Felicità: istruzioni per l’uso

Cari lettori,

Per chi di voi volesse seguirmi, vi segnalo una conferenza che terrò il prossimo venerdì 3 febbario ad Alba (Cn), alle ore 21:00,  nell’ambito di “Collisioni. Festival di letteratura e musica“:

Felicità: istruzioni per l’uso.

In ricordo di James Hillman

Siamo abituati a pensare che la nostra felicità sia qualcosa di esterno, qualcosa che non dipende da noi. Allora da che cosa dipende?  Dagli oggetti che ci vengono incontro nella vita? Più auto? Più soldi? I giocattoli tecnologici come i cellulari senza i quali temiamo l’emarginazione? Viviamo in un’epoca che ci vuole omologati, in divisa, tutti uguali. Un’epoca in cui siamo esortati a limitare sempre di più la nostra individualità. La solitudine  non è più una saggia maestra da vita, ma una maledizione. La paura della vecchiaia, i continui checkup e l’orribile moda di farci levigare i volti – così che tra cinquant’anni non vedremo più autentici vecchi intorno a noi – ci illudono di poter scampare al confronto  con la nostra paura più profonda, la morte. Si ha quasi la sensazione che la nostra società abbia ripudiato la natura.  Eppure la natura e la sua saggezza germogliano dentro di noi, se solo siamo disposti ad ascoltarli.  La felicità del fiore che sboccia in silenzio all’arrivo della primavera, la felicità del ragno che fa la ragnatela, non per seguire un progetto esterno, ma grazie a un sapere innato. Questa è la risposta, la chiave di tutto. Realizzare la propria natura, imparare a percepire, ad ascoltarsi..  Imparare a suonare la propria musica come un solista in un’orchestra, perché soltanto chi suona la propria musica  dona musica al mondo.

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29 Commenti a “Felicità: istruzioni per l’uso”

  1. ISABELLA ha scritto:

    “la solitudine come maestra di vita”… Non tutti riescono a capirlo e probabilemente non ci provano neanche. Me ne accorgo quando mi sento dire alcune cose… E poi “imparare a percepire, ad ascolatarsi”. O le sai, o non le sai. O ci sei dentro, o no….

  2. filippo tonelli ha scritto:

    non fa una piega

  3. roberto pecci ha scritto:

    sono sempre piu’ convinto di quello che dici,caro Raffaele….
    Sei la mia guida…ti seguo sempre con entusiasmo e partecipazione….
    ogni argomento cattura la mia attenzione e nella mia professione mi hai aiutato a cvapire gli altri…le loro esigense le loro problematiche e i loro turbamenti..
    grazie per tutto quello che fai e dici…anche se a volte ripetitivo sai essere sempre innovativo su certi aspetti….
    Roberto

  4. Susanna ha scritto:

    Caro dottore è incredibile come tutto sia vero, spesso cerco la solitudine, quando sono sola con me stessa sento una gioia e una felicità che non riesco a descrivere, il tempo assume un’altro significato, Spesso dipingo e quando mi trovo d’avanti a un quadro, le ore si trasformano in minuti, esco da un mondo e mi ritrovo in un’altro, non esiste più niente, ci sono solo io, i colori e quello che sto facendo, dico a qualche conoscente che soffre di depressione che se immaginassero che cosa provo quando sono là in quel mondo forse, la sofferenza potrebbe alleviarsi di tanto. Quando ho iniziato a dipingere mi sentivo a disagio, provavo un senso di isolamento che non mi piaceva, ero amante della discoteca delle belle serate con gli amici, anche ora ogni tanto ci vado, ma è cambiato tutto non provo più quel piacere che provavo qualche anno fà, adesso l’arte è per me..non veder l’ora di rientrare a casa per guardare i miei lavori, lì mi perdo e immagino, sospiro, provo sensazioni meravigliose, quando guardo un dipinto di Caravaggio nei giornali, immagino la sua anima, immagino quel tempo, come vivevano, parlo da sola e penso alla grandezza dell’uomo, a quello che riesce a creare e quello che ancora potrebbe fare. La ringrazio per il contributo che offre a tutti noi.

    Susanna Cagliari

  5. alchimia ha scritto:

    …al di là della retorica e della moda del momento,non tutta la gente si confà alle regole stereotipe dell’esteriorità,io ad esempio detesto la chirurgia plastica ed ogni intervento estetico,non ho l’auto,non frequento locali alla moda,non vesto griffato,conservo i miei valori da quando ero giovane,oggi ho 55 anni,ed amo la solitudine,ne ho bisogno,per crescere ogni giorno,non faccio check-up e penso spesso alla morte come componente naturale della nostra fine terrena,è sbagliato radunare tutti in un modus vivendi unico,vorrei vivere a contatto con la natura ma purtroppo non tutto ci è concesso,la libertà è un privilegio che pochi possono permettersi,vale il pensare che comunque la natura c’è ,la musica ci fa da terapia e le uniche leggi alle quali dobbiamo ubbidire sono quelle che ognuno crea con la propria consapevolezza.

  6. xx ha scritto:

    I momenti più felici, di estasi, io invece li ho provati a contatto con la Natura.
    Allora percepisco che tutto è Vita, non mi serve altro per essere felice.
    Amo la solitudine,infatti mi giudicano un’asociale perchè appena posso me ne sto in casa a ricaricarmi.
    I rapporti autentici diventano difficili da realizzare, perchè spesso sono impostati sulle aspettative.
    Manca l’Armonia.
    Il logorio della vita moderna ci rende nevrotici, siamo proiettati come schegge verso obiettivi che sembrano destinati all’uomo, ma in realtà son fini a se stessi: produrre, produrre, produrre … tante cose inutili, che aumentano la spazzatura.
    Ho la frequenza cardiaca sopra i 100 battiti al minuto, mi basta questo per capire che dovrei rallentare.

  7. nefer ha scritto:

    Caro Morelli, ogni giorno tengo a mente i tuoi suggerimenti…da quando mi ripeto “non dipende da me” sto bene. Non ho mai temuto la solitudine anzi l’ho sempre cercata anche come forma di distacco da persone e contesti falsi ,quando odio la falsitè e l’ipocrisia! persone che non fanno altro che lamentarsi e riversare tutte le loro frustrazioni oppure che si sentono degli onnipotenti e tentano sempre di schiacciarti… io mi immergo nel silenzio della natura e resto a contemplarla e tutto il resto non esiste!
    Grazie e ciao

  8. Barbara Pregliasco ha scritto:

    La felicità andrebbe ricercata dentro di sé… nel proprio essere, anziché nel proprio possedere. È però ben più difficile responsabilizzarsi di fronte al tormento; più facile è attribuire al mancato avere le nostre pene… per poi correre a sanarle con nuovi acquisti, nuovi lifting .
    Siamo destinati a sempre maggiore omologazione; siamo destinati a perderci nella folla, nei centri commerciali stracolmi di tutto e di niente. Siamo destinti alla schiavitù mentale ed emotiva… Ad eccezioni di coloro che non temono l’autonomia, l’indipendenza, la libertà…e la solitudine…

  9. francesca ha scritto:

    Morelli, sei la mia guida ,l’amico che cerco nei momenti difficili, grazie

  10. nicoletta due ha scritto:

    Mi permetto di polemizzare sull’introduzione del blog.
    Condivido il post di alchimia e aggiungo che è retorico pure guardare alla natura come guida. Il ragno che tesse la tela non può non farlo, non sta scegliendo di tessere la tela , non è intenzionale la sua tessitura. Tutto il suo impegno è funzionale per la sua sopravvivenza : può procurarsi il cibo solamente in quel modo . Quindi richiamare la natura quale maestra di vita, fonte di saggezza per l’uomo, parlare di felicità per un fiore che sboccia ecc, significa dare intenzionalità alla natura. Come dire che piove per dare da bere alle piante. L’intenzionalità è una caratteristica umana, non del ragno, della nuvola o del fiore . In questo caso addirittura l’intenzionalità poi è stata circoscritta solo al gesto estetico/umanizzato: il ragno tesse perché è il suo “mestiere”…ma si dimentica che di “mestieri “ il ragno ne conosce pure altri: divorare i suoi simili. Il rischio di utilizzare in maniera tanto distorta e superficiale ciò che avviene in natura per trasferirlo come esempio illuminante per l’uomo rischia d’inebetire le persone trasformandole in macchine per credenze, prive d’inconscio.

  11. maura ha scritto:

    Caro Dott. Morelli, ho 53 anni, sono separata da tre ed ho due figli grandi che vivono con me.Ho iniziato a vedere i suoi blog ed ho letto “l’unica cosa che conta”. Non sto bene, ho sempre l’ansia, niente va bene nella mia vita, non riesco a stare tranquilla, sono diventata ipocondriaca, insicura, piena di angoscia e non mi godo niente. Ho cambiato lavoro nel 2012 ed ho sempre paura di sbagliare,riguardo mille volte le cose, mi dimentico di tutto, faccio il doppio fatica e rimugino di continuo, anche il fine settimana penso se ho sbagliato qualcosa, e purtroppo questo accade spesso. Ho un compagno che mi adora ma del quale non sono innamorata, si è vero mi diverto con lui perchè mi fa sentire unica e provo attrazione per lui perchè è un amante meraviglioso ma non riesco a godermi nemmeno questo. Ho un ex marito che mi ama ancora e che mi tormenta perchè vorrebbe tornare con me ed io non so cosa fare, non riesco a sentirmi, sono piena di dubbi ed ho paura di prendere delle decisioni che potrebbero far soffrire le persone intorno a me. A volte penso che forse sarebbe meglio tornare con mio marito tanti problemi si risolverebbero anche economicamente ma non so decidermi ho paura di far del male all’uno o all’altro e finisco per stare male io. Ecco questa è la mia vita adesso, non mi piace, mi fa stare male ma non so come cambiare le cose. Mi farebbe tanto piacere ricevere una sua risposta privata alla mia mail. La ringrazio infinitamente.

  12. xx ha scritto:

    …che tenerezza mi faccio: sono rimasta all’uomo che produce.
    Ma l’uomo oggi non produce più: consuma, consuma, consuma…e non è mai soddisfatto.
    Non gli basta mai.

  13. xx ha scritto:

    Nicoletta due, lasciami obiettare:
    Provare l’estasi nella natura non vuol dire imparare qualcosa da essa.
    Vuol dire sperimentarsi e riconoscersi come essere vivente.

  14. MARA ha scritto:

    Caro dott. Morelli, come si fa ad essere felici se ci si sente demotivati sul lavoro? La causa? Il mobbing, la mancanza di incentivi, un capo demotivante, colleghi invidiosi che mettono continuamente i bastoni tra le ruote…potrei continuare, ma le voglio confessare che mi sono fermata. Non faccio più tutte quelle belle cose che facevo fino all’anno scorso, non mi entusiasmo, mi stoppo da sola, perchè tanto so già come finisce. Invece se mi omologo almeno vivo in pace, nell’ombra e nessuno mi perseguita o pretnde da me cose impossibili. Però non vado più al lavoro con la gioia nell’animo che mi caratterizzava un tempo. La saluto, so già che non risponderà, non so perchè ho scritto, quindi…

  15. Valentina ha scritto:

    Caro Raffaele Morelli,
    le sue parole sono state in molte occasioni della mia vita una spinta a fare le cose in un certo modo, un invito ad aspettare, a fermarmi e non pensare, a non scegliere per forza ad essere quello che sono :triste, negativa, felice positiva.Per cui grazie.
    Adesso sono in una fase di stanchezza, mi ammalo spesso, vista dall’esterno forse sono una persona spenta triste.Cosa mi sta succedendo.Sì in parte questa è la mia indole a tratti sono così ma sono stanca di tutto questo.Voglio vivere, uscire, fare sport, divertirmi, smetterla di sentirmi male, un giorno l’influenza, un giorno il raffreddore, un giorno va via la voce, poi il mal di pancia, mille disturbi che mi impediscono di vivere serena.
    Voglio la pace, mi dia una parola un aiuto per ripartire!
    Con ammirazione
    V.

  16. eva ha scritto:

    Mi sono imbattuta ieri nella lettura della leggenda del cavallo di Samarra, mi ha molto colpita, mi ha colpito l’immagine dell’uomo che per l’ansia di sfuggire alla morte in realtà le corre incontro più velocemente. La leggenda secondo me si presta a molte interpretazioni, nel libro che leggevo serviva a spiegare i rischi del mito della velocità e del progresso economico, ma a me ha fatto pensare a quello che lei ci dice spesso, che dobbiamo percepire meglio ciò che avvertiamo dentro di noi e a non farci confondere da ciò che appare in superficie, dai nostri stessi pensieri orientati da schemi comuni. Cosa ne pensa? A me piace molto la sensazione che provo quando faccio queste “scoperte”, mi sembra che il mio cervello si risvegli all’improvviso. Saluti.

  17. Decio ha scritto:

    Far fluire la consapevolezza dell’eterno,lascia intensa terapeutica amenità.

  18. GIULIA ha scritto:

    Non vedo l’ora che sia venerdi’, per poterla finalmente ascoltare dal vivo, avendo io la fortuna di abitare ad Alba, proprio vicino al palazzo dove si terra’ la sua serata. In questo periodo,infatti, sono sempre piu’ convinta che la felicita’ non esista proprio, ne’ dentro ne’ fuori di noi; ho rinunciato ormai a trovarla, e neppure alla serenita’ credo piu’, perche’ appena ne raggiungo un po’, mi succede qualcosa che me la porta via. La mia poca serenita’ e’ stata turbata ultimamente da un brutto incidente, da cui non mi sono ancora ripresa: sono stata investita sulle strisce pedonali e sono 2 mesi che, dopo l’ospedale, riesco a malapena ad uscire di casa camminando raso terra al muro per raggiungere l’ospedale a fare le visite, ma soffro di DROMOFOBìA (non riesco piu’ ad attraversare la strada). Non trovo ne dentro ne’ fuori di me alcuna ragione per vivere, figuriamoci per cercare la felicita’… Spero, ascoltandola, di avere dalle sue parole un po’ di conforto. Grazie, a venerdi’.

  19. Berenice ha scritto:

    Buonasera dottore.Che brutto periodo ha scelto per presenziare ad una conferenza nelle Langhe!Sarei venuta volentieri ad ascoltarla… che sfortuna!Forse neanche lei riuscirà a raggiungere Alba e magari sarà rinviata… se così fosse dia notizie in merito.Grazie e buon lavoro.

  20. Valentina ha scritto:

    Penso spesso alla morte, quando accadrà , vorrei una festa perche’ mi saro’ tolta il pensiero piu’ grAnde e chi mi vuol bene dovrebbe gioirne. Credo che bisognerebbe insegnare la morte oltre che la vita, forse si vivrebbe meglio. L’ansia, gli attacchi di panico( di cui soffro da quasi 30 anni) hanno in comune x tutti la paura della morte. Per me l’uomo e’ l’essere piu’ sfigato che c’e con la sua consapevolezza. Spesso deve evitare di pensare per non impazzire, e’ questa la verita’. Non sono credente ma se pure lo fossi non gli direi mai grazie, anzi ma…

  21. Alda ha scritto:

    Buongiorno Dott. Morelli, ieri sera c’ero anche io all’incontro sulla felicità che ha tenuto ad Alba. E’ stato veramente un privilegio per me che la seguo sul suo blog e leggo tutti i suoi libri, ascoltarla con attenzione e silenzio; perdermi nelle sue parole, come una bambina che ascolta una fiaba a bocca aperta e che si sorprende ad ogni finale. Solo dilatando la nostra anima per lasciare spazio ad ogni parte di noi, troviamo le risposte senza percorsi mentali tortuosi e aggrovigliati. Il concetto è l’essenza della semplicità, ma noi umani privilegiamo sempre la strada più in salita!! Dare ascolto al silenzio della nostra mente per far spazio alla voce sepolta sotto strati di false idee, opinioni di noi, giudizi, moralismi inutili e che grida bisognosa di attenzione.
    Voglio vivere la mia solitudine come risorsa e ricchezza ma non voglio sentirmi sola. Grazie a lei ho imparato a distinguere queste due situazioni, così simili ma così profondamente contrapposte.
    A fine dibattito ci ha chiesto se avevamo qualche domanda. Per me, come credo anche per gli altri è stato esposto tutto in maniera così lucida e chiara che non nutrivo dubbi su ciò che avevo appena sentito. Di una cosa mi sono pentita.Di non averla ringraziata pubblicamente per tutto il lavoro che fa per NOI! Rimanga sempre così, la prego non si uniformi, non vogliamo seguire la corrente, aspettare che qualcuno ci dica cosa dobbiamo fare, come dobbiamo pensare. La risposta ce l’abbiamo dentro, basta solo ascoltarci…e ascoltarla…come bambini
    completamente assorti nella grande fiaba che è la nostra vita.
    Grazie di cuore.

  22. ivana ha scritto:

    Buonasera Prof. Morelli, l’ho ascoltata ieri sera ad Alba ven 3 febbr. Di estremo interesse tutto ciò che ci ha proposto; avvincente il suo eloquio. Grazie
    C’è una cosa che desidero chiarire: lei ci suggerisce di provare a distaccarci quando viviamo qualcosa di bello, un momento di felicità. Ciò significa che dobbiamo cercare di distaccarci anche quando stiamo approdando a una dimensione di vita soave?
    Credo di essere persona che aderisce molto agli eventi, che partecipa, anche profondamente.
    Essere in sintonia è un mio paradigma di vita, è la mia ricerca. Ebbene: la sua esortazione dovrebbe portarmi a spegnere questo interruttore? O forse, semplicemente, a cercare di proiettarmi al di fuori di me stessa, di vedermi mentre sto facendo o sto vivendo qualcosa di bello o di importante? Come se, mentre si vive a fondo la propria parte di protagonista della scena, si debba fare o ci si debba sentire anche spettatore? Spettatori di noi stessi?
    Felice di dialogare con lei, caro Morelli, porgo vive cordialità
    Ivana

  23. Decio ha scritto:

    Felicità: istruzioni per l’uso

    Posologia:

    Assumere più volte al dì, prima e dopo i pasti, le “pillole” di saggezza del Dott.Raffaele Morelli;al bisogno anche prima e dopo cena.

    Effetti Collaterali: NESSUNO!!!

  24. Decio ha scritto:

    La felicità è: l’orgasmo dell’anima.

  25. Decio ha scritto:

    Chi si arrichisce con lacrime altrui,non potrà mai piangere di gioia!

  26. Decio ha scritto:

    Ultimamente mi sta capitando questo:

    La gioia provata il giorno prima viene a trovarmi amalgamandosi ai volti dell’anima

    del momento presente.

    Questa situazione mi lascia piacevolmente stupito. :-)

  27. Decio ha scritto:

    Forse ciò che mi sta accadendo è legato alla rielaborazione mentale del ricordo?

    La mente non è un testimone obiettivo…lavora come l’abile sarto/a che confeziona vestiti su misura…taglia e cuce :-)

  28. federika ha scritto:

    buonasera,dott.morelli ho 17 anni soffro di attacchi di panico da un mese sono in cura con una pscologa… ho sensazioni stranissime nodo in gola sensazione di svenire mancamento… mal di testa sentire il cuore che non batte ho molta paura attendo una sua risposta cordiali saluti.

  29. Decio ha scritto:

    Io ho smesso di cercare la Felicità…perchè mi trova Lei :-)

    E’ come un “ospite” che arriva… a sorpresa, senza aver prenotato nel mio albergo dell’Anima :-)

    Siamo noi che dobbiamo essere pronti ad accoglierLa con i dovuti Onori :-)

    Avendo una visuale a 360 gradi… della vita.

    Auguri di Buona Vita a tutti, la luce della Consapevolezza illumini il Vostro modo di guardare…
    :-)

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