ” tuorlo ” mi assale una tale angoscia …..! Di tutte le cose che ” DEVO ” fare quante ne eliminerei …?…..doveri….obblighi…..ma sopratutto sono certa che se potessi eliminare tutte le persone che non mi vanno a genio…resterei sola. Non che io sia la migliore…..ma forse pretendo troppa correttezza , autenticità e affetti.
Però……sarebbe meraviglioso essere consapevole del mio ” tuorlo ” e viverlo senza timori !
Un abbraccio dott. Morelli !
trovo questa similitudine con il tuorlo molto interessante. Infatti, mi capita di avere dei pensieri improvvisi su persone o fatti che mi danno le definizioni o risposte giuste. Questi pensieri si avverano dopo poco, così la mia ansia se ne va e sono serena, distesa e felice. Sto imparando ad ascoltare di più questa voce che viene dal profondo, spesso la cerco e seguo alla lettera quello che mi suggerisce.
Complimenti ancora per il suo lavoro!
ciao sono d’accordo cn te roberta pure io sto imparando…imèprovvisamente mi dedico a letture mai pensate prima e cose che prima nn mi rendevano tanto felici ora mi fanno più serena.provo a tenere un diario e annotare tutti ii miei cambiamenti..l’importante è nn fuggire da sè stessi perchè se cè disagio l’anima se ne accorge e ci manda segnali e i malesseri vanno ascoltati sempre…vuol dire che qlcs nn va e ci sta allontanando da noi…sai cn quante persone mi capita?anche solo parlandoci…
Dentro di noi è racchiuso l’universo intero ed è lì che troviamo tutte le risposte.
La felicità la cerchiamo sempre “fuori”, all’esterno.
Se sorridiamo alla vita, la vita stessa ci sorriderà.Questo l’ho capito dopo tanta sofferenza. Grazie per ciò che fa
A volte sento dentro un’interiorità che mi spaventa, così forte, così intensa che non so che fare soprattutto quando sono con gli altri. E così molte volte me ne vado quasi in preda a una voglia di fuggire pentendomi poi di essermene andata senza aver aspettato un po’, ma tutte le volte che succede mi sembra quasi di esserne ferita.
Per questo, e anche per altro ancora, la seguo sempre dottore e grazie anche per questo video.
L’immagine dell’uovo è molto bella per illustrare il concetto di essenza. La metafora è chiara: il guscio, per quanto utile a preservare l’essenza, non nutre e va scartato; il tuorlo racchiude la nostra progettualità e la nostra identità, fatta anche – direbbe Jung – di immagini archetipiche. Complimenti e buon lavoro.
E proprio vero! Solo che siamo sempre in preda della fretta e delle cose da fare…cosi non ci accorgiamo di tutto ciò….Il lato oscuro ha bisogno di essere ascoltato…nei ,,rumori” del tram tram quotidiano ci manca il tempo per dedicarsi a lui…che peccato…. qualcuno ci riesce però!Tanti saluti a tutti! Silvia
grazie.
come sempre, Le sue parole colpiscono nel segno ma questa volta è stato diverso: nell’ascoltare le sue parole ho sentito una grande pace venire da dentro e prevadermi come se LEi avesse aperto una porta.
E’ come se la conoscenza mentale dei concetti che Lei ha seminato si fosse trasfusa nella conoscenza dell’anima. Le sue parole hanno toccato questo “tuorlo” e lo hanno fatto vibrare…. lo so l’ho sentito e percepito chiaramente…. adesso la strada dal mio “tuorlo” all’esterno e ritorno è tracciata, la Via è aperta. l’inconscio non la dimentica. grazie
Gent.mo prof. Morelli.
con questi articoli lei affascina e rincuora le nostre anime travagliate.
Io soffro da circa tre anni da attacchi di panico: in realtà ho avuto il primo tre anni fa, poi ho avuto una brutta ricaduta nel mese di ottobre scorso e nell’intervallo tra questi due episodi sono rimaste delle sensazioni strane che accompagnano la vita quotidiana. Mi sento sempre stana, inquieta dentro, con un senso di paura verso tutto, con un’agitazione e un’insicurezza che non so da dove scaturisce. Eppure io avevo un carattere molto forte, battagliero e deciso. Oggi invece mi sento molto sensibile e ogni argomento mi lascia un pensiero triste, che poi mi perseguita nella testa e mi fa pensare chiuso.
Mi accompagna sempre una strana sensazione di non vedere bene, di non focalizzare, una strana sensazione di testa leggera, astratta, che sbanda e non ti aiuta a non pensare al panico o all’ansia… I suoi articoli sono un toccasano, perchè aiutano e ci fanno riflettere, ci induconom a cambiare atteggiamento e modo di pensare; dalla mia esperienza ho capito che tutto dipende dal modo in cui si pensa e ci si proietta al mondo esterno, ma non è facile gestire queste due cose. Il paragone con l’uovo è azzeccato: ognuno di noi vuole apparire diverso da quello che si è dentro, non ascolatiamo il nostro io nascosto e forse tutto questo ci inquieta, ci agita e ci fa stare male. Ma come ritrovare la pace interiore? Qual è il segreto per deviare i pensieri cattivi e sostituire con quelli positivi, pensiero largo e fantasia.
Grazie. Patrizia.
Un grazie infinito….come sempre!!!
Trovo semplicemente affascinante questa idea di tuorlo… ed anche la semplicità/prodondità del raccontarla!Vorrei, se posso, ancora aggiungere, che da qualche tempo proprio nei giorni delle mestruazioni…. cerco le uova da mangiare…di cui nutrirmi….le ho ritenute fondamentali in alcuni momenti della vita, in alcuni mesi in cui ne avevo necessità, che curiosa associazione!
Un abbraccio gigante,
Federica
Quoto Patrizia e aggiungo :non credo che quel senso d’inquietudine di cui parla il dott. Morelli che ci assale nei momenti più disparati ( a me capita quando sono con gli altri) dipenda “dal modo in cui si pensa e ci si proietta al mondo esterno” come dici tu. Dipende, secondo me, non da come ci pensiamo, ma da come siamo davvero, nell’intimo e dall’incapacità che abbiamo di coglierci e di essere veri sempre. Personalmente quel senso di estraneità mi accade quando ,trovandomi con gli altri, perdo il contatto con me stessa e mi smarrisco nella maschera che indosso. E siccome è più facile vedere il guscio opaco nell’uovo dell’altro che il nostro, quando ci sentiamo stonati durante un incontro è perché tutti quanti in qualche modo si sta recitando un ruolo, si resta in superficie, ci si ferma al solito bleblero scontato e snervante. Ora la domanda per me non è tanto come ritrovare la pace interiore (in fondo mi basterebbe abbandonare certi contesti…) ma quanto di noi stessi siamo disposti a rivelare al prossimo ? Non serve eliminare il guscio per vedere il tuorlo..basta renderlo trasparente a noi stessi e agli altri…
anch’io sono un pò come Patrizia e devo dire che non è un bel vivere. settimana scorsa mi è successo che portando mia figlia ad equitazione ho incontrato per ben 3 volte lo stesso carro funebre e proprio vicino a casa. Allora mi chiedo: qual’è il messaggio? io ho avuto subito un pensiero negativo, considerando poi miei stati d’animo sempre sotto-sopra. Non è facile mettere in pratica i suoi consiglio, io ci provo e mi risulta difficile…. La ringrazio comunque per tutto quello che sta facendo. Grazie
Per dirla con la metafora dell’uovo, io agisco spesso preoccupandomi del mio guscio.
Il guscio è il primo strato di sè, quello che ci mette in contatto con gli altri.
Però è sempre una superficie che separa…per quanto lo si renda bello, interessante, unico e ambito, il guscio ci separa da un altro guscio.
Concentrarsi sul guscio vuol dire essere iin eterna ricerca di assoluto frustrata dalla necesità di fare delle scelte.
Nel momento in cui scegliamo, rinunciamo a qualcosa.
L’albume è l’inconscio.
E il tuorlo è l’essenza ( R. Ruga), è l’anima, il mistero che ci abita, la forza vitale…..
Quando pensiamo che l’anima si manifesti? Quando moriamo.
Può essere utile immaginare il silenzio, il buio, il vuoto, il nulla….oppure immaginare di essere l’anima che esce dal corpo e si eleva in cielo, guarda il mondo dall’alto, con una visione panoramica, estesa.
Almeno a livello emotivo ritroviamo una pace che ci riconduce a quello che pensiamo essere l’essenza della nostra e magari della vita di tutti.
Allora a quel livello la solitudine non esiste, non c’è separazione.
Si è tutto e si è niente, non importa.
Il giudizio non esiste.
Affidandoci per una frazione di secondo al nostro turolo, al mistero che ci abita, al germe della vita…intuiamo le mille opportunità che ci possiamo dare per cambiare la superficie del guscio e rapportarci con gli altri in modo diverso, senza pretese perchè l’assoluto non abita in superficie.
Grazie.
Gentile Dottore,
illuminante il suo video sull’uovo! Bello.
In fondo noi tutti siamo nati da un uovo: ma ci siamo mai chiesti ” La nostra essenza, il nostro spirito dov’è? ” ( mi scuso per chi non ci crede) E’ molto vero che troppo spesso si vive attraverso la parte esteriore ( il guscio ),divenendo spugne quindi assorbendo concetti di altri che facciamo nostri forse per adattarsi ai tempi… o perchè appare più facile seguire l’onda……….o…… perchè non ci si guarda dentro per vedere cosa NOI STESSI vogliamo.
Quanto ci conosciamo veramente? Che rapporto abbiamo con noi stessi? Non voglio uscire dal tema di questo interessantissimo video, anzi vorrei sottolinearne il contenuto aggiungendo l’ inutilità di chiedersi perchè le cose oggi non funzionano, la gente è cambiata,siamo tutti indifferenti ecc. ecc. Forse potremmo iniziare partendo dal conoscere noi stessi, sapendo chi siamo e dove vogliamo andare: magari riusciremmo a diventare consapevolmente………ciò che siamo.
Luisa
Grazie dottore lei è meraviglioso nello spiegare con la metafora dell’uovo noi stessi. Stamattina mi sono svegliata presto e come al solito dopo un po’ non riesco a stare a letto, mi alzo perchè un’inquietudine mi prende e non mi lascia per tutto il giorno a parte qualche volta. In questo perodo mi sento come una canna al vento, fragile piena di dubbi, e di paure. Paura di stare male, paura di non aver gestito bene i rapporti con i miei, non mi perdono niente, mi vorrei diversa, vorrei che i miei figli avessero fatto scelte diverse, la mia fede che mi aiutava è diventata anche quella dubbiosa…..vorrei vorrei vorrei………Non riesco più a PESCARE dal tuorlo. Mi fermo all’albume dove c’è l’inquietudine. Eppure quando parlo con gli altri mi esce una saggezza che non so’ da dove arriva, dico sempre le cose giuste, senza pontificare, con calma in quei momenti mi approvo. Non capisco, mi sento su una giostra, e il mio tuorlo non trova il suo posto. Chissà se la mia immagine mi porterà sulla seggiolina giusta. BUONA GIORNATA A LEI, TUTTA LA REDAZIONE E A NOI CHE LEGGIAMO. CON GRATITUDINE.
perchè dalle sue parole non riesco più a trarre giovamento??? c’ è qualcosa che mi blocca nel mettere in pratica tutti questi suoi pensieri! io non riesco a scrollarmi di dosso ” la società”, la piccola società, dato che abito in un paese di circa 6000 abitanti. nella quotidianità ho perennemente la sensazione che la società mi controlla. in realtà sono io che controllo me stessa. anche se, a mio parere, la piccola società mette in funzione automaticamente il circolo vizioso del pensiero chiuso. perchè tutti sanno tutto di tutti. quindi di conseguenza la società, indipendentemente dalla volontà del pensiero umano, incide sul medesimo. e io come posso fare per iniziare a ragionare col pensiero largo?? le chiedo scusa, forse la risposta alla mia domanda l ho già ascoltata tante volte nei suoi post, ma io vorrei delle delucidazioni, vorrei dei consigli da mettere in pratica per quanto riguarda questa specifica questione! la ringrazio.
ho dimenticato una cosa. . l ho ricordata leggendo il commento di elena. anche io come lei, sento di avere dentro una grande forza, vitalità, energia che ho paura di esprimere però. ho paura di diventare (di “ri”-diventare) sfacciata, un po strafottente, ho paura di ridiventare quella persona pronta a fare tutto senza l appoggio di nessuno. e oggi è proprio questo che mi pesa di più. io, in quello che faccio, cerco sempre il consenso di qualcun altro. . . . . vorrei svegliarmi domattina ed essere un altra persona. quella che ho sempre sognato di essere, quella che ero. ero cosi nell età adolescenziale, fumavo spinelli, ma non ero una tossicodipendente e per questo motivo fui messa al patibolo dalla mia famiglia, diventai la pecora nera della famiglia. ( e alcuni mesi dopo comparve il primo attacco di panico)e forse oggi mi spaventa ridiventare quella di prima perchè ho paura di essere giudicata, come sono stata pesantemente giudicata in passato.ma a me.. .. .. .. quella serena di prima.. .. .. mi piace da morire!
non so come sia riuscita a scrivere che all età di 15 anni ( oggi 20) fumavo spinelli. questa è una cosa che ho sempre cercato di cancellare dalla mia mente, perchè volevo si cancellasse dalle mente degli altri. mi dispiace però che io riesca a dirlo solo tramite un computer, tramite un pc è più semplice. ma magari potessi urlarlo al mondo, mi sentirei più libera. non voglio che debbano accettarlo gli altri, ma ammettendolo, lo accetterei io, e di conseguenza accetterei la mia vera natura. una ragazzaccia non si può tenere a freno. e io con gli attacchi di panico sono già stata incatenata per troppo tempo.
Buon pomeriggio prof Morelli
da qualche mese sono diventata una sua “seguace”!
Spesso mi capita di aver bisogno di una Sua parola ed allora rileggo i suoi libri e lì,sfogliando a caso,mi balza all’occhio una frase….una massima….ed allora M’ILLUMINO!
Così è stato per “l’uovo”!!!!!
Grazie davvero di avermi aperto un mondo!!!!
UN FORTE ABBRACCIO
Anto
Forse mi trovo nell’ansia dell’albume. La risposta che ho trovato in questa sua conversazione con noi è che spesso percepisco il misterioso del tuorlo con sensazioni e voglia di fare qualcosa ma sono molto frenato dai miei commenti e ragionamenti del tipo sarà la cosa giusta? Forse dovrei credere più in me stesso e in quello che mi manda l’interiorità
Salve:)
mircaolo…. sono apparsi i video più nuovi ( non avevo istallato il “flashplayer “…sorry sorry sorry…..per essere stata così antipatica e impaziente. Sono affascinata dai messaggi del Professore che allegramente ascolto e volentieri, trasmettono un sentimento “antico” dal quale attingere per conoscere la mia vera essenza.
Grazie
Marai Antonia
Grazie !! Una similitudine splendida ! Se penso che dovrei ascoltare più il ” tuorlo ” mi assale una tale angoscia …..! Di tutte le cose che ” DEVO ” fare quante ne eliminerei …?…..doveri….obblighi…..ma sopratutto sono certa che se potessi eliminare tutte le persone che non mi vanno a genio…resterei sola. Non che io sia la migliore…..ma forse pretendo troppa correttezza , autenticità e affetti.
Però……sarebbe meraviglioso essere consapevole del mio ” tuorlo ” e viverlo senza timori !
Un abbraccio dott. Morelli !
Buongiorno Dott. Morelli,
trovo questa similitudine con il tuorlo molto interessante. Infatti, mi capita di avere dei pensieri improvvisi su persone o fatti che mi danno le definizioni o risposte giuste. Questi pensieri si avverano dopo poco, così la mia ansia se ne va e sono serena, distesa e felice. Sto imparando ad ascoltare di più questa voce che viene dal profondo, spesso la cerco e seguo alla lettera quello che mi suggerisce.
Complimenti ancora per il suo lavoro!
Un caro saluto
Roberta
ciao sono d’accordo cn te roberta pure io sto imparando…imèprovvisamente mi dedico a letture mai pensate prima e cose che prima nn mi rendevano tanto felici ora mi fanno più serena.provo a tenere un diario e annotare tutti ii miei cambiamenti..l’importante è nn fuggire da sè stessi perchè se cè disagio l’anima se ne accorge e ci manda segnali e i malesseri vanno ascoltati sempre…vuol dire che qlcs nn va e ci sta allontanando da noi…sai cn quante persone mi capita?anche solo parlandoci…
Dentro di noi è racchiuso l’universo intero ed è lì che troviamo tutte le risposte.
La felicità la cerchiamo sempre “fuori”, all’esterno.
Se sorridiamo alla vita, la vita stessa ci sorriderà.Questo l’ho capito dopo tanta sofferenza. Grazie per ciò che fa